Perry Mason, la recensione del sesto episodio della serie tv con Matthew Rhys

Leggi la recensione del sesto episodio della prima stagione di ‘Perry Mason’, in onda su Sky Atlantic ogni venerdì alle 21.15 (la serie è disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV) – ATTENZIONE: SPOILER

Perry Mason, cos’è successo nel sesto episodio

Il sesto episodio di Perry Mason, la serie tv in onda su Sky Atlantic ogni venerdì sera, comincia con il vero e proprio show messo in piedi da Maynard Barnes (Stephen Root) in tribunale, durante il processo della sventurata Emily Dodson (Gayle Rankin). Quando la palla passa a Perry Mason (Matthew Rhys), il confronto è impietoso: al suo primo processo da avvocato, l’ormai ex detective è in difficoltà, tanto da beccarsi ben due obiezioni da Barnes, subito accolte dal giudice, e dal trovarsi impossibilitato a proseguire a causa di una tosse di evidente origine nervosa. Incassata questa prima “sconfitta”, Perry si confronta con Della (Juliet Rylance), che gli intima di lasciare il lavoro da detective a Pete (Shea Whigham), dato che ormai il suo ruolo è un altro.

Al secondo round, Barnes fa leggere a Matthew Dodson (Nate Corddry) una delle appassionate lettere indirizzate da Emily a George Gannon. Il marito non regge e sbotta, accusando la moglie di non avergli detto niente della sua relazione, nemmeno quando lo avevano sbattuto in prigione. Ma questa volta Mason non si fa cogliere impreparato e dimostra ai presenti come anche Matthew mentisse alla consorte, poiché nel trascinarsela dietro per metà Stati Uniti non le aveva rivelato che il motivo era raggiungere il suo vero padre, il miliardario Herman Baggerly (Robert Patrick), né le aveva detto di essere uscito, la notte del rapimento, per giocare d’azzardo, attività che peraltro gli aveva procurato dei bei debiti, ovviamente saldati da papà.

Perry Mason, le foto più belle del protagonista Matthew Rhys

Ma Maynard Barnes ha in serbo una mossa sporca, chiamando un testimone di cui Perry Mason non era stato messo a conoscenza (ma Frank Dillon sì, si giustifica l’avvocato dell’accusa). Questi è il proprietario di un hotel dove Emily e Gannon avevano soggiornato sotto falso nome, che racconta di come abbia scoperto che avevano abbandonato Charlie da solo in un’altra stanza, mentre loro due erano impegnati in attività “ludiche”. È un colpo basso a effetto, che indigna i presenti a sufficienza.

Dopo questa nuova batosta, Perry si scaglia contro Emily, rinfacciandole che questa sua nuova omissione potrebbe costarle caro. Prova a difenderla ai suoi occhi Alice, affermando che la donna ha mentito per vergogna e che tutti, compreso Perry e addirittura lei, hanno qualcosa di cui vergognarsi. E loda Perry per il modo in cui ha rimesso a posto Matthew. Ma lui, pur stupito di trovarsi davanti a una donna diversa da quella che si era figurato, le intima di non venire in tribunale, pur convinta di aiutare, perché rappresenterebbe solo un nuovo problema.

Lontano dalle aule della giustizia, nel frattempo Pete si sobbarca il “lavoro sporco”, portando avanti le indagini sui possibili punti di contatto fra i rapitori morti di Charlie e il detective Ennis (Andrew Howard). L’investigatore consegna a Perry due assegni mai incassati, rilasciati dall’Assemblea Radiante di Dio a una ditta con lo stesso indirizzo di George Gannon, e incita il suo amico a “sacrificare” Paul Drake (Chris Chalk) e di rivelare quanto scoperto dall’agente di polizia. Perry Mason è però restio a infrangere la parola data, nonostante anche Lupe (Veronica Falcón) gli consigli di non farsi troppi scrupoli. “Se sbaglio, qualcuno muore”, le dice lui. Ma la sagace Lupe ha già la risposta pronta: “E allora tu non sbagliare”.

Perry Mason, le foto più belle di Juliet Rylance

Paul Drake viene chiamato a testimoniare in tribunale, ribadendo quanto detto in precedenza. Mason fa notare alcune stranezze nella sua deposizione, a proposito della famosa scia di sangue su cui l’agente ha mentito, ma sceglie di non infierire e tiene per sé il pezzo di dentiera di Gannon consegnatogli dallo stesso Drake. La sua scelta verrà premiata quando più tardi, dopo aver instradato la moglie verso casa di una zia dove sarà al sicuro, l’agente Drake si recherà da Perry Mason per dirgli di avere deciso di aiutare Emily Dodson, lasciandogli “in omaggio” una busta con dentro l’altro pezzo di dentiera.

Perry e Della fanno visita alla sede dell’Assemblea Radiante di Dio, dove con un trucco riescono a sottrarre dei documenti e si imbattono nelle iniziali JH. Anche Barnes si dà da fare, riservando una bella ramanzina a Ennis, per il modo in cui si è finora ritrovato coinvolto nel caso e, soprattutto, per avere pagato per farsi affidare il caso di Charlie Dodson ai danni di un collega. La notizia fa arrabbiare soprattutto Holcomb (Eric Lange), che si confronta con il suo partner durante una visita non propriamente di cortesia in cui chiede a Ennis fino a che punto è coinvolto in quella sporca faccenda. “Mi hanno pagato per fare un lavoro e le cose sono andate fuori controllo”, è la sostanziale risposta del detective corrotto.

Le grane di Perry in aula non si limitano però al suo scontro animato con il giudice. Barnes ha infatti in sebro un vero “pezzo da novanta”: si tratta della carceriera di Emily, che commette spergiuro affermando di avere sentito la donna che confessava ad Alice (Tatiana Maslany) di avere soffocato il figlio e di avergli cucito le palpebre per tenergli gli occhi aperti. I presenti insorgono, tanto che Perry e Della devono farle scudo fuori dal tribunale per salvarla dai giornalisti e dalla folla inferocita. Emily non sembra però preoccupata: afferma infatti che tutte le accuse cadranno quando Alice farà risorgere Charlie. A proposito di Alice, mentre la predicatrice ha ottenuto il permesso di riesumare la salma del neonato il giorno della sua annunciata resurrezione, Birdy ha in mente un piano B: ha già fatto le valigie per lei e la figlia, presagendo che la situazione per loro si farà piuttosto scomoda.

Perry Mason, il commento al sesto episodio

Con Perry Mason ora nei panni dell’avvocato, la serie tv in onda su Sky Atlantic si ibrida ora con il legal drama, il genere televisivo a cui è legato l’immaginario del personaggio, dando ampio spazio agli avvenimenti all’interno dell’aula di tribunale. Ma non abbandona l’impostazione da detective story dei primi episodi, riuscendo nell’impresa di dosare e mescolare queste due componenti nella giusta misura.

Risulta divertente vedere il Mason avvocato alle prime armi, all’inizio in netta difficoltà di fronte all’avversario Maynard Barnes. Ma Perry è un tipo scaltro e ci mette poco a colmare il gap di esperienza a favore del suo rivale. Peccato per lui che non si giochi seguendo le regole, come gli toccherà constatare in prima persona.

E man mano che la serie di otto episodi si avvia verso la sua conclusione, il caso del rapimento di Charlie si va gradualmente dipanando, sebbene i pezzi del puzzle mancanti siano ancora molti, a cominciare dall’identità del misterioso Jim Hicks che, con un cliffhanger ben piazzato, si affaccia nei secondi finali di questa sesta puntata.

Ma al di là del caso “concreto”, è soprattutto ancora da capire come si risolverà la componente soprannaturale di questa prima stagione di Perry Mason, ovvero l’annunciata resurrezione di Charlie da parte di Alice, che sembra molto sicura del fatto suo. Con un nulla di fatto? Un colpo di scena aperto al mistero? O magari con un escamotage per far quadrare il tutto senza ricorrere a un miracolo? Solo gli ultimi due episodi ci consentiranno di rispondere a questa domanda…

Fonte : Sky Tg24