Più di 200 scrittori hanno firmato un appello per i trans e le persone non-binarie

La lettera arriva qualche giorno dopo quella sottoscritta da altri autori in sostegno a J. K. Rowling, e alle sue posizioni in materia di identità sessuale e genere: i 200 vogliono una campagna “contro l’odio”

(Foto: Dia Dipasupil/Getty Images)

Più di 200 scrittori hanno sottoscritto il 30 settembre una lettera a favore delle persone transgender e non-binarie, rispondendo in questo modo a una di qualche giorno fa, firmata da 58 altri autori, contro la “deriva misogina e autoritaria dei social media” che starebbe colpendo J.K Rowling per le sue controverse opinioni sul concetto di genere e identità sessuale. Per la scrittrice la seconda in una persona dipende esclusivamente da fattori biologico-fisici, e la volontà delle persone trans di definirsi in maniera diversa rispetto al sesso di appartenenza danneggerebbe soprattutto le persone nate biologicamente donne. Di recente Rowling ha dichiarato che “se il sesso non è reale, la vita delle donne a livello globale viene cancellata”. Sono posizioni che hanno creato un’onda lunga di polemiche e feroci attacchi nei confronti della scrittrice.

Che cosa dicono i due fronti

Ian McEwan, Lionel Shriver e Susan Hill sono tre dei 58 scrittori che hanno firmato la prima lettera – pubblicata sul Sunday Times a sostegno di Rowling – e la loro tesi è che le feroci reazioni nei confronti dell’autrice siano dovute a un sentimento misogino che anima ormai molte interazioni sui social media. Inoltre, i sottoscrittori hanno ribadito che “Rowling ha costantemente dimostrato di essere una persona onesta e compassionevole”.

Kiran Millwood Hargrave, Daisy Johnson e Juno Dawson, che hanno sottoscritto insieme ad altri 200 colleghi il nuovo appello – in cui non si fa riferimento diretto a Rowling, ma tempistiche e argomento non lasciano alcun dubbio su a chi sia rivolta – credono invece che sia importante “promuovere e sostenere il benessere e i diritti dei trans e persone non-binarie. “La cultura è e dovrebbe sempre essere” – si legge nella lettera – “in prima linea nel cambiamento sociale e, come scrittori, editori, agenti, giornalisti e professionisti dell’editoria, riconosciamo il ruolo vitale che il nostro settore ha in questo frangente”. Infatti, l’intera iniziativa è stata presentata come una campagna “contro l’odio” e il messaggio, come riporta anche il Guardian, è abbastanza chiaro: supportare e difendere i diritti delle persone trans e non binarie perché, come scrivono, “il mondo è migliore se ci siete”.

Fonte : Wired