La baby gang di Lanciano: è stato un 13enne a mandare in coma con un pugno Giuseppe D’Astolfo

Sono stati individuati dai carabinieri di Lanciano i cinque giovani che avrebbero partecipato all’aggressione di Giuseppe Pio D’Alfonso, il 18enne in coma farmacologico dopo aver ricevuto un pugno in testa nella notte di sabato alla vecchia stazione Sangritana. Giuseppe è ricoverato all’ospedale di Pescara con prognosi riservata dopo essere stato sottoposto a intervento chirurgico per ridurre un ematoma e bloccare un’emorragia.

È stato un 13enne a mandare in coma con un pugno Giuseppe Pio D’Astolfo

Il Corriere della Sera scrive oggi in un articolo a firma di Nicola Catenaro che secondo i carabinieri, che hanno visionato le telecamere che hanno immortalato l’aggressione, quello che ha sferrato il pugno, “nonostante la corporatura robusta, è un ragazzo che non ha ancora compiuto quattordici anni. Con lui c’erano altri minorenni, due fratelli tra i quattordici e i quindici anni. Poi c’è un giovane di diciotto anni e uno di trenta, cugini degli altri. Quello più anziano, peraltro, chiamato a dare man forte ai più piccoli nel corso dell’aggressione a Giuseppe e al suo coinquilino, non si è tirato indietro”. 

Il ragazzo era in compagnia di una coppia di fidanzati, con i quali stava trascorrendo la serata. L’aggressione è avvenuta in un luogo decritto dagli investigatori come “punto di ritrovo per giovani, spesso per bere e fare uso di sostanze stupefacenti”. A farla partire è stato uno screzio verbale, peggiorato dai fumi dell’alcool. I cinque, che attualmente sono in stato di libertà, sono stati denunciati per lesioni personali gravi in concorso. Ora la procura di Lanciano e il tribunale dei minorenni de L’Aquila dovranno decidere quali provvedimenti adottare nei loro confronti. Il comandante dei carabinieri Vincenzo Orlando dice che alcuni di loro sono già noti alle forze dell’ordine. 

giuseppe pio d'astolfo lanciano 1-2

Giuseppe Pio D’Astolfo

La baby gang di Lanciano 

Il quotidiano scrive anche che la baby gang di Lanciano appartiene a una famiglia rom e a un contesto sociale degradato e difficile e alcuni componenti della famiglia hanno piccoli precedenti per spaccio, furti ed esperienze in carcere. L’agenzia di stampa Ansa apprende da fonti sanitarie che D’Astolfo potrà uscire dal coma solo quando la sedazione sarà ridotta e la procedura potrebbe iniziare già oggi.

Proprio in questi giorni la città di Lanciano è scossa a seguito di un atto vandalico contro il monumento al ‘Samudaripen’, inaugurato due anni fa nel Parco della Memoria a Lanciano per non dimenticare l’eccidio nazista del popolo Rom e Sinti. Si tratta del secondo monumento al mondo, dopo quello di Berlino, dedicato al ‘Porrajmos’. Ignoti, ieri, con spray color oro e grigio, hanno deturpato la statua in pietra della Majella e la base. Sul posto oggi, mentre addetti del Comune erano impegnati nella ripulitura, c’erano il musicista rom Alexian Santino Spinelli, ambasciatore dell’Arte e della Cultura Romani’ nel mondo, e la presidente dell’Anpi sezione di Lanciano, Maria Saveria Borrelli. 

Anche l’AdnKronos ha scritto ieri che a sferrare l’unico violentissimo pugno alla tempia sinistra della vittima il più piccolo del gruppo, ancora tredicenne. Altri due hanno 14 e 15 anni, un quarto ne ha appena compiuti 18 mentre il più grande ne ha 30. Gli unici due maggiorenni sono già noti alla giustizia. I carabinieri della Compagnia di Lanciano li hanno identificati grazie non solo ai testimoni, la coppia di fidanzati che era in compagnia del 18enne e un terzo ragazzo che lo ha soccorso, ma anche ad alcune telecamere che, seppur non puntate direttamente sul luogo dell’aggressione, hanno ricostruito gli spostamenti dei cinque permettendone il riconoscimento.

Il tuo browser non può riprodurre il video.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.

Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.

Attendi solo un istante
Forse potrebbe interessarti

Devi attivare javascript per riprodurre il video.

Intanto migliorano le condizioni del 18enne, ancora ricoverato nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Pescara in prognosi riservata e in attesa di essere svegliato. Futili i motivi dell’aggressione: i cinque, che pare conoscessero la vittima e gli amici, si sarebbero avventati sul 18enne e sulla coppia di fidanzati “infastiditi” dal loro invito ad abbassare la musica. A peggiorare le cose l’abuso di alcol. Colpito con un pugno, fortunatamente di striscio, anche l’amico del 18enne, che se l’è cavata con tre giorni di prognosi. 

Fonte : Today