Coronavirus, Fauci: “Il vaccino potrebbe arrivare all’inizio del 2021”

La stima dell’immunologo statunitense è basata sul fatto che negli Sati Uniti quattro dei sei vaccini testati sono arrivati alla fase 3 della sperimentazione

Nel corso di un intervento al programma “Che tempo che fa”, su Rai 3, Anthony Fauci, immunologo statunitense e direttore  generale dell’Istituto americano per le malattie infettive (Niaid), ha parlato del vaccino contro il coronavirus Sars-CoV-2 (segui la DIRETTA di Sky TG24). “Sono cautamente ottimista sul fatto che avremo un vaccino sicuro ed efficace per gli Stati Uniti e il resto del mondo, inclusa l’Italia, più o meno all’inizio del 2021”, ha dichiarato, ricordando che negli Usa quattro dei sei vaccini testati sono arrivati alla fase 3 della sperimentazione.

Una stima provvisoria

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Fauci ha poi sottolineato che la sua è solo una stima e che per il momento è impossibile stabilire con precisione quando sarà disponibile il vaccino. Tutto dipenderà dai risultati delle sperimentazioni cliniche di fase 3, condotte su un vasto numero di pazienti. “Saremo in grado di sapere la probabilità dell’efficacia del vaccino entro novembre-dicembre”, ha aggiunto l’immunologo. Infine, Fauci ha sottolineato che sarà necessario continuare a “ubbidire alle misure sanitarie anche quando il vaccino sarà disponibile”.

La fase 3 del vaccino di Johnson & Johnson

Tra i vaccini statunitensi entrati nella fase finale di test clinici c’è anche quello di Johnson & Johnson, sviluppato dall’azienda farmaceutica Janssen. Il colosso ha reso noto che la sua fase 3 è la più grande condotta finora e coinvolge circa 60mila volontari. Entro la fine del 2020 potrebbero essere disponibili le prime informazioni sull’efficacia del vaccino. Nel corso delle sperimentazioni cliniche delle prime due fasi, condotte su un numero ristretto di volontari, Johnson & Johnson ha valutato la sicurezza dei composti utilizzati. Ora, con la fase 3, l’obiettivo è determinare l’effettiva efficacia del vaccino e la sua capacità di suscitare una risposta immunitaria tra i pazienti. È per questa ragione che i trial clinici sono condotti su una scala molto più vasta rispetto alle prime due fasi.

Fonte : Sky Tg24