Quante startup ha finanziato finora il Fondo nazionale innovazione

Cdp Venture Capital ha alzato a 140 milioni il capitale deliberato. Già sostenuti progetti dallo spazio al biotech. E il primo novembre parte il quinto veicolo dedicato al tech transfer

Responsabile laboratorio ricerca biologicaDalle università alle aziende chimico-farmaceutiche il settore delle biotech è in forte espansione. E lo sarà a maggior ragione negli anni a venire. Si consigliano lauree e dottorati in biotecnologie

Superano i 100 milioni di euro gli investimenti erogati da Cdp Venture Capital a favore di startup e fondi italiani nei primi nove mesi di vita della società di gestione del risparmio (sgr) di Cassa depositi e prestiti. Soldi veri che sono andati a finanziare circa 240 giovani imprese. Il dato, che si riferisce a fine settembre 2020, è stato ricostruito da Wired: l’ultimo accordo è stato con BrandOn group, distributore digitale che abilita le aziende italiane all’ecommerce, che ha visto Cdp Venture lead investor con 3,5 milioni versati in un round da 5. 

Cdp Venture Capital – Fondo Nazionale Innovazione è stata fondata a gennaio, la società ha presentato il piano industriale al 2022 a fine giugno con una dettagliata roadmap da seguire per centrare l’obiettivo di 1 miliardo di investimenti in un triennio. Il capitale deliberato per i primi passi era proprio da 100 milioni di euro, oggi la cifra è aumentata a 140 milioni di euro per rafforzare il fondo dopo gli accordi chiusi e finanziati tra luglio e settembre. 

Spazio e biotech hanno attirato più risorse

Non tutte le startup e i fondi che hanno incassato fiducia e soldi di Cdp Venture Capital hanno comunicato l’esito dell’accordo. Secondo quando è stato possibile ricostruire, tra gli investimenti più importanti c’è quello in Primo Space, il fondo promosso da Primomiglio e da Fondazione Amaldi dedicato alla space economy. Per entrare nel novero degli investitori Cdp Venture Capital ha staccato un assegno da 21 milioni di euro, affiancando – tra gli altri – il Fondo europeo degli investimenti in un round da 58 milioni in totale. 

La Sgr della Cassa è lead investor insieme a Compagnia di San Paolo anche nel finanziamento del primo fondo italiano dedicato al biotech, Claris Venture che ha raccolto 30 milioni di euro in tutto. “La ricerca farmaceutica e nelle biotecnologie sono al centro dell’attenzione pubblica”, ha detto l’ad di Cdp Venture Capital, Enrico Resmini, presentando a inizio settembre l’accordo con Claris Venture.

Interesse verso il biotech confermato anche dall’investimento del 10 agosto in InnovHeart, un gioiellino dell’innovazione italiana: la startup, al suo quinto anno di vita, sviluppa nuovi sistemi di trattamento per patologie cardiache e ha raccolto in estate 20 milioni di euro, con Cdp Venture Capital che in questo caso ha affiancato Genextra e Panakes Partners (non sono note le rispettive quote di investimento).  

Per le startup del Sud oltre 10 milioni di euro

Forte l’attenzione sul Sud da parte del top management della Cassa. In un progetto dedicato alle società in fase seed ad agosto sono stati investiti direttamente 5,7 milioni di euro che hanno permesso di smuovere altri 4,3 milioni di euro di capitali privati. A conquistare i finanziamenti 30 giovanissime startup del Mezzogiorno – 14 aziende in Campania, 8 in Puglia, 4 in Calabria, 3 in Sicilia e 1 in Sardegna – che hanno potuto incassare un assegno da un massimo di 300mila euro.

La scommessa, ha spiegato la presidente di Cdp Venture Capital, Francesca Bria, “è attivare potenziali di innovazione ancora inespressi e creare nuove opportunità di lavoro qualificato, per fare del Mezzogiorno un laboratorio di innovazione sostenibile”

Con lo stesso spirito è stato dato il via libera all’ingresso nel capitale di Hevolus, azienda pugliese di mixed reality già partner internazionale di Microsoft. Cdp Venture Capital ha investito 4 milioni di euro con un aumento di capitale sottoscritto tramite il fondo Italia Venture II dedicato a startup e pmi innovative del Mezzogiorno. “Il nostro investimento – ha detto Resmini – consentirà di accelerare lo sviluppo di nuove opportunità di business e di occupazione. L’impatto dell’operazione andrà a favore di tutte le aziende che necessitano di una spinta nei processi di trasformazione digitale”

Altri 5,8 milioni li ha conquistati questa estate un’altra storica (ex) startup del Sud: Sardex. La moneta complementare nata nel Sulcis aveva già la Cassa tra i suoi azionisti, a fine luglio ha chiuso il nuovo round da quasi sei milioni per poter estendere la propria rete di pagamenti nel resto del Paese. Ad affiancare Cdp Venture, nell’occasione lead investor, sono stati Fondazione di Sardegna e Primomiglio. 

Le partnership con gli acceleratori

Tra le startup che hanno attirato l’attenzione di Cdp c’è anche un’altra azienda italiana adulta come Weschool che ha chiuso un round da 6,4 milioni con Cdp Venture come co-investor. Investimento diretto anche in Soplaya, che dal 2018 aiuta i ristoratori a semplificare gli acquisti e risparmiare sulle forniture. La società ha incassato ad agosto 3,5 milioni con Cdp co-investor insieme a P101 e a Italia 500 (fondo istituito da Azimut libera impresa).

Otto milioni di euro sono andati a 50 startup italiane in fase seed e pre-seed alle prese con le sfide del Covid-19. Il finanziamento è stato effettuato nell’ambito del programma AccelerOra!, in collaborazione con un pool di sei acceleratori italiani. Secondo quanto ha comunicato la Cassa, grazie a questo progetto sono stati investiti in totale 22 milioni di euro grazie alla partnership con finanziatori privati. 

Con un acceleratore come Digital Magics Cdp Venture Capital ha chiuso infine a settembre un deal da 3 milioni di euro in totale a favore di sei startup innovative nel portafoglio del gruppo guidato da Marco Gay. La Cassa ci ha messo 1,6 milioni di euro. “Il lavoro sinergico – ha detto Resmini presentando il deal – dimostra quanto sia efficace fare sistema insieme a importanti attori e investitori, a beneficio delle realtà più innovative e meritevoli del nostro Paese”

Il Fondo Tech Transfer parte il primo novembre

Ai quattro fondi che sono stati in campo questi mesi per sostenere il panorama dell’innovazione made in Italy si aggiungeranno presto altri due veicoli verticali: il Tech Transfer e il Corporate venture capital. 

Il fondo Tech Transfer sarà attivo dal primo novembre. Avrà una dotazione di 150 milioni di euro e sulla plancia di comando ci sarà Claudia Pingue, in passato al vertice dell’incubatore del Politecnico di Milano PoliHub. Tech Transfer avrà l’obiettivo di supportare la filiera del trasferimento tecnologico attraverso il co-investimento selettivo in startup promettenti e il finanziamento in fondi specializzati.

Anche il veicolo dedicato al corporate venture capital avrà un plafond di 150 milioni di euro, ma non è ancora nota la data di lancio. Il fondo coinvolgerà alcune tra le principali aziende nell’orbita del gruppo Cdp e investirà direttamente in startup focalizzate su ambiti considerati strategici dal governo italiano. 

Fonte : Wired