Gigi D’Alessio e il suo Buongiorno formato famiglia

Questa opera originalissima contiene 16 brani che rappresentano altrettanti mondi dell’artista napoletano: l’inedito “Vint’anne fa” e 15 hit ripensate, riarrangiate e riscritte con la collaborazione di BoomDaBash, Clementino, CoCo, Enzo DongFranco Ricciardi, GeolierJ-AX, LDA, Lele Blade, MV Killa, Rocco Hunt, Samurai Jay e Vale Lambo. L’INTERVISTA

Se è vero che siamo tutti figli della musica napoletana ora ne abbiamo una ennesima conferma. Gigi D’Alessio realizza quella che in editoria viene definita un’opera monumentale. Raduna un gruppo di amici e inventa Buongiorno, un album che non conosce età, nel senso che raduna famiglie ristrette e allargate senza sbirciare la carta d’identità, un lavoro che è un diorama di sentimenti ma soprattutto non è un album celebrativo. E lui poteva permetterselo. Ma il suo pronome personale preferito è noi e mai io. In una lunga telefonata abbiamo chiacchierato del suo mondo al plurale.

Miracolo a Milano si chiude con la frase…verso un paese dove buongiorno significa veramente buongiorno, era il 1951: stavolta sei tu che ci accompagni in quel posto felice?
Magari, speriamo, mi piacerebbe portarci il mondo intero. E’ bene augurante dare il buongiorno a tutti e salutare col sorriso ma purtroppo non è scontato. I veri valori li capiamo adesso, finora abbiamo corso senza sapere dove andavamo poi appare il covid che ci chiude in casa e così riprendi a fare il pane e si riuniscono le famiglie.
Come si sta in testa alla classifica, ti dà ancora vertigine ed emozione o ti ci sei abituato?
E’ sempre una emozione, non do niente per scontato. Deve esserci la paura di non sapere che succede ma anche la soddisfazione di vedere cosa si raccoglie dai sacrifici.
Tu che sei stato spesso giudicato, sei uno dei pochi che non giudica: a volte ti costa fatica tacere?
Assoltamente sì, ma superati i cinquant’anni faccio quello che voglio e mando a quel paese chi ritengo se lo devo fare. Ho subito i preconcetti e una marea di cose su di me infondate ma io dico che se le mie canzoni la gente le canta è perché ci si ritrova. Non mi piace la parola operazione nel mio mondo, puoi essere il più intelligente ma se le canzoni fanno cagare…fanno cagare. Ho scritto negli anni cose nelle quali la gente si ritrova. Quando salgo sul palco è il nostro concerto, non il mio.
Se tu avessi oggi vient’anne…saresti il futuro Gigi D’Alessio o un futuro disoccupato vista la discografia di oggi?
Penso che nella musica ci devi buttare il sangue, oggi è più semplice ma si consuma tutto in fretta. Basta qualche follower e hai il contratto. Vedo tanta fragilità in generale e ribadisco che la gavetta è bella: la casa costruita coi pilastri di cemento non cade ma se la fai di legno il primo scroscio d’acqua la abbatte. Oggi c’è troppo usa e getta. A vent’anni ho studiato la musica e mi è servito. Non siamo chirurghi, non salviamo vite, ma la musica è una materia che va studiata e capita.
Come hai scelto i tuo compagni di viaggio?
Non conoscevo proprio tutti, mi hanno supportato Enzo Chiummariello e Carmine Mellone alias Carmine8. L’idea nasce ad agosto 2019 quando Luché mi ha chiesto un medley dei miei vecchi pezzi. In precedenza Guè Pequeno mi ha fatto capire meglio questo mondo. Mi sono detto che sta succedendo qualcosa, i giovani su instagram mi cantano. Io avevo la consapevolezza che le canzoni vestivano sonorità vecchie, che bisognava togliere un po’ di polvere e cambiare la cornice. I ragazzi sono venuti in sala da me: loro conoscevano il brano a memoria e scrivevano il testo in un attimo. Così ho scoperto il vero talento, in mezz’ora quello che sentivamo entrava nel disco. Sono rimasto colpito dal loro orgoglio di essere napoletani, la lingua conta. Ognuno ha scritto qualcosa che mi ha stregato…e siamo arrivati a Buongiorno.
Come hai corrotto i Boomdabash per portarli fuori dal Salento e dal Reggaeton?
Sono fan miei da una vita. Pensando a Mon Amour e a loro che per me fanno canzoni a mezze maniche…li ho trovati perfetti e inoltre sono più terroni di me. Per contrappasso ho chiamato J Ax mentre ero nel traffico del raccordo anulare: gli ho raccontato quello che stavo creando e gli ho chiesto se voleva essere l’unico polentone tra tanti terroni. Gli ho girato le basi e il giorno dopo alle 10 del mattino avevo la sua voce pronta. Questo è un cortocircuito del cortocircuito.
C’è un tuo brano che non è entrato nel disco perché non hai trovato il giusto featuring?
Al contrario. Il disco doveva essere di 11 brani poi si è creata una famiglia. Mentre finivo il pezzo qualcuno si aggiungeva e le canzoni lievitavano. A un certo punto ho dovuto chiudere il disco. Ce ne sono altre e farò repack per natale con delle sorprese.
Se devo trovare un difetto è l’assenza di quote rosa…
Non conosco qualche quota rosa di quel mondo…se si presenta sarà accolta. Le donne le amo.
Ci sarà un concerto con tutti i tuoi ospiti?
Se Dio vorrà il 3 luglio al San Paolo per riaccendere la mia musica, con tutti gli ospiti anche di album precedenti. Questo è il disco mio ma è la nostra storia.
Come cambia il Gigi musicista da quello televisivo?
Fino a quando in televisione fai la musica è ok, non posso fare un programma di medicina. Devi capire che entri nelle case e devi portare un menu vario. Al concerto sei tu che vieni da me. E comunque io mi faccio indietro per dare spazio all’ospite.
Consideri il 2020 un anno perso oppure il lockdown è stato un momento per raccogliere e sviluppare idee?
Per me niente è perso. C’è sempre una parte positiva, sono grato alla vita. Il 4 marzo scorso dovevo partire col tour mondiale, il lockdown lo ha fermato però mi ha aiutato a dare forma al progetto che avevo in testa. Ti dico che Buongiorno lo ascolto da quattro mesi una volta al giorno.
Nel 2022, e con la tua agenda è già domani, saranno i trent’anni di Lasciatemi cantare, il tuo primo album: stai pensando a qualcosa?
Mi ci fai riflettere tu in questo momento…trent’anni di carriera: ci penserò sicuramente. Ora voglio portare questi ragazzi nel mondo. Abbiamo su whatsapp una chat Buongiorno che è più forte del disco. Clementino è il capo villaggio. Mi ha detto che ci voleva un cantante pop per mettere tutti i rapper insieme. A Verona, in occasione della serata in Arena, ho regalato una paio di sneaker a tutti perché abbiamo molta strada da percorrere nel mondo: Clementino ha preso il monopattino, abbiamo fatto casino, ci siamo divertiti. Qualche sera fa sempre Clementino ha organizzato una cena a Napoli: in un attimo diecimila persone sono giunte in piazza San Nazzaro. E pure le forze dell’ordine, era diventato un assembramento. Questi episodi servono per raccontarti quanto siamo famiglia.
Possiamo parlare di una scuola di Secondigliano?
Napoli è piccola. E’ vicina a Posillipo, sono 6, 7 chilometri ma anche meno in linea d’aria. Siamo tutti della zona, Clementino viene da Nola anzi da Nola York!
Conosciamo il Gigi papà…ma come è il Gigi Nonno? Un rinco-nonno che mostra le foto dei nipotini al mondo?
Sono due volte nonno, ne è nata un’altra un mese fa. I nipoti sono come i figli. Mi sono sposato presto e sono diventato papà presto. Mio figlio ha fatto come me!

Fonte : Sky Tg24