50 anni fa i Rolling Stones a Milano: iniziano gli “anni di piombo” della musica italiana

Il 1° ottobre 1970 l’esibizione della rock band di Mick Jagger fu segnata da gravi incidenti scoppiati all’esterno del Palalido: cominciava un’epoca buia per gli spettacoli dal vivo nel nostro Paese

In una notte di inizio autunno, il 1° ottobre 1970, a Milano arrivarono i Rolling Stones. Venivano da Roma, dove avevano suonato la sera prima al PalaEur, con l’abituale contorno di turbolenze: Mick Jagger si era preso una denuncia per lesioni per aver preso a calci il celebre paparazzo Umberto Pizzi e avergli distrutto la macchina fotografica alla fine della conferenza stampa. Soprattutto, venivano da mesi molto difficili, soprattutto a causa della morte di Brian Jones (trovato senza vita sul fondo della sua piscina il 3 luglio 1969) e del tragico festival organizzato nel dicembre precedente all’autodromo di Altamont, California, segnato da gravissimi incidenti e dall’uccisione sotto il palco del diciottenne Meredith Hunter, accoltellato dalla sicurezza dopo aver appena estratto una pistola, mentre gli Stones stavano eseguendo Under My Thumb.

[embedded content]

Rolling Stones, 50 anni fa l’accoltellamento ad Altamont

A portarli in Italia era stato il sagace impresario Leo Wachter, già noto per aver fatto lo stesso con i Beatles, con il Circo di Mosca e persino – dicevano le cronache – con una gigantesca balena impagliata esibita in chissà quali fiere di provincia, da mostrare ai bambini “memori di Pinocchio e mastro Geppetto”. Come succedeva spesso all’epoca, gli Stones misero in calendario due concerti nello stesso giorno dalla durata di un’ora circa e dall’identica scaletta di quattordici pezzi, da Jumpin’ Jack Flash a Street Fighting Man: uno alle 16 e uno alle 21:15, al Palalido, con quattro-cinquemila presenti per ognuno di essi e un clima di generale delirio, con alcuni spettatori – come scrisse il Corriere – “abbarbicati anche ai tubolari di sostegno del tetto ad arcata” dell’impianto. Su Youtube è possibile guardare l’incredibile video a colori di quell’esibizione.

[embedded content]

Rolling Stones, cosa sapere sul brano “(I Can’t Get No) Satisfaction”

Scorrendo nel dettaglio la lista di quei quattordici brani si possono trovare chicche niente male. Per esempio l’assenza di grandi classici come Gimme Shelter o You can’t always get what you want e la presenza di Brown Sugar, prima traccia dell’album Sticky Fingers che sarebbe uscito solo nel 1971, ma che gli Stones già eseguivano dal vivo da qualche mese: un’usanza non troppo sorprendente ai tempi, quando la maggior parte dei gruppi rock dava in pasto al pubblico pezzi inediti non ancora registrati in studio. O la versione acustica di Prodigal Song, voce di Jagger e chitarra “dobro” di Keith Richards. O ancora il look dei presenti: il batterista Charlie Watts e il sassofonista Bobby Keys suonarono con addosso la maglia rossonera del Milan, mentre Mick Jagger – descritto minuziosamente dalla stampa specializzata – indossava “pantaloni neri e camicia viola con maniche a sbuffo senape e nero e un cinturone enorme e poi una sciarpa lunghissima da incespicare come i boa che un tempo portavano le donne, e non basta, il collo è chiuso da un’altra collana: al polso destro un braccialetto fatto di qualcosa di luccicante acceca quelli delle prime file”. All’interno del palazzetto un’atmosfera bollente non solo in senso atmosferico, ulteriormente riscaldata dagli Stones che, sebbene indicati in declino da molti critici, sapevano ancora toccare le corde giuste per un’esibizione live. Nulla in confronto, tuttavia, con ciò che accadde all’esterno.

Charlie Watts alla batteria indossando la maglia del Milan

Fonte : Sky Tg24