Coprifuoco e centri commerciali chiusi: le regioni che vanno verso il lockdown

Il Piemonte chiude i centri commerciali (tranne gli alimentari) nel weekend, Campania e Lombardia chiudono tutto, con una sorta di coprifuoco dalle ore 23. Mentre l’ultimo bollettino coronavirus del ministero della Salute registra 10.874 nuovi casi e 89 vittime, le regioni che affrontano la seconda ondata si muovono in ordine sparso. I governatori sfruttano così lo spazio di manovra concesso dall’ultimo Dpcm adottando misure più stringenti e severe. 

Alcune regioni, così come fatto già ieri dalla Lombardia, stanno chiedendo in queste ore il consenso del ministro della Salute, Roberto Speranza, per “tutelarsi” in merito ad ulteriori strette e provvedimenti di zone rosse. L’idea è quella di una concertazione e della maggiore condivisione possibile su eventuali nuove misure da prendere, anche se a livello territoriale, “per zone”. Per ora non si parla di lockdown esteso ma, grazie anche a quanto consentito dall’ultimo Dpcm, di chiusure restrittive e localizzate. Ecco la situazione aggiornata nelle singole regioni.

Il coprifuoco in Campania

In Campania, che ha la curva epidemiologica peggiore insieme alla Lombardia, scatterà il coprifuoco sul modello della regione guidata da Attilio Fontana. Secondo quanto si apprende da una nota diffusa dall’Unità di Crisi Regionale la Campania ha chiesto al Ministro della Salute di condividere e disporre la sospensione di ogni attività dalle 23:00 alle 5:00 del mattino e degli spostamenti dalle 24:00, a partire dal prossimo fine settimana, sull’intero territorio regionale. Per ridurre la mobilità, è prevista anche “la limitazione degli spostamenti interprovinciali, se non giustificati – previa autocertificazione – da motivi di lavoro, sanitari, scolastici, socio-assistenziali, approvvigionamento di beni essenziali”. Qui gli ulteriori dettagli.

“Volevamo partire dall’ultimo weekend di ottobre – ha fatto sapere il presidente della Regione Vincenzo De Luca – ma partiamo ora”.

Riapriranno da lunedì 26 ottobre le attività in presenza delle scuole elementari ma sarà “subordinata a un’ulteriore verifica che sarà svolta nei prossimi giorni sull’andamento dei contagi registrato nel personale scolastico e negli alunni”. 

  • Attività commerciali chiuse dalle 23:00 alle 5
  • Spostamenti dalle 24:00 sono con autocertificazione

Il coprifuoco in Lombardia

Anche in Lombardia i dati sui nuovi contagi sono preoccupanti. Per questo il presidente Attilio Fontana è intenzionato a dichiarare il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì, oltre alla chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, con eccezione per i prodotti di prima necessità. Fontana ha chiesto una sorta di via libera al governo. A pesare sulla scelta della regione sono stati vari fattori tra cui (ovviamente) l’aumento dei casi e l’impossibilità di tracciare ormai tutti i contatti dei positivi, ma anche e soprattutto l’impennata dei ricoveri: secondo le previsioni elaborate dai tecnici, senza restrizioni al 31 ottobre potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 in terapia sub intensiva. Le stesse ragioni potrebbero spingere altri presidenti di regione ad intervenire per piegare la curva del contagio.

  • Attività commerciali chiuse dalle 23:00 alle 5
  • Centri commerciali chiusi sabato e domenica

I centri commerciali chiusi in Piemonte (e non solo)

Il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha deciso la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana. “Entro sera firmerò una ordinanza che chiude i centri commerciali non alimentari su tutto il territorio regionale – ha detto ai microfoni della trasmissione Tagadà su La7 -. Teniamo aperti solo alimentari e farmacie, i generi di prima necessità”. A Torino, inoltre, saranno chiusi al pubblico (o più precisamente, con accesso fortemente regolamentato) piazza Santa Giulia, via Pescatore, piazza Montanaro nelle ore serali e notturne per evitare assembramenti già nel prossimo fine settimana con l’eccezione dei residenti. In queste tre aree sarà dunque vietato sostare.

Da lunedì 26 ottobre le scuole superiori del Piemonte, dal secondo al quinto anno, devono attivare forme di didattica a distanza con parametri ben precisi: almeno il 50% degli studenti devono frequentare, a rotazione, lezioni da casa. Il provvedimento varrà per un mese, fatta salva la possibilità di interventi da parte delle autorità.

  • Centri commerciali chiusi sabato e domenica
  • Dad al 50% alle superiori

Le chiusure a macchia di leopardo a Genova

In Liguria, invece, il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci non hanno ancora pronunciato esplicitamente la parola “coprifuoco”, ma si stanno studiando chiusure a macchia di leopardo in alcune zone della città di Genova per cercare di limitare gli assembramenti in alcune vie e piazze del centro storico in alcuni giorni della settimana.

La Regione Liguria, inoltre, applicherà un’ordinanza analoga a quella del Piemonte sulla scuola. “Ho appena sentito il governatore Toti, a cui abbiamo trasmesso nel pomeriggio la nostra ordinanza – ha affermato in video conferenza il governatore del Piemonte Cirio – e mi ha confermato che anche la sua Regione adotterà analogo provvedimento”, ovvero didattica a distanza alternata alle lezioni in presenza al 50% per gli studenti delle superiori dal secondo al quinto anno.

L’ipotesi dei lockdown selettivi nelle grandi città

Altre misure analoghe potrebbero essere prese in altre grandi città come ad esempio Napoli e Torino. Questa ad esempio è l’idea di Fabrizio Pregliasco, tra i consulenti tecnico-scientifici di Regione Lombardia, secondo cui “bisogna prendere in considerazione l’eventualità di un coprifuoco nelle ore serali e notturne in città come Milano, Roma e Napoli e in tutte quelle zone del Paese dove la situazione potrebbe precipitare velocemente”. Piccole “chiusure” che potrebbero scongiurare, secondo Pregliasco, un più pesante e generalizzato lockdwn a Natale. Pregliasco ritiene peraltro che il coprifuoco introdotto da Fontana “non sia del tutto sufficiente per Milano”. “Per densità di popolazione, interscambi lavorativi, i contatti legati alla tipologia abitativa di Milano, sicuramente è un malato più grave”. Il virologo ha spiegato che si attenderanno gli effetti di questa ordinanza “ma siamo pronti velocemente a immaginare ulteriori provvedimenti”.

Escluso il coprifuoco in Veneto ed Emilia-Romagna

Tra le regioni a rischio coprifuoco andrebbe però esclusa l’Emilia Romagna. Secondo il governatore Stefano Bonaccini “in questo momento di misure coprifuoco non ce n’è bisogno” perché il tasso in percentuale di positivi al giorno “è tra i più bassi d’Italia”. “Restringere le abitudini cittadini lo si fa – ha aggiunto – se c’è bisogno”.

Anche il Veneto, per bocca dell’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, ha escluso l’introduzione di nuove restrizioni: “Quello che abbiamo presentato oggi è un piano ospedaliero, su altre iniziative dettate da altri numeri e su cui c’è un dialogo a livello nazionale è un’altra partita. Oggi in Veneto all’orizzonte non c’è nessun pensiero di lockdown o di coprifuoco”.

I provvedimenti dei sindaci

Molto attivi anche i sindaci. Da questa mattina le scuole e gli asili di Sestu, nella Città metropolitana di Cagliari, sono stati chiusi, così come i baby parking, le palestre, le biblioteche e le piazze attrezzate con giochi. Non solo. Sino al 29 sono state sospese anche le manifestazioni culturali e sportive e tutti gli eventi pubblici e privati. Il mini lockdown deciso dalla sindaca Paola Secci è legato all’impennata di casi di coronavirus, passati da 15 a 37 in pochi giorni. Molto a rischio sempre nelle città, ma soprattutto nei centri minori, i mercatini rionali o – tra poche settimane – quelli dedicati alle festività natalizie. È già accaduto a Gorizia, dove quest’anno non si terranno la consueta Fiera di Sant’Andrea (sia il mercatino, sia le giostre) e non verrà allestita la pista per il pattinaggio sul ghiaccio nella centrale piazza della Vittoria.

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Annullati definitivamente i mercatini di Natale anche in Alto Adige, come ha fatto sapere il governatore Arno Kompatscher, che ha annunciato la chiusura dei bar alle 23 e delle sale gioco alle 18. Niente mercatini anche a Trento, ha fatto sapere il primo cittadino Franco Ianeselli. L’accelerazione dei contagi porta i municipi a compiere gesti drastici, come è successo ad Altamura (Bari), dove sono stati annullati i consigli comunali e le riunioni delle commissioni in presenza. E i lavori proseguiranno solamente online. Altamura al momento è uno dei Comuni pugliesi con più contagi da Covid: 260 persone sono in isolamento domiciliare, 7 ricoverate. Infine mini lockdown nella Penisola Sorrrentina, dove fino al 24 ottobre si effettuerà un controllo serrato per stanare possibili contagiati.

Fonte : Today