Sostenibilità: un Patto per un nuovo modello economico per l’Italia  

Di Piazza, ‘valorizzare imprese e associazioni che del modello di economia sociale hanno fatto un fine’

CSR

Un incontro dove verrà presentato il Patto, uno spazio di confronto permanente per facilitare il dialogo tra gli imprenditori e i Policy Maker. Con l’obiettivo di ingaggiare nuove imprese e favorire la trasformazione culturale a tutti i livelli, per un’economia che sia più inclusiva, partecipata e generativa. Questo l’obiettivo per un nuovo modello economico per l’Italia, ‘La Terza Economia’, secondo il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, Stanislao Di Piazza, in collegamento con il Salone della Csr e dell’Innovazione Sociale di Milano.

“La Pandemia ci ha fatto capire che bisogna trovare azioni d’interventi verso il capitale umano e non solo verso quello finanziario, padrone di un sistema di questi ultimi decenni. In un’epoca dove aumenta il disagio e le diseguaglianze e le richieste dei più fragili diventano pressanti, si discute sempre più del fallimento del modello economico capitalista, che ha fatto del profitto l’unico obiettivo a cui guardare, e contemporaneamente tutti parlano della possibilità di creare una nuova economia ‘sostenibile’”, osserva.

“Oggi – continua Di Pazza – l’Italia si trova a dover affrontare queste nuove sfide e tutti noi dobbiamo capire che se veramente vogliamo andare avanti per una ricostruzione del Paese Italia è fondamentale valorizzare al meglio quelle tipologie di impresa o associazioni che dell’innovativo modello di economia sociale hanno fatto un fine. Per riuscire in questa impresa dobbiamo necessariamente entrare in una nuova logica, secondo la quale non esiste più differenza tra profit e no profit, dovrà scomparire questa dicotomia perché quello che conta veramente è la scelta che l’imprenditore civile fa del profitto un elemento essenziale per il bene comune, come la Sanità. Ripeto spesso che dobbiamo fare una distinzione all’interno del profit e del no profit, quindi nel mondo della cosiddetta ‘terza economia’, tra imprenditori civili e ‘prenditori incivili'”.

Fonte : Adn Kronos