La faida interna al Movimento 5 stelle farà saltare la modifica dei decreti sicurezza?

Il sit in di protesta dei centri sociali in via Corelli contro la riapertura del CPR (Centro di permanenza e rimpatrio),, Milano 30 Settembre 2020. Ansa/Matteo Corner

La modifica dei decreti sicurezza fa tremare il governo. Da ambienti parlamentari del Pd arriva la denuncia di un presunto tentativo in atto da una parte del Movimento 5 Stelle a far saltare l’accordo raggiunto nella maggioranza sul nuovo decreto immigrazione che rivede i decreti legge sicurezza di Matteo Salvini.

“Non possono scaricare le loro fibrillazioni interne su questo”.

Tensioni che sarebbero emerse durante le interlocuzioni in corso all’interno della maggioranza in vista del consiglio dei ministri previsto domenica che dovrebbe esaminare proprio il nuovo decreto immigrazione.

Il punto che viene rimesso in discussione dai 5 Stelle riguarda reintroduzione della protezione umanitaria, che venne cancellata dai dl Salvini. Le stesse fonti ribadiscono come per il Pd vada mantenuta l’intesa raggiunta in estate.  “Passi indietro sarebbero inaccettabili”. Rischia di slittare l’approdo in Cdm? ”Certo il rischio c’è – si spiega – non è un caso che questo tentativo di frenata arrivi proprio all’indomani dell’annuncio che il dl sarà all’esame del Cdm domenica”.

Proprio oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sottolineato lo sforzo fatto dall’Italia per la gestione dei flussi migratori: “L’Italia ha fatto tutto quello che poteva”. Ora “le redistribuzioni e soprattutto i rimpatri” rappresentano due voci importanti nella definizione del nuovo patto europeo sulle migrazioni e il diritto di asilo.

Migranti, come cambiano i Decreti sicurezza

L’obiettivo della nuove “disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare” così come presentato nell’ultima versione dal ministro dell’Interno Lamorgese è superare le precedenti norme implementando i rilievi del presidente della Repubblica.

Le maggiori novità sono: la riduzione delle multe milionarie alle navi Ong che prestano soccorso in mare, un nuovo sistema di accoglienza in base al quale vengono vengono ridotti i tempi per richiedere protezione umanitaria (che potrà essere richiesta da tutti coloro che nel proprio paese d’origine subiscono trattamenti disumani e degradanti) o il riconoscimento della cittadinanza italiana e la possibilità di convertire il permesso di soggiorno in uno di lavoro. A questo si aggiungono anche altre agevolazioni come la possibilità di potersi iscrivere all’anagrafe comunale per i richiedenti asilo, vietato dai precedenti decreti sicurezza, ma considerato incostituzionale dalla Consulta.

Quanto alle multe restano le sanzioni che vanno da un minimo di 10mila euro a un massimo di 50mila. Per chi non si coordina con le autorità marittime dei paesi di bandiera o di quelli che operano i soccorsi, sono previste però sanzioni penali fino a 2 anni.

Casarini: “Da Decreti sicuressa solo disastri”

Voce fortemente contraria agli effetti dei decreti sicurezza è quella del capomissione della nave Mare Jonio, Luca Casarini: “Producono solo disastri e insicurezza”. Per Casarini “devono avere il coraggio di cambiare profondamente loro, i ministri, il premier, chi vota in Parlamento, non solo cambiare le virgole di qualche carta”.

“Devono aprire i corridoi umanitari, organizzarli davvero per tirare fuori dai campi di concentramento gli esseri umani – aggiunge -. Devono smettere di finanziare gli orrori, di chiamate guardia costiera una banda di tagliagole il cui capo è ricercato per crimini contro l’umanità – conclude -. Le grida di quelle donne, uomini e bambini un giorno rimbomberanno dentro le loro teste. Implacabili. Ho visto la ministra Lamorgese dal Santo Padre parlare di diritti umani: ma come fanno a dire bugie anche davanti al Papa? Questo governo ha bloccato tutte le navi del soccorso civile in mare, compresa la Mare Jonio, che batte bandiera italiana, e anche un aereo di monitoraggio, che con le sue segnalazioni poteva salvare la vita a tanta gente. Salvini non c’era mai riuscito”.

Il tuo browser non può riprodurre il video.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.

Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.

Attendi solo un istante
Forse potrebbe interessarti

Devi attivare javascript per riprodurre il video.

“Tutti insomma fanno la loro parte in commedia – aggiunge -, ma le cose non cambiano per quelli che non hanno potere, quelli che si devono mettere in mare per scappare dall’inferno che gli abbiamo costruito. Quelli muoiono e, siccome sono neri, poveri e stanno sul fondo del Mediterraneo, non li vede nessuno. Le navi del soccorso danno fastidio soprattutto per questo: perché sono testimoni di una tragedia immane, che non capita a causa dell’immigrazione, ma delle scelte politiche di chi governa Italia ed Europa. E adesso non sono i sovranisti”.

Fonte : Today