La terapia ormonale per le persone trans da oggi sarà gratuita in tutta Italia

La regione Emilia Romagna ha fatto da apripista a due delibere dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che estendono la gratuità e la garanzia delle terapie all’intera penisola, pubblicate ieri in Gazzetta Ufficiale

(foto: Drew Angerer/Getty Images)

Le persone di cittadinanza italiana che vogliono iniziare un percorso di transizione con intervento chirurgico riceveranno l’aiuto dello stato nel fare ricorso a terapie ormonali. La decisione, inedita per il nostro paese, è il risultato di due situazioni coincidenti: la giunta della Regione Emilia Romagna, che attua una legge regionale sul tema dell’anno scorso, e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale di un testo d’orientamento dell’agenzia del farmaco (Aifa) che stabilisce che questi farmaci siano “a carico del servizio sanitario nazionale”.

Dopo tre anni di consultazioni e trattative dietro le quinte con l’Aifa, attraverso rappresentanza legale e medica, il Movimento identità trans (Mit) e altre organizzazioni lgbtq+ lo hanno annunciato la mattina del 1 ottobre. Le delibere sulla Gazzetta Ufficiale riguardano sia il testosterone, che estradiolo, estradiolo emiidrato, estradiolo valerato, ciproterone acetato, spironolattone, leuprolide acetato e triptorelina.

Per il comunicato del Mit si tratta di “una grande vittoria” per il movimento e un ulteriore passo avanti per la “tutela e garanzia del benessere e della salute trans”, nonostante il fatto che il dibattito sugli ormoni negli ultimi anni è diventato sempre più “confuso e distorto”. Una confusione che ha colpito la comunità trans in generale, e acuite da vicende come quella di Caivano, nonché da certe discussioni intorno alla legge contro l’omotransfobia: col risultato che condizioni come la disforia di genere continua a essere travisate dal grande pubblico.

Come ha dichiarato a Repubblica Marco Tonti, coordinatore di Arcigay Emilia Romagna, la decisione dell’Aifa contribuisce a porre fine “a un’epoca di arbitrarietà nella somministrazione di questi farmaci vitali” e a “superare una situazione normativa che considera ancora purtroppo la chirurgia il punto di riferimento principale”, validando finalmente il termine transgender nella terminologia ufficiale.

Cos’è la disforia di genere

Questo termine, ancora poco diffuso nel gergo comune, indica una condizione che non riuscire a riconoscersi nel sesso biologico attribuito alla nascita. La normativa nazionale italiana garantisce a tutte le persone con disforia la possibilità di ricevere supporto psicologico e assistenza medica per avviare un percorso che le porti a un cambio di sesso anagrafico e/o anatomico qualora venga ritenuto necessario.

Solo l’anno scorso, tuttavia, il prezzo di farmaci per la terapia ormonale come il Progynova era aumentato del 300%: un incremento non trascurabile per chi in alcuni casi deve assumere gli ormoni anche due volte al giorno.

Il primato dell’Emilia Romagna

La legge regionale di contrasto all’omolesbobitransnegatività, approvata nel 2019, all’art. 5 sancisce che “il servizio sanitario regionale, i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari sostengono e promuovono iniziative di informazione, consulenza e sostegno sulle tematiche specifiche che coinvolgono le persone gay e lesbiche, transessuali, transgender e intersex. Le medesime iniziative sono offerte ai genitori e alle famiglie”.

A partire da questa premessa, la regione Emilia-Romagna garantisce da ieri “alle persone residenti la possibilità di ricevere i farmaci sotto stretto controllo del servizio sanitario regionale, secondo le indicazioni di appropriatezza prescrittiva stabilite dalla Commissione regionale del farmaco”.

Fonte : Wired