Marsala, raid a colpi di pugni, bottiglie e sedie di legno contro i migranti: arrestati tre giovani

Agivano durante i weekend in branco, alla ricerca delle loro vittime, tutti extracomunitari, da insultare e aggredire con calci, pugni, ginocchiate, ma anche con sedie in legno, tavolini, bottiglie di vetro. Sono stati identificati e fermati dalla polizia di Marsala, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Procura, tre giovani, accusati di aver agito per odio razziale. Un vero e proprio branco, che agiva con violenza nel centro storico della cittadina siciliana come commando a caccia di migranti da aggredire. I tre, S. C., classe 2002, A. L., classe 1996, e N. L., classe 1984, tutti del posto, sono ritenuti responsabili a vario titolo, come si legge sulla stampa locale ed in particolare sulla testata Tp24, dei reati di violenza privata, minaccia, lesioni personali, aggravati dall’avere commesso il fatto in condizioni temporali e locali tali da ostacolare la difesa delle vittime, con l’uso di corpi contundenti, dall’avere agito con efferatezza e spietatezza e per finalità di discriminazione o di odio etnico razziale.

Stando a quanto emerso dalle indagini, il branco agiva durante i fine settimana in estate, compiendo dei veri e propri raid punitivi nei confronti di giovani extracomunitari indifesi, che subivano senza alcuna apparente ragione le violenze verbali e fisiche, addirittura con l’ausilio di sedie di legno e bottiglie di vetro. L’ultimo episodio all’inizio di settembre, quando due ragazzi di origine africana sono stati aggrediti mentre stavano passeggiando insieme a due ragazze di Marsala, di cui una, incinta, è stata colpita. Non mancavano neppure le minacce: i migranti si sarebbero dovuti allontanare da Marsala altrimenti “noi vi ammazziamo, qui non avete il diritto di stare…e qui siamo a Marsala”, avrebbe ripetuto il gruppo criminale. Le indagini, condotte dai poliziotti del Commissariato della città siciliana, sono state particolarmente articolate e complesse anche per la mancanza di collaborazione delle vittime le quali non sono mai riuscite a denunciare gli abusi subito, nonostante le visibili ed anche gravi lesioni riportate. Fondamentali sono state, pertanto, le analisi delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza che immortalato gli attacchi. I giovani fermati sono stati condotti presso la casa circondariale di Trapani.

Fonte : Fanpage