Elezioni comunali, rebus candidati a destra: nessun pressing su Giulia Bongiorno, Fratelli d’Italia vuole l’ultima parola 

Se a sinistra in quanto a candidati sindaci si brancola nel buio e la partita sembra ancora appesa a dinamiche più nazionali che romane, anche nel centrodestra regna l’incertezza. Alle elezioni comunali 2021, a sfidare Virginia Raggi, oggi ufficialmente in corsa per il bis, mancano avversari da entrambi gli schieramenti. “Ci stiamo già ragionando” assicura Matteo Salvini dal palco di Formello in occasione dell’evento Itaca 20.20. Il leader della Lega opterebbe volentieri per un profilo “civico”, si sa, un manager estraneo alla politica, ma c’è chi è pronto a scommettere che, dopo aver ragionato, dovrà cedere l’ultima parola a Fratelli d’Italia. Che invece preferisce di gran lunga un politico d’esperienza. Due visioni destinate a scontrarsi e comunque al momento senza nomi reali su cui dibattere, suggestioni a parte. 

La Lega prepara il taglio del nastro della sede romana, in via delle Botteghe Oscure. A pochi metri dall’ex quartiere generale del Partito comunista italiano, ironia della sorte, sorgerà la “via Bellerio” della Capitale. Anzi, è già operativa e già stata utilizzata per qualche riunione territoriale. Si attende solo l’inaugurazione. Il senatore leghista sarà domani nella Capitale, per poi girare la provincia in vista dei ballottaggi del 4 e 5 ottobre. Solo dopo inizieranno gli incontri su Roma. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi discuteranno insieme dei volti papabili. 

Salvini da parte sua insiste da tempo, con dichiarazioni pubbliche, su un “civico”, un professionista prestato alla politica, rigorosamente di Roma. Per questo la senatrice, avvocatessa, Giulia Bongiorno, da sempre volto di riferimento a destra, non sembrerebbe rientrare nelle grazie dei leghisti per conquistare la Capitale. Il suo nome è emerso di recente in un sondaggio dell’agenzia Noto. Sarebbe la candidata favorita, in testa per gradimento in una lista di possibili candidati, con il 37% dei commenti positivi degli intervistati, poco sopra Virginia Raggi. La rivelazione però non sembra aver mosso particolarmente gli animi tra gli addetti ai lavori. “Non è neanche girato granché nelle nostre chat il sondaggio” assicurano i ben informati. Il nome di Bongiorno circola da tempo e la ricordiamo anche sul palco di una delle prime iniziative della Lega a Roma, lo scorso novembre al Teatro Italia, ma lei stessa ha sempre puntualmente smentito le voci di una sua corsa a sindaco, e il profilo non sembra in linea con quanto annunciato fin’ora. “Bongiorno non è romana – fa notare più di un esponente salviniano – il candidato sindaco sarà di Roma e dovrà conoscere la città”. 

Meloni vuole l’ultima parola

Già, sempre che Salvini possa decidere davvero. Faccenda tutt’altro che scontata quella di chi tra le forze della coalizione metterà il cappello sul candidato sindaco. In realtà nella spartizione delle città che andranno al voto nel 2021, la Capitale potrebbe toccare a Meloni. Ne sono quasi certi negli ambienti di Fratelli d’Italia. Con Milano alla Lega e Torino a Forza Italia. In tal caso non è più scontato che sia un civico. “Molti di noi sono convinti che ci sia bisogno di qualcuno che conosce bene la pubblica amministrazione” commenta un esponente locale del partito. Perché no Fabio Rampelli, anche il nome del deputato vice presidente della Camera gira da tempo e lui non ha mai escluso la possibilità.

“Sarebbe un candidato autorevole, radicato, conosce Roma, e ha un profilo in grado di avviare un’interlocuzione con il Governo centrale, fondamentale per la riforma che toccherà i poteri speciali per la Capitale”. Un po’ dipenderà anche da chi mette in campo la sinistra. Se il partito calasse l’asso di un big di alto profilo, vedi quello di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, il preferito dai vertici della segreteria nazionale, si dovrà pensare a un competitor altrettanto “big”. “Certo se fosse per esempio la Cirinnà (la senatrice Monica Cirinnà, ex consigliera comunale, ndr) allora potrebbe andar bene anche un profilo più territoriale” continua ancora una fonte interna al partito. 

Il fattore Regione Lazio

Se ne riparla comunque dopo i ballottaggi. Quando in parallelo sarà ancor più chiaro il quadro in Regione Lazio. Cosa c’entra la Pisana? La scadenza naturale della giunta Zingaretti è nel 2023 ma da tempo si parla di voto anticipato legato a un possibile ingresso del governatore dem, segretario del partito, nell’esecutivo giallorosso. Sarebbe la pedina da piazzare nella squadra di governo per rafforzare la presenza dei democratici, ipotesi che si è fatta largo soprattutto nell’ultima settimana alla luce dei buoni risultati del Pd alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre. 

L’ipotesi voto nel Lazio farebbe passare automaticamente in secondo piano la partita Roma per il centrodestra. Quella per la Regione diventerebbe il vero match centrale da disputare e qui sì che si accenderebbe il duello per il candidato tra Lega e FdI. Per i leghisti il nome in pole è quello di Claudio Durigon, della truppa di fedelissimi salviniani sul territorio, deputato, ex sottosegretario al ministero del Lavoro ai tempi del governo gialloverde e oggi coordinatore della Lega di Roma e Provincia. Per FdI si parla invece di Francesco Lollobrigida, eletto nel 2018 alla Camera nella circoscrizione Lazio 2, cognato di Giorgia Meloni, già assessore ai Trasporti della giunta di Renata Polverini nel 2010.

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In tutto questo Zingaretti ha in realtà smentito i tanti retroscena che in questi giorni hanno parlato di una sua entrata a palazzo Chigi. E proprio oggi lo stesso Goffredo Bettini, dirigente dem molto vicino al governatore, lo ha ribadito: “Resta segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, mi pare abbiamo già parecchio lavoro da svolgere”. Ma ancora, negli ambienti del centrodestra dove le voci di nuove elezioni in Regione sono circolate con maggior insistenza, c’è chi resta a guardare e prende tempo, convinto che qualcosa in questa direzione possa ancora muoversi. 

Fonte : Roma Today