30 settembre, Giornata Mondiale del Podcast: le cose da sapere

Nato nei primi anni Duemila, è oggi in forte crescita. Ecco come funziona, come si è sviluppato e dove si può ascoltare. Intanto, dal 14 settembre, al via il nuovo servizio di Sky TG24 con contenuti audio esclusivi

Uno smartphone, un tablet o un pc, un paio di cuffiette, una connessione dati e il gioco è fatto: i podcast, i programmi audio organizzati a mo’ di serie scaricabili dal web, stanno prendendo sempre più piede (nonostante il format non sia recentissimo), approdando anche nella redazione di Sky TG24.

In occasione dell’International Podcast Day, ecco tutto quello che c’è da sapere.

Cosa è

Da oggi al via i podcast di Sky TG24

Il podcast è un programma audio, solitamente organizzato in puntate, scaricabile dalla Rete e ascoltabile in ogni momento. Si tratta di un altro modo di raccontare e fruire i contenuti, basato sull’ascolto, anziché sulla lettura o sulla visualizzazione video. Ma attenzione a non confonderlo con un tradizionale programma radiofonico: con il podcast è l’utente a decidere cosa ascoltare e quando farlo, senza dover seguire una programmazione esterna. Il podcast può essere scaricato su pc (e magari trasferito su un lettore multimediale) o su smartphone, attraverso le app dedicate. 

Perché Podcast

È il 2004 quando Ben Hammersley sulle pagine del Guardian usa per la prima volta questo termine, parlando del medium in espansione. Podcast deriva dall’unione di cast (da broadcast, termine usato per indicare le trasmissioni radio) e pod, una contrazione di iPod, il lettore multimediale per antonomasia in quel momento storico. Il nome è fuorviante, infatti il dispositivo Apple è solamente uno dei numerosi device su cui può essere ascoltato un podcast. Nel 2005 l’Oxford Dictionary ha eletto podcast a parola dell’anno (definizione: “registrazione digitale di una trasmissione radiofonica o simili, resa disponibile su internet con lo scopo di permettere il download su riproduttori audio personali”).

Quando nasce

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Il fenomeno risale ai primi anni Duemila, grazie all’avvento degli Mp3, formato audio che permette di comprimere i file riducendone le dimensioni ma consentendo comunque un ascolto piuttosto fedele. Il nuovo formato permette così il download di un file audio anche in un’epoca in cui le connessioni sono meno veloci di quelle attuali e gli spazi archiviazione più ridotti. La crescita del fenomeno si è registrata qualche tempo più tardi con il boom degli smartphone e, più di recente, grazie al trend che vede gli utenti diventare produttori di contenuti. Prima su YouTube, poi su Facebook e Instagram, oggi su TikTok e sulle piattaforme di podcast.

Nel 2004 Liberated Syndication si propone come la prima piattaforma ad hoc per il download dei file; Yahoo e Apple arrivano qualche tempo più tardi. Nel giugno del 2005 Apple crea una directory di podcast nel suo iTunes Music Store, che nel 2013 raggiunge il primo miliardo di iscritti. Tra i pionieri di tale sistema ricordiamo Adam Curry, VJ di MTV negli Stati Uniti, fra i primi a lanciare il suo personale portale web di podcast.

Una curiosità: George W. Bush è stato il primo presidente americano ad avere a che fare con il nuovo medium; nel luglio 2005 il sito web della Casa Bianca ha reso scaricabili i discorsi settimanali del presidente. 

Numeri 

L’Italia subisce il fascino del podcast: secondo un’analisi della società Voxnest, attiva nell’ambito podcast, alla fine del 2019 il Bel Paese contava 160 mila ascolti quotidiani. Stando ai dati di Statista, il pubblico tricolore dei podcast è cresciuto oltre i 12 milioni nel corso del 2019 ed è destinato ad aumentare. 

L’avvento su Spotify

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Anche la celebre piattaforma di streaming musicale apre le porte al fenomeno audio: è l’inizio del 2019 quando Spotify acquisisce Gimlet Media, importante casa produttrice di podcast a livello internazionale, dando la possibilità ai suoi utenti di ascoltare (e creare) i contenuti più svariati. La scelta si rivela vincente, considerando che dal 2018 al 2019 la sezione Podcast Show registra un aumento delle ore di ascolto del 200 per cento. Fra le prime voci celebri ad approdare sulla piattaforma, quelle di Barack e Michelle Obama. 

Dove ascoltarli

Insieme a Spotify, la più conosciuta è Apple Podcasts, ma sono numerose le piattaforme  che ospitano questo tipo di contenuto. C’è Spreaker, ad esempio, con i suoi quasi due milioni di users lo scorso novembre (erano 640 mila l’anno prima, secondo i dati di Statista), disponibile su dispositivi iOS e Android; Audible dell’impero Amazon, che offre un periodo di prova gratuito per l’ascolto dei suoi contenuti, dai racconti di Matteo Caccia ai corsi di lingue di John Peter Sloan, offrendo anche la possibilità di produrre podcast; PodBean, pensato per offrire un’esperienza di ascolto personalizzata ai massimi livelli. Poi c’è Loquis, che suggerisce contenuti ad hoc in base al luogo dove ci troviamo, e Google Podcasts di Big G. 

Dal 14 settembre Sky TG 24 ha dato il via ai suoi personali podcast, tutti disponibili sul sito ufficiale e in parte diffusi su Spotify e Spreaker.

Fonte : Sky Tg24