Il Re di Roma Nord, ‘zio Franco’ di Montespaccato e il bronx di Primavalle: il lato oscuro della zona nord-ovest della Capitale

L’abbraccio fra Salvatore Nicitra e Franco Gambacurta dopo aver risolto la controversia con la famiglia Senese

La mappa del narcotraffico a Roma, le dinamiche dello spaccio al Trullo, i supermercati della droga di Tor Bella Monaca e San Basilio, la “camorra romana”. Nel recente Rapporto Mafie nel Lazio sono stati toccati molti punti (e diversi quartieri), raccontando così chi comanda in città.

Roma non ha un solo capo, ci sono tanti boss che, negli anni, hanno preso sempre più potere. Fra estorsori e finanziatori occulti, emersi anche nell’indagine Hampa, in queste ultime decadi si è fatto strada un personaggio che conta nell’area nord della Capitale: si tratta di Salvatore Nicitra, arrestato con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

E’ nell’ambito di una serie di contrasti tra alcuni creditori che, per trovare una mediazione si fa ricorso proprio a Nicitra – secondo i pm – il controllore di tutta la criminalità di Roma Nord.

Salvatore Nicitra, il Re Roma Nord

Ma chi è quello che è oramai considerato il re di Roma Nord? Dal modo in cui si parla di lui nelle carte giudiziarie sembrerebbe una delle importanti figure cresciute all’ombra della Banda della Magliana. Con alcuni misteri irrisolti alle spalle. Di lui i magistrati scrivono: “E’ un esponente di primo piano della criminalità romana e gli elementi probatori raccolti hanno evidenziato suoi ripetuti contatti con la banda della Magliana“.

E ancora l’allora giudice istruttore Otello Lupacchini scriveva: “Salvatore Nicitra, siciliano, con trascorsi di rapinatore già amico di Franco Giuseppucci e Enrico De Pedis per la commercializzazione della droga nella zona di Primavalle, il quale per la sua capacità di gestire il gioco, venne anch’egli arruolato nella banda per conduzione di circoli privati. […] Quest’ultimo, tra l’altro disponeva già di una propria batteria, in conflitto con Bebo Belardinelli, operante anch’egli a Primavalle e a sua volta nemico di Danilo Abbruciati“.

Nomi altisonanti. Personaggi noti e protagonisti della Banda della Magliana. Insomma, Nicitra non è un elemento di poco conto e la sua provenienza storica, è fondamentale poiché i ruoli nel panorama criminale romano traggono forza e legittimazione dalla storia criminale di quegli anni. I soggetti per i quali Nicitra interviene e media nelle vicende sopra menzionate sono due tra i gruppi più potenti del contesto della Capitale: le famiglie Gambacurta e Senese.

‘Zio Franco’ e il dominio su Montespaccato

Una mediazione difficile perché riguarda un affare di centinaia di migliaia di euro. Di Senese, detto Michele ‘O Pazzo’ e dei suo intrecci con la camorra e Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, molto già si è scritto.

Di rilievo, secondo il Rapporto Mafie nel Lazio, nel panorama criminale romano c’è invece la figura di Franco Gambacurta che gestisce lo spaccio di stupefacenti tra via di Montespaccato, piazza Cornelia e via Cornelia.

Secondo gli inquirenti, gli interessi della famiglia di ‘Zio Franco’ “mirano a esercitare un vero e proprio dominio su tutte le attività delinquenziali del territorio sottoposto alla loro influenza, al fine di mantenere una sorta di pax mafiosa, ritenuta indispensabile per tenere bassa l’attenzione delle forze dell’ordine sulla borgata e poter quindi operare nelle attività delittuose del sodalizio“. 

A Montespaccato, secondo quanto emerge dal Rapporto, “non si può sparare senza il permesso di Gambacurta, non si utilizza la violenza senza autorizzazione. Chi sgarra paga, subendo violenti pestaggi e ‘viene espulso’ a vita dal quartiere“. Franco Gambacurta (per lui e il suo clan sono stati chiesti 544 anni di carcere) in borgata si propone, si legge ancora nelle carte, “quale autorità di riferimento, in antitesi e in sostituzione con l’autorità dello stato, mostrandosi in grado di regolare le controversie secondo le leggi della strada“.

Il bronx di Primavalle

A neanche tre chilometri di distanza da Montespaccato c’è un’altra realtà criminale degna di nota secondo ch ha redatto il Rapporto Mafie nel Lazio: l’area di Primavalle, quella in cui operano agguerrite organizzazioni criminali che vendono cocaina, crack, hashish nell’area di edilizia popolare detta il ‘Bronx’ tra le vie di Torrevecchia, via Paolo Emilio Sfondrati, via Decimo Azzolino e via Guido Calcagnini.

E’ il 24 settembre del 2019 quando viene colpita dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Margherita Pinto, l’organizzazione che monopolizza lo spaccio nel ‘Bronx’. Nelle carte si legge: “La base dell’attività illecita inerente la cocaina e il crack inizialmente era da individuare nei pressi di via Paolo Emilio Sfrondati 83. L’attività di spaccio avveniva gettando dalla finestra della propria abitazione le dosi preconfezionate di sostanza stupefacente, che gli spacciatori raccoglievano e recapitavano agli acquirenti, facendosi ovviamente corrispondere del denaro. Emergeva altresì una precisa organizzazione della piazza di spaccio, basata su veri e propri turni lavorativi, aventi, di massima, orario 14:00 20:000 e 20:00- 2:00. Al termine di ogni turno, si procedeva alla consegna del denaro ed ad un rendiconto dell’attività svolta, in termini di conteggio del contante guadagnato e residua disponibilità di sostanza stupefacente da destinare allo spaccio, per il turno seguente o la giornata successiva“.

L’organizzazione criminale controlla il territorio dove opera – scrivono gli investigatori: “E’ rilevante la conoscenza del territorio […] segnale inequivocabile di una forte radicalizzazione dell’associazione nei complessi di edilizia popolare del quartiere Primavalle“. 

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Insomma uno stile che ricorda quello di Tor Bella Monca o San Basilio, le grandi piazze dello spaccio di Roma che tanto si ispirano al cosiddetto modello Scampia.

Fonte : Roma Today