Buono casa, Vivarelli annuncia la proroga: “In giunta approvata una memoria”

Il buono casa verrà prorogato. Con una memoria, approvata ieri, la Giunta Raggi ha chiesto agli uffici del dipartimento Politiche abitative di continuare con l’erogazione del contributo economico destinato alle famiglie in disagio abitativo fuoriuscite dai residence. Lo ha fatto sapere l’assessora alle Politiche abitative e Patrimonio, Valentina Vivarelli, con un post su Facebook. “Approvata la memoria che consente alle famiglie provenienti dai Centri di assistenza alloggiativa temporanea che vivono ancora situazioni di fragilità, di continuare ad usufruire del ‘buono casa’ come contributo economico straordinario a contrasto del disagio abitativo, oggi ulteriormente gravato dalle difficoltà economiche legate all’emergenza da Coronavirus”, ha scritto Vivarelli.

Una notizia attesa con apprensione da decine di famiglie: i contratti scaduti nel corso del 2020, ovvero quelli stipulati nel 2015 dalle prime famiglie che hanno accettato di aderire alla misura, non sono stati rinnovati, il Comune non ha versato i canoni ai proprietari degli appartamenti e gli inquilini sono diventati morosi. Secondo le ricerche di Romatoday un’inquilina è già stata costretta a uscire dall’appartamento e oggi vive sul divano di una conoscente e un altro è già stato citato davanti a un giudice per la convalida dello sfratto. Fino ad oggi ai proprietari di casa che chiedevano delucidazioni in merito al rinnovo del contratto gli uffici del dipartimento Politiche abitative hanno risposto di non essere più tenuti “a corrispondere il canone di locazione”.

Il direttore della direzione Politiche abitative del Campidoglio, Stefano Donati, nel corso di una commissione Trasparenza avvenuta il 17 settembre scorso, ha detto che i buoni casa assegnati nel 2015, quindi ad oggi con contratti non rinnovati o vicini alla scadenza, sono 25. La parte più sostanziosa dei contratti, sempre secondo i dati forniti da Donati, è stata firmata nel 2016, pari a 102. Nel 2017 sono stati 82, nel 2018 sono stati 30 e nel 2019 sono stati 10. In totale sono 249. I contratti ancora in vigore al momento della commissione, altro numero chiarito  erano 200.

Ora il dipartimento dovrebbe procedere con le proroghe dei contratti. Interpellato in merito alle modalità e ai tempi dell’operazione l’assessorato fa sapere che dopo l’approvazione della memoria, che non è ancora stata pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Roma, “gli uffici verificheranno all’attualità i requisiti per poter successivamente erogare il buono casa seguendo le indicazioni della Giunta. A seconda di questi controlli il numero dei beneficiari potrà essere soggetto a variazioni”. Non è dato sapere invece quali siano i requisiti di “fragilità” che verranno presi in considerazione, quali i tempi necessari a rendere attuativo quanto stabilito nella memoria, e se le persone che si trovano attualmente sotto sfratto o addirittura già fuori casa rientreranno o meno nella proroga.

L’annuncio di Vivarelli è una buona notizia per tutte quelle famiglie che, in attesa di una casa popolare, senza la proroga del buono si sarebbero ritrovate per strada nell’arco dell’anno prossimo. “Confermiamo l’ottimo risultato del presidio delle Giornate ‘Sfratti Zero’ di Unione Inquilini Roma dello scorso 8 ottobre”, scrive in una nota il sindacato. “Ringraziamo pubblicamente, anche a nome delle famiglie che ora possono dirsi salve, l’assessora Valentina Vivarelli che ha confermato la proroga del ‘Buono Casa’ ascoltando le nostre le istanze. Ora attendiamo l’annunciata memoria di giunta per capire i tempi e le modalità per il proseguimento del Buono Casa. Ma soprattutto aspettiamo un tavolo di crisi per trovare una soluzione alla valanga di sfratti attesi al termine della proroga del 31 dicembre”.

Il buono casa era stato messo in campo dall’ex amministrazione Marino con l’obiettivo principale di svuotare i costosissimi residence per l’emergenza abitativa. Tutte le famiglie che vivono ancora in queste strutture in attesa dell’assegnazione di una casa popolare sono state infatti costrette negli anni scorsi a fare richiesta del buono casa. Meno di un quinto ha però trovato un proprietario disposto a firmare un contratto con il Comune.

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Vivarelli nel post su Facebook fa sapere anche che “continua l’impegno dell’amministrazione verso la progressiva dismissione dei residence”, obiettivo annunciato fin dall’inizio del mandato dell’amministrazione Raggi. L’intento, continua l’assessora, è “investire le risorse verso misure di sostegno più adatte alle esigenze di autonomia abitativa e integrazione sociale dei nuclei familiari più deboli”. L’assessora non scrive nulla però in merito ai tempi, ai numeri e alle modalità dell’operazione di chiusura che ha subito il contraccolpo dopo il fallimento dei bandi per il reperimento di alloggi per il nuovo servizio Sassat (Servizio di Assistenza e Sostegno Socio Alloggiativo Temporaneo). Questi i numeri: il 17 settembre scorso il direttore Donati ha detto che nei Caat ci sono “circa un migliaio di nuclei familiari”, nell’autunno del 2018, due anni fa, erano state 1196 le famiglie a fare domanda per il bando per il nuovo servizio Sassat.

Fonte : Roma Today