Dave Grohl: “I Foo Fighters sono nati perché volevo continuare a fare musica restando nell’anonimato”

La morte di Kurt Cobain nel 1994 mise fine alla carriera dei Nirvana. Quell’evento segnò profondamente la vita di Dave Grohl che, all’improvviso, si ritrovò senza uno dei suoi più grandi amici, senza band e senza prospettive. Non fu affatto semplice per lui riprendersi dopo quel grave lutto e per un periodo non riuscì più nemmeno a suonare.

In seguito decise di chiudersi dentro a uno studio per registrare alcuni brani che aveva composto negli anni precedenti: in una settimana registrò diversi pezzi nei quali suonò da solo tutti gli strumenti. In pratica aveva un album pronto: alla fine decise di pubblicarlo come progetto solista. Scelse di farlo, però, restando anonimo e utilizzando uno pseudonimo, perché non voleva attirare troppo l’attenzione dopo la morte di Kurt e non voleva essere considerato solo come “il batterista dei Nirvana”. Alla fine l’album in questione fu pubblicato in edizione limitata, sotto il nome di Foo Fighters: com’è noto, Dave ebbe l’idea per il nome da un termine utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale, “foo fighter” per l’appunto, con il quale si indicavano “oggetti volanti non identificati”.

Ciò che accadde dopo l’uscita di quel disco è storia: i Foo Fighters piacquero e così Dave Grohl decise di creare una band vera e propria. A giudicare dal successo ottenuto in questi decenni, a distanza di tempo si può affermare che la mossa del musicista fu davvero quella giusta. La band, insomma, è nata per caso, così come per caso Dave ha scelto quel nome: in seguito ha dichiarato che, se avesse deciso sin da subito di mettere su una band seriamente, avrebbe scelto anche un nome più consono. Adesso “Foo Fighters” gli sembra “il nome più stupido mai dato a una band”: eppure, con questo nome Dave è riuscito a conquistare il pubblico e a restare sulla cresta dell’onda da quel primo album fino a oggi.

Fonte : Virgin Radio