“Fortuna”, atroce fatto di cronaca ispira il film alla Festa di Roma. Nel cast Valeria Golino

Lunedì 19 ottobre, nel quinto giorno di Festa del Cinema di Roma, l’Auditorium Parco della Musica accende i riflettori sul mondo nero di adulti senza anima.

Lo fa attraverso Fortuna, film della Selezione Ufficiale, lungometraggio d’esordio di Nicolangelo Gelormini, ispirato alla storia di Fortuna Loffredo, bambina precipitata dall’ottavo piano del suo palazzo, al Parco Verde di Caivano. Con Valeria Golino, Pina Turco, Cristina Magnotti (nel ruolo di Nancy/Fortuna), una produzione Dazzle communication con Indigo film e Rai Cinema.

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La storia

Protagonista è Nancy, una bambina introversa, che abita insieme ai genitori in un palazzone incastonato – come un meteorite – in un angolo del mondo dimenticato dal bene. Chiusa da qualche tempo in un silenzio che allarma sua madre, viene seguita da Gina, una psicologa dell’Asl distratta e scostante. La bambina sembra non riconoscersi nel nome con cui gli adulti la chiamano e sente di non appartenere a ciò che la circonda. Come in una favola a cui a volte stenta a credere, pensa di essere una principessa in attesa di tornare sul suo pianeta nello spazio. Sono Anna e Nicola, i suoi amici del cuore, a chiamarla Fortuna. Ed è solo con loro che condivide un segreto indicibile, che appartiene a un mondo nero di adulti senz’anima.

Un film che narra una storia dura, liberamente ispirata a fatti realmente accaduti, che parte da uno dei più sconvolgenti eventi di cronaca italiana, per raccontarlo con uno sguardo disinteressato, attraverso il cinema, appunto. “Come si poteva raccontare questa terribile storia? Il fuori campo, cercare di non raccontare nulla, di non dire nulla è stato il traino per tutto il film. Ogni inquadratura è stata spezzata in due, alla base c’era l’idea di tradire lo spettatore, poiché ciò che avevo intercettato in questa storia era il tradimento più grande, il tradimento della madre”, ha spiegato il regista Gelormini parlando del suo primo lungometraggio.

La forma del numero due

Un’inquadratura spezzata in due che crea un contrasto interno, anche nello spettatore. 

Fortuna entra non solo nel volto di Nancy, ma anche nei suoi occhi, nella sua testa, nel suo corpo, nel suo sentire. “Immaginare che lo spettatore potesse provare gli stessi sentimenti di Fortuna è stata l’ambizione che ha guidato me e Massimiliano Virgilio nel leggere
l’inferno imprigionato in questa storia. Non solo il tragico caso di una bambina di sei anni, scaraventata dall’ultimo piano del suo palazzo
dopo ripetuti abusi, ma l’esegesi di un tradimento. Del desiderio di tutti i bambini di essere amati, tradito dagli adulti”.

Da un lato Nancy e il mondo oscuro nel quale è immersa. Dall’altro Fortuna, una bellissima principessa di un pianeta lontano chiamato Tabbis, che combatte disperatamente per far ritorno a casa e sfuggire ai Giganti che le danno la caccia.

La Festa del Cinema di Roma porta sul grande schermo il dramma di una società intera contro cui il mondo dell’infanzia va a sbattere, quando la sua innocenza viene profanata. Una collettività buia, incapace di leggere le gradazioni dell’animo umano, arenata a un modello binario che divide il mondo in maschi e femmine, buoni e cattivi, forti e deboli, potenti e indifesi, e che non lascia scampo a tutto quel fiorire di vita che c’è nel mezzo. In quest’ottica, il film ha inevitabilmente assunto la forma del numero due: dalla struttura in due
atti, alle inquadrature spaccate a metà, al racconto della realtà riflessa nel mondo interiore di Fortuna.

Il Cinema, la scrittura di questo film, “hanno vendicato Fortuna – conclude il regista in una nota – rendendola un personaggio eterno che affronta ogni giorno il suo mostro senza morire mai. L’ha trasformata in un sogno e l’ha condotta su una stella inventata appositamente per lei, per illuminare gli occhi dello spettatore e placare il mio cuore”.

Fonte : Roma Today