Villabanks pubblica El Puto Mundo, un caleidoscopio di sonorità

Il disco si compone di 11 tracce, tra cui 8 inediti e include anche due speciali featuring con Capo Plaza Rosa Chemical. La produzione è affidata ad alcuni dei nomi più talentuosi e apprezzati del momento, come Diego AlbertonFri2LinchReizon YD cui si aggiunge anche Tommaso Colliva. L’INTERVISTA

Con oltre 43 milioni di stream su Spotify e più di 15 milioni di views su youtube con i suoi primi due album ufficiali, Villabanks pubblica El Puto Mundo. L’album  rappresenta interamente l’universo musicale di Villabanks e mette in luce le peculiarità con cui si è fatto conoscere e apprezzare negli ultimi anni, grazie a uno stile immediatamente riconoscibile e personale, che strizza l’occhio alla musica d’oltreoceano e si presenta come un tripudio di sonorità diverse provenienti dal mondo e dai luoghi in cui ha vissuto durante l’adolescenza, dall’Italia a New York, da Parigi a Palma de Maiorca. Gli argomenti che da sempre lo hanno contraddistinto tornano forti e ancora più vividi in questo disco, dall’amore alla sessualità, dall’amicizia alla diversità e alla necessità di liberarsi da sovrastrutture fisiche e mentali.
 

La storia dice che gli eretici mescolavano le lingue per confondere

l’inquisizione: ti senti un eretico della musica?

In realtà per me mescolare più lingue è naturale perché fin da piccolo, per farmi

comprendere, parlavo sia francese che italiano, in quanto vivevo in Francia con mia

madre e mia sorella, che masticava entrambe e ci aiutava. Secondo me essere

eretici significa violare delle regole imposte da qualcuno, ma mi piace pensare che

nella musica non ci siano dogmi o preconcetti, quindi credo di non essere un

eretico. Forse lo sono in altri modi, per esempio su Instagram, dove sono stato

censurato parecchie volte. Ecco perché ho scelto di spostarmi su Pornhub.

Come ci si difende dagli squali della discografia?

Partendo dal presupposto che in tutti gli ambienti ci sono degli squali, secondo me

la miglior difesa è essere inflessibile nelle proprie decisioni. Questo è molto

importante perché spesso gli interessi dell’artista non sono totalmente compatibili

con quelli della major, bisogna sicuramente scendere a compromessi con una

macchina così grossa ma senza perdere di vista ciò che si è e ciò che si vuole.
Con Capo Plaza parli di amicizia: come il Covid (tutto sul coronavirus) ha cambiato i rapporti umani?

Secondo me non sono cambiati i contenuti ma piuttosto i canali della comunicazione. Questo è stato interessante soprattutto dal punto di vista della diffusione dei messaggi, molti talenti sono “scoppiati” con dei video da casa in un momento dove tutti, dagli artisti più grandi agli emergenti, avevano le stesse

possibilità. Con Capo Plaza parlo di amicizia ma soprattutto di evoluzione in quanto

esseri umani, la canzone non è rivolta necessariamente a un amico, è solo una

delle possibili chiavi di lettura. Un po’ come tutte le canzoni dell’album, il brano

parla dei modi che ho avuto per andare avanti, per risollevarmi, per non sentirmi

sempre costretto a giustificarmi con gli altri per ciò che facevo.

Come è cambiata la tua vita nell’ultimo anno?

La mia vita ha preso tutta un’altra direzione. Ormai il tempo che ho a disposizione lo

dedico prevalentemente al mio lavoro e alla mia famiglia, il resto purtroppo mi tocca

metterlo un po’ da parte.

In Zero Amour parli di come domare i sentimenti: in un’epoca piatta non dovrebbero invece essere più stimolati?

Un po’ tutto l’album parla di domare i sentimenti, è tutto all’insegna della ricerca e

della scoperta di stati d’animo e sensazioni attraverso testi e sonorità. Non mi sento

di definire la nostra un’epoca piatta, anzi, credo sia un momento storico

ipersensibile e ricco di intricati nodi e sbalzi di emozioni, da cui cerco di fuggire

attraverso la musica per scoprirne di mie e farle percepire al pubblico.

Il tuo incontro con Rosa Chemical?

La collaborazione è stata inizialmente a distanza, durante il lockdown. Rosa è un

lavoratore super costante e sempre sul pezzo, quando l’ho incontrato di persona è

stata una bellissima sorpresa perché è davvero buono e saggio.

Todo è il pezzo più intimo: quanto è faticosa la musica come psicanalisi personale?La musica non è affatto faticosa per me, anzi, è rinfrescante, è la mia ragione

d’essere. Sicuramente è faticoso soffrire ma il fatto di riuscire a trovare uno sbocco

nella scrittura è bellissimo…è un orgasmo ahah!

Ci arrivi a 50 sfumature di sesso?

Direi di sì, le canzoni che ho scritto finora sono circa una cinquantina e tutte, in un

modo o nell’altro, forse ciascuna in modo diverso, parlano di sesso.

La tua opinione sulla ripresa dei live.

Non vedo l’ora di farne.

Dopo Outro che accadrà?

Sicuramente mi dedicherò ai contenuti della prima stagione del canale che ho

aperto da poco su Onlyfans.

Fonte : Sky Tg24