Comunali 2021, proteste nel Pd contro Calenda candidato e Zingaretti frena: “Decidono i romani”

Le reazioni dei contrari non potevano mancare. Carlo Calenda candidato sindaco di Roma per il centrosinistra? L’ex ministro dello Sviluppo economico spera nell’appoggio della coalizione, ma se tra i dem ha i suoi sostenitori deve fare necessariamente i conti anche con freni e mal di pancia di chi, nel Pd, non accetta nomi imposti senza primarie. Lo stesso segretario nazionale Nicola Zingaretti sembra alludere al fatto che la strada delle elezioni interne non sia in alcun modo aggirabile. 

“In ogni città il centrosinistra si sta organizzando per vincere le elezioni. Anche a Roma c’è una bellissima comunità che si sta oganizzando, fatta di partiti, associazioni ed esperienze amministrative” commenta. “Un patrimonio di forze, di donne e uomini, che ha già vinto a Roma e che ora sta discutendo sul manifesto del centrosinistra e sugli obiettivi, per poi attivarsi per selezionare il percorso da intraprendere facendo decidere ai romani. Credo che la partecipazione popolare e la valorizzazione nelle città di queste donne e questi uomini sia un immenso patrimonio per vincere le elezioni. Ho sempre detto che il percorso è aperto a tutti, quindi anche a lui”. 

Meno distesi i toni di altri esponenti dem. Vedi quelli usati dalla senatrice Pd Monica Cirinnà, già scesa in campo per partecipare alle primarie. “Se vuole essere democratico deve fare le primarie” dice intervistata a un Giorno da Pecora su Rai Radio 1. Se pensa di vincere? “Sarebbe una bella sfida, con lealtà e limpidezza”. Poi non le manda a dire all’ex compagno di partito. “Quando c’è Calenda c’è solo lui, ha addirittura saputo parlar male delle primarie e di Sassoli e Gentiloni”. Chiamare gli elettori ai gazebo durante la seconda ondata della pandemia di covid-19? “Facciamole on line. Come fanno i Cinque Stelle, abbiamo la piattaforma Immagina”.  

Duro contro Calenda anche il vicesegretario del partito del Lazio Enzo Foschi. “Calenda si autocandida a sindaco di Roma. Ne prendiamo atto. Ora sta a lui decidere che fare. Può partecipare con altri al progetto politico e civico che stiamo tutti assieme costruendo oppure può decidere di andare da solo e fare un grande favore alla destra”. E ancora: “Noi continuiamo a sostenere che rompere l’unità sarebbe da irresponsabili – conclude – chi ama Roma dovrebbe metterla davanti a tutto, anche prima dei propri interessi politici e prima del proprio ego personale”. Pungente con poche parole il consigliere capitolino del Pd Marco Palumbo: “Calenda con l’1% ha più ospitate a La7 che voti”.

E ancora Paolo Ciani, esponente di Demos e uno degli otto candidati alle primarie: “Perchè tutti noi dovremmo decidere a priori di appoggiare un candidato che non vuole accettare le regole che ci stiamo dando per scegliere il candidato e soprattutto non ci ha detto nulla di quale idea abbia lui di Roma? Partecipi alle primarie, così avrà tempo di spiegarcelo e i cittadini potranno decidere il candidato del ‘campo largo’…”. 

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Per il momento Calenda non ha escluso in assoluto la partecipazione alle primarie ma le ha comunque smontate dichiarandosi contrario. “Sono prive di senso in questo momento”. Anche per questioni sanitarie: “Portare al voto le persone durante la pandemia significherebbe basarsi sul giudizio di pochi iscritti, riducendo la competizione a una disputa di partito” dichiara a l’Aria che tira su La7. Parole che fanno infuriare un altro big del Pd, Andrea Orlando: “Trovo assolutamente legittimo che Calenda si candidi a sindaco di Roma e altresì che decida di non partecipare alle primarie del centrosinistra. Mi pare invece assai discutibile il tentativo di delegittimare lo strumento con argomenti stravaganti, richiamando i limiti ed incidenti di percorso”. 

Fonte : Roma Today