Case popolari del Comune, al lavoro per far ripartire i riscaldamenti: “Entro il 14 ottobre sostituiti gli impianti più critici”

Tra il 5 e l’8 ottobre tutti i municipi saranno in condizione di avviare e completare la preaccensione degli impianti termici nelle palazzine di edilizia popolare di proprietà del Comune di Roma. I lavori per la sostituzione dei 14 impianti di riscaldamento che invece versavano nelle condizioni più critiche, e per i quali è stato versato un milione di euro, termineranno il 14 ottobre. E’ quanto spiegato questa mattina nel corso di una commissione capitolina sul tema dall’assessora ai Lavori Pubblici, Linda Meleo, e dal dipartimento Simu.

“Sugli impianti termici degli immobili Erp stiamo facendo un lavoro senza precedenti, soprattutto nei Municipi con il maggior numero di edifici di questo genere, ossia il V e il X”, ha dichiarato in una nota la presidente della commissione Lavori pubblici di Roma Capitale, Alessandra Agnello. L’obiettivo, ha aggunto, “è quello di procedere con la sostituzione di tutti gli impianti oramai vetusti e malfunzionanti entro 5 anni, vale a dire l’arco temporale che andrà a coprire il nuovo appalto ordinario di 17,1 milioni di euro già in fase di aggiudicazione, di cui 1,2 milioni di euro da destinare alle manutenzioni straordinarie a guasto”.

Il problema si trascina ormai da anni tra il 2019 e il 2020 è letteralmente esploso lasciando centinaia di famiglie senza riscaldamento per tutto l’inverno e scatendando non poche proteste. Ecco quanto stanziato per i rispettivi complessi dislocati nei diversi quartieri: 5,5 milioni di euro per la manutenzione delle reti, di cui 3,3 milioni per Ostia, 1,2 milioni per Casal Bruciato e 1 milione per Villa Gordiani.

Infine, fa sapere ancora Agnello, “nell’ambito del Recovery Fund, abbiamo presentato un pacchetto di proposte che prevede lo stanziamento di 3 miliardi di euro per la riqualificazione energetica di tutti gli edifici scolastici e di oltre 1 miliardo di euro per la riqualificazione energetica degli edifici Erp. In totale, il Dipartimento Simu ha richiesto 7 dei 25 miliardi di euro a sua volta richiesti da Roma Capitale nell’ambito della misura finanziaria del Recovery.

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Fondi importanti, con i quali vogliamo coniugare l’attenzione al contesto attuale con uno sguardo verso il futuro. Non possiamo e, soprattutto, non vogliamo commettere gli errori di chi ci ha preceduto, le cui mancanze continuano a ripercuotersi drammaticamente ancora oggi sui cittadini romani”.

Fonte : Roma Today