Il mondo del Next Normal esplorato nel sesto appuntamento del Wired Next Fest

Per raccontare la nuova normalità sono saliti sul palco artisti, esperti di tecnologia e digitale, scienziati, musicisti, attivisti e scrittori. Dall’etica dell’intelligenza artificiale alle discriminazioni, dalle nuove abitudini di viaggio al futuro della cybersicurezza

Si è aperta e chiusa ospitando due giganti del digitale la sesta giornata dell’edizione 2020 del Wired Next Fest, tutta dedicata a tracciare un profilo articolato e complesso della nuova normalità che si sta delineando dopo gli storici mesi di lockdown, in attesa dell’appuntamento conclusivo del 9 e 10 ottobre, in streaming dagli Ibm Studios a Milano. Il primo a salire sul palco è stato infatti Eugene Kaspersky, Ceo della omonima azienda di sicurezza informatica, che si è concentrato sulle nuove prospettive del comparto. “Dal concetto di cyber resilienza dobbiamo passare a quello di cyber immunità, ha detto. “L’architettura dei sistemi ancora oggi in uso è stata disegnata negli anni Sessanta e Settanta, quando il tema della criminalità informatica era del tutto marginale”. La soluzione è allora, secondo Kaspersky, iniziare a sviluppare applicazioni che siano sicure by design e concepite ad hoc per offrire garanzie di protezione, soprattutto quando si tratta del mondo della Internet of things o dei sistemi industriali.

Eugene KasperksyEugene Kasperksy al Wired Next Fest

Su turismo, cambiamenti e opportunità si è invece concentrato Nathan Blecharczyk. Il co-fondatore di Airbnb ha sottolineato come la pandemia abbia modificato il desiderio delle persone di frequentare i centri storici delle grandi città strapiene, spostando le preferenze verso i luoghi meno affollati. “Questa forma di turismo più distribuito, in cui al posto dell’accentramento in poche decine di destinazioni a livello globale si ha il coinvolgimento di molti più luoghi, fra cui tantissime piccole località, può togliere pressione dalle città congestionate e far sì che anche località finora non gettonate possano sentire i benefici del turismo, ha spiegato.

Nathan-BlecharczykNathan Blecharczyk al Wired Next Fest

Sempre di digitale, ma gettando uno sguardo al tema della sicurezza da una prospettiva apparentemente antitetica, si è parlato con gli hacker etici del Team Italy, ossia la nazionale italiana dedita alle sfide di hacking competitivo. “Le manifestazioni sono gare a chi fa meglio il ruolo di hacker, ma il punto culturale che ci sta dietro è capire come vengano hackerati i sistemi per poterne migliorare la difesa, hanno chiarito. Di fatto, però, nel 2020 è ancora difficile comunicare al grande pubblico che cosa sia un hacker. “Il mito da sfatare è che l’hacking non è una strana magia oscura, ma una conoscenza dei computer e dei sistemi che costituiscono le infrastrutture, a cui si arriva con tanto allenamento e tanto studio“.

E l’etica è stata anche al centro dell’intervento dell’imprenditore Stefano Quintarelli che, presentando il suo libro Intelligenza artificiale, ha spiegato come la distillazione dei big data da cui derivano i modelli sia un aspetto cruciale. “I dati che vengono raccolti rappresentano il mondo di oggi, che non sempre è corretto e come lo vorremo. Per esempio, se usiamo i dati di salario così come sono oggi, genereremmo nella nuova normalità un modello che sistematicamente riconosce alle donne un salario inferiore a quello degli uomini”. Insomma, Il rischio è di cristallizzare le distorsioni che oggi ci sono, e che invece dovrebbero essere corrette.

Temi centrali dell’appuntamento con il Wired Next Fest – Next Normal sono state molte altre questioni culturali. Di discriminazioni di genere e linguaggio inclusivo si è discusso con la sociolinguista Vera Gheno, a partire dalla proposta di introdurre una vocale indistinta e di genere neutro: lo schwa, ə. “Il senso dello schwa”, ha detto, “non è di fornire una soluzione al problema del binarismo linguistico, ma di porre questo problema sul piatto e mostrare l’esistenza di un’istanza. La società e la cultura ci stanno portando nella necessaria direzione di una maggior attenzione nei confronti di gruppi sociali che finora non erano rappresentati nel dibattito pubblico, nemmeno dal punto di vista linguistico”. Parole a cui ha fatto quasi eco la vicepresidentessa dell’Emilia Romagna Elly Schlein: “Ci sono molte ragazze che non hanno trovato gli strumenti per reagire al body shaming o al bullismo omobitransfobico di cui sono vittime”, ha detto, sottolineando come chi fa politica debba occuparsi di questi temi. “Le scuole sono il luogo dove contrastare l’odio dilagante e dove fare in modo che le differenze non diventino diseguaglianze, ha aggiunto.

Vera Gheno al Wired Next Fest

La moda sostenibile è invece stata protagonista nella chiacchierata con l’attivista Livia Firth, che ha preso le mosse dalla presa di coscienza collettiva dell’impraticabilità del fast fashion. “La sostenibilità non ha nulla a che fare con lo stile e con il glamour”, ha raccontato. “Quando si parla di sostenibilità si parla di impatto ambientale, ma anche di giustizia sociale: se un capo viene fatto da persone trattate come schiavi, non c’entra nulla che sia bello o meno. La questione è anzitutto etica.

Al Wired Next Fest non poteva poi mancare la scienza, tra ricerca e problematiche legate alla sua comunicazione“Per smitizzare le posizioni antiscientifiche, più che censurare chi si fa portavoce di queste teorie servirebbe parlarne e mostrare la debolezza delle tesi sostenute”, ha detto il giornalista Corrado Formigli. Il viceversa, ossia il non dare in alcun modo il diritto di parola a chi la pensa diversamente, potrebbe alimentare l’idea che questa censura arrivi da chissà dove, e che ci sia un sistema che voglia togliere voce a posizioni scomode.

E si è discusso, in particolare, di tumori e diete. “Mangiare correttamente significa fare attenzione sia alla quantità sia alla qualità del cibo”, ha sintetizzato Luigi Ricciardiello, gastroenterologo dell’università di Bologna. “Inoltre è importante la regolarità dell’attività fisica, e poi ci sono evidenze scientifiche che confermano come il semi-digiuno e la riduzione dell’apporto della dieta determinino una sorta di reset del metabolismo e possano essere una buona strategia”. E l’ambasciatrice Airc Benedetta Parodi ha portato la sua testimonianza su come il lockdown stia influenzando le abitudini alimentari della nuova normalità: “Un lato positivo è che i ragazzi hanno imparato a essere meno pretenziosi. La mancanza di alcuni alimenti ha portato ad accettare alcuni compromessi culinari, a mangiare cibi avanzati. I ragazzi sono diventati più concreti e hanno imparato ad appezzare anche un’alimentazione più rustica. E gli adulti, di contro, hanno imparato il valore di cucinare i piatti dall’inizio, senza prendere cose già preparate.

Luigi Ricciardiello e Benedetta Parodi al Wired Next Fest

Positivo anche il messaggio sul Next Normal arrivato dal mondo artistico, a cominciare da Giacomo Ferrara. L’attore che interpreta Spadino in Gomorra ha raccontato come esista ancora una forte meritocrazia: “Nel mondo del cinema chi davvero merita e ha talento è anche chi fa le carriere più lunghe”, ha chiarito. “Chi viene aiutato, invece, ha carriera molto breve, perché le persone colgono il talento, la bravura e l’impegno”. E il musicista Davide Dileo, in arte Boosta, raccontando del suo nuovo disco Facile ha invece elogiato le doti del silenzio: “Nel silenzio c’è lo spazio per ascoltare se stessi, per ascoltare il prossimo e per crescere. È una delle scelte più potenti che si possono fare, perché si ha sempre bisogno di silenzio”.

Boosta al Wired Next Fest

Di lavoro, imprenditoria e competenze del prossimo futuro si è parlato invece con il fondatore di Talent Garden Davide Dattoli e con l’imprenditrice digitale La Spora (Veronica Benini). “La parola chiave per l’Italia non è inventare nuove cose, ma scalare ciò che già esiste per portarlo al livello successivo”, ha detto il primo. Sottolineando come, per costruire il digitale del futuro, serva cambiare radicalmente il mondo dell’educazione, perché molti grandi professionisti del digitale tuttora sono autodidatti, e solo pochi player fanno formazione su questi temi. La Spora si è invece concentrata su donne e lavoro: “Il primo passo per reinventarsi è visualizzarsi e auto-autorizzarsi al cambiamento. Poi nelle donne spesso si passa poco all’azione, e per questo è importante incitarle. E ha pure enfatizzato l’importanza dell’essere proattivi, di candidarsi per le cose senza aspettare che succedano da sole.

La Spora al Wired Next Fest

Tantissimi i temi trattati durante la diretta non-stop lunga più di 6 ore, anche con il contributo del punto di vista di molte grandi aziende italiane, a partire dalle infrastrutture strategiche. “Oggi si è preso coscienza che il digitale, oltre a rendere tecnologici ed efficienti i processi, costruisce un sistema resiliente in grado di far superare difficoltà non previste. La rete di distribuzione, in particolare, ha un ruolo chiave nell’assicurare un servizio essenziale alla comunità”, ha detto Andrea Caregari di E-Distribuzione. Sabrina Baggioni di Vodafone Italia si è invece focalizzata sulle aree di investimento legate alle telecomunicazioni: “Per il 5G ci saranno tre ambiti principali di intervento: infrastrutture di rete e di comunicazione, competenze per sviluppare l’interdisciplinarietà e poi sviluppo dei software e delle interfacce per l’utente, in nuove configurazioni abilitate dalla rete di quinta generazione come gli smart glass”.

Che dire invece del mondo della salute? Una persona su 6 nel mondo soffre di problemi legati alla salute mentale, e i numeri sono molto aumentati proprio con la pandemia”, ha ricordato Fabrizio Caranci di Angelini. “Solo in Europa sono stati stimati 600 miliardi di euro di costi legati alla gestione di questi problemi: un impatto silenzioso, ma importante e con cui dobbiamo fare i conti”. Ha invece parlato in generale di una domanda di salute in grande aumento, sia per l’invecchiamento della popolazione sia per l’offerta di nuove cure e soluzioni terapeutiche, Pasquale Frega di Novartis. Telemedicina e connected care risolveranno le criticità del modello ospedale-centrico, e farà da padrone la tecnologia che si imporrà nel monitoraggio da remoto dei parametri clinici dei pazienti”.

E infine un’altra fondamentale declinazione del Next Normal, quella del mondo delle banche e dei sistemi di pagamento. “Prima della pandemia sarebbe stato impensabile prendere un appuntamento per venire in filiale, mentre ora c’è un tool che consente ai clienti di prenotare nel giorno e nell’ora che desiderano”, ha annunciato Barbara Cassinelli di Unicredit. Un passaggio che può sembrare semplice sulla carta, ma che per una banca è epocale. E al contempo “c’è stata una grande presa di consapevolezza culturale che i pagamenti digitali non siano un male necessario, bensì una forma di servizio utile al consumatore e pure di supporto agli imprenditori, perché sviluppano nuovi modi di fare business.”, ha aggiunto Enrico Trovati di Nexi. Per poi passare dal digitale al contactless: “All’inizio il pagamento senza contatto è cresciuto poco perché c’era scarsa diffusione della tecnologia sul mercato”, ha ricordato Luca Corti di Mastercard. “Appena si è raggiunto il livello di diffusione dei dispositivi pos e delle carte, il 70% dei pagamenti digitali è diventato contactless”.

Il Wired Next Fest 2020 è un festival lungo quattro mesi, da giugno a settembre. Ma il palinsesto non finisce qui. Infatti, si proseguirà con il gran finale del 9 e 10 ottobre, per la due giorni conclusiva del più importante festival italiano a partecipazione gratuita dedicato all’innovazione, in streaming dagli Ibm Studios di piazza Gae Aulenti, a Milano.

Realizzato in collaborazione con Audi, il Wired Next Fest è reso possibile anche grazie al supporto dei nostri partner.

Mobile partner:
Huawei

Main partner:
E-DistribuzioneMastercardNexiUniCreditVodafone

Event supporter:
Angelini Pharma

Sponsor:
Novartis

Technical partner:
Sts Communication

Production:
Piano B

Content partner:
Fondazione Airc

Fonte : Wired