Dai Rolling Stones fino ai Led Zeppelin: i concerti rock che sono finiti in rissa

Molti concerti rock sono dei veri spettacoli, dove la musica e le scenografie fanno impazzire i fan. A volte, però, capita che il pubblico si entusiasmi o si agiti un po’ troppo; non è raro, infatti, che un evento live si trasformi in rissa. Nella storia del rock sono tanti gli episodi di questo genere. Ecco quelli più eclatanti.

Il concerto dei Rolling Stones a Blackpool nel 1964

Negli anni ’60 i Rolling Stones hanno attirato molta attenzione e hanno conquistato l’interesse del pubblico in tempi molto brevi. Spesso capitava che i fan facessero di tutto pur di vedere dal vivo Mick Jagger e compagni. Non sempre, però, il pubblico apprezzò la band: il 24 luglio del 1964, ad esempio, durante un live a Blackpool, in Inghilterra, a un certo punto gli spettatori iniziarono a sputare alla band. Keith Richards reagì a quell’affronto, calpestando le mani a uno degli spettatori molesti, per poi rifilargli anche un rapido calcio. Quel gesto scatenò la folla e il concerto finì con una violenta rissa. I fan inferociti iniziarono a distruggere tutto, dalle poltrone della sala, fino ai lampadari di cristallo e persino un pianoforte. Cinquanta persone finirono in ospedale e per calmare la folla servì l’intervento della polizia con tanto di cani poliziotto. In seguito i Rolling Stones furono banditi dalla città per anni e anni e sono stati riammessi solo in tempi recenti.

Il concerto dei Rolling Stones ad Altamond Speedway nel 1969

Quell’episodio di violenza non fu l’unico nella carriera degli Stones: un fatto simile si verificò anche durante il concerto della band ad Altamont Speedway, in California, nel 1969. Tutto iniziò quando i musicisti scesero dall’elicottero che li aveva trasportati sul luogo dell’evento: un fan li raggiunse gridando “Ti odio!” a Mick Jagger, per poi sferrargli un pugno dritto sulla bocca. La situazione in seguito degenerò grazie agli Hell’s Angels, un noto gruppo di motociclisti americani assunti dagli Stones come security su raccomandazione dei Grateful Dead, una band in voga in quel periodo. Per controllare la folla loro stessi usavano la violenza, colpendo i fan agitati con stecche da biliardo e pugni: ci sono racconti diversi su quanto accadde quella sera, fatto sta che un adolescente di nome Meredith Hunter morì, pare per mano di uno degli Hell’s Angels, mentre i Rolling Stones si esibivano. Non appena si comprese ciò che era accaduto, la band fuggì in elicottero e tra la folla esplose la rabbia.

Il concerto dei Led Zeppelin al Vigorelli di Milano

Una delle pagine più tristi e assurde dei concerti negli anni ’70 in Italia.
In quell’occasione la band di Jimmy Page e Robert Plant, attesissima e in Italia per la prima (e ultima) volta nella loro storia, venne inserita come ospite straniero all’interno del “Cantagiro“, una manifestazione canora che vedeva in cartellone  Lucio Dalla, Mia Martini, Gianni Morandi, Ricchi e Poveri e come unico gruppo rock i New Trolls.
Ovviamente il pubblico che gli artisti nostrani si trovarono davanti quel giorno a Milano era molto differente rispetto al solito: le migliaia di persone sul prato del Velodromo Vigorelli aspettavano solo i Led Zeppelin. 
Dopo fischi, insulti e lanci di oggetti alcuni artisti italiani si rifiutarono di salire sul palco e, dopo l’unico set di musica rock portato in scena dai New Trolls, finalmente i Led Zeppelin salirono sul palco. La folla era in visibilio ma i veri problemi dovevano ancora presentarsi: la polizia all’esterno dell’arena era impegnata nel frattempo a placare gli scontri contro alcuni antagonisti politici che manifestavano contro il prezzo dei biglietti, sostenendo che la musica dovesse essere gratuita. La polizia non si limitò a lanciare lacrimogeni al di fuori del velodromo ma sparò alcuni razzi anche all’interno dell’anello di gioco dove in quel momento suonava la band di Jimmy Page e Robert Plant. Il concerto durò solo una ventina di minuti, il fumo dei lacrimogeni generò il caos e la band fu costretta ad abbandonare palco e strumenti, che saranno poi distrutti dalla folla.

Il concerto di Frank Zappa al Casinò di Montreux nel 1971

Il 4 dicembre del 1971 Frank Zappa e la sua band, i The Mothers, si esibirono al famoso Casinò di Montreux, in Svizzera. Tutto andò bene fino all’ultima parte dello show, quando uno spettatore lanciò un petardo verso la band. Il fuoco d’artificio colpì il soffitto, incendiando le tende: ben presto gli spettatori presenti sulla balconata furono circondati dalle fiamme. La stessa balconata ben presto crollò e le fiamme si diffusero ovunque, mentre la folla scappava in preda al panico. I tecnici di Zappa aiutarono gli spettatori a scappare passando dal backstage. Fortunatamente non ci furono vittime, ma solo qualche ferito. Tra la folla c’erano anche i Deep Purple: pare che, proprio dopo aver vissuto questa terribile esperienza, la band partorì l’idea per la hit Smoke On The Water.

Il concerto dei Suicide e di Elvis Costello a Bruxelles nel 1978

Nel 1978 Alan Vega e i Suicide aprirono il concerto di Elvis Costello a Bruxelles: la band era tra quelle più all’avanguardia in quel periodo e i musicisti cercavano sempre di stupire il pubblico, spesso, però senza ottenere successo, come accadde in questo caso. I Suicide decisero, infatti, di esibirsi senza strumenti ma utilizzando solo dei sintetizzatori con il frontman che cantò in modo del tutto insolito, interpretando una specie di nenia monotona che non piacque ai fan. Il pubblico iniziò a fischiare e a imprecare, fino a che uno spettatore non mise fine alla performance sottraendo il microfono ad Alan Vega.

Costello era molto arrabbiato con il pubblico quando salì sul palco: per questo suonò in fretta e furia e la sua performance fu veloce, concludendosi molto prima del previsto. Quando il musicista abbandonò il palco, il pubblico reagì protestando e la polizia fu costretta a intervenire per calmare gli animi. In seguito i Suicide pubblicarono un bootleg intitolato 23 Minutes Over Brussels, in memoria dell’accaduto.

Il concerto dei Cure a Bruxelles nel 1982

I Cure ebbero dei problemi durante il tour legato all’album Pornography. Tra Simon Gallup e Robert Smith i rapporti erano tesi e ma la situazione degenerò durante il concerto di Bruxelles nel 1982. La band aveva deciso di chiudere quel live con una jam di quattordici minuti intitolata The Cure is Dead. A un certo punto, però, durante la performance, un membro dello staff della band, Gary Biddles, prese un microfono e iniziò a inveire contro Robert Smith e il batterista Lol Tolhurst, probabilmente prendendo le parti di Gallup. Il frontman, che in quel momento si trovava alla batteria al posto di Lawrence che stava invece cantando, tirò le bacchette all’amico e fu così che iniziò una rissa sul palco. Dopo l’accaduto Gallup fu costretto a lasciare la band, anche se poi tornò nella line-up tre anni dopo.

Il concerto dei The Jesus and Mary Chain all’Università di Londra nel 1985

La band scozzese The Jesus and Mary Chain fu protagonista di un live clamoroso nel 1985 all’Università di Londra. Come spiegò in seguito il frontman Jim Reid, loro erano convinti che in quel periodo la gente avesse bisogno di “qualcosa contro cui reagire”: “Non c’era niente in quel momento – disse –  i primi anni ’80 forse sono stati il punto più basso della storia della musica. La gente voleva un po’ di cattiveria. Noi sapevamo bene a cosa andavamo incontro. Qualcuno considerava ciò che facevamo come qualcosa di geniale, mentre altri lo prendevano come un insulto”.

Questa band, infatti, in quel periodo era solita provocare il pubblico, ad esempio esibendosi a volte dando le spalle agli spettatori. Quella sera all’Università di Londra, però, la situazione degenerò ben presto: la folla iniziò a distruggere tutto poco tempo dopo l’inizio del live e poi scoppiò una violenta rissa, che causò circa 8000 sterline di danni.

Il concerto dei Guns N’ Roses a St Louis nel 1991

Il 2 luglio del 1991 i Guns N’ Roses si esibirono a St Louis, nel Missouri: dopo quel concerto, la band fu bandita dalla città a causa di quanto avvenne. L’incidente in seguito fu denominato come “Rocket Queen Riot”, perché la rissa scoppiò proprio mentre la band stava eseguendo il brano Rocket Queen. Tutto stava procedendo bene, fino a quando Axl Rose, che all’epoca era un attaccabrighe, si accorse che un fan stava filmando l’esibizione: a quel punto il frontman puntò il dito sulla folla, urlando alla security di intervenire e di cacciare via il ragazzo. Alla fine, però, il cantante decise di fare di testa sua e si avventò sullo spettatore, afferrando la sua videocamera, per poi essere aiutato dal suo staff a liberarsi dei fan per tornare sul palco. “Bene – disse, una volta tornato al suo posto – ringrazio la stupida security. Me ne vado a casa”. Subito dopo gettò il microfono a terra, girò i tacchi e uscì di scena senza più tornare. Il pubblico reagì male e scoppiò una rissa che si concluse con ben 65 persone ferite, inclusi 25 poliziotti. Nei confronti di Axl Rose fu emesso un mandato d’arresto che poi si trasformò nel divieto di mettere piede nella città, quando la band tornò dal tour europeo.  

Il concerto dei Pavement al Lollapalooza nel 1995

Il celebre Lollapalooza Festival nel 1995 fu un vero disastro. La line-up dell’evento comprendeva artisti appartenenti a genere musicali diversi, dai Sonic Youth fino a Sinead O’Connor, passando per i Pavement. Oggi questa band è famosa ma all’epoca erano ancora in pochi a conoscerla: gli spettatori non apprezzarono la loro musica e, poco dopo l’inizio della loro esibizione, iniziarono a lanciargli contro di tutto, dal fango fino ai sassi. I musicisti cercarono di tenere duro e andarono avanti fino a quando fu possibile, poi tornarono in hotel. Il frontman Stephen Malkmus fu colpito al petto da un oggetto non identificato; in tanti condannarono quella reazione così crudele da parte del pubblico.

Fonte : Virgin Radio