L’obbligo di mascherine in centro a Genova

Dopo le elezioni, il sindaco Marco Bucci e il governatore Giovanni Toti in seguito ai nuovi casi di Covid-19 tracciati a Genova hanno annunciato l’obbligo di mascherina anche all’aperto nel centro della città. Sono previste sanzioni fino alla chiusura dei locali del centro storico che non rispettano l’obbligo. 

L’obbligo di mascherine in centro a Genova

A Genova, nel giorno in cui si registrano 63 nuovi contagi, arrivano le restrizioni per area già paventate nei giorni scorsi nel Lazio. In particolare nel Porto Antico. Perché, come ha spiegato ieri Bucci, “C’è un potenziale cluster in quelle zone. Dobbiamo farlo per salvaguardare la salute di chi vive lì e di tutti i cittadini in generale. Si tratta di misure precauzionali che sono quelle già prese alla Spezia e in altre città”. Si temono nuovi focolai, sulla base delle indicazioni degli esperti. “In quelle vie — aggiunge Toti — stando al nostro sistema di tracciamento si registra il più alto numero di contagi”. È ormai universalmente riconosciuto che la mascherina è il più efficace strumento di lotta al coronavirus Sars-CoV-2, ha ricordato il primo cittadino: “Solo il suo utilizzo porta a un notevole calo degli infetti. Al chiuso nei luoghi pubblici rimane l’obbligo di metterla a esclusione di chi si trova al tavolo per la consumazione”. I locali che verranno sorpresi con persone senza mascherine all’interno verranno chiusi da 5 a 30 giorni eiclienti sprovvisti saranno multati. 

“Nell’area dell’ordinanza chiediamo a tutti il rispetto delle regole perché così facendo abbiamo davvero un’alta possibilità di risolvere il problema”, spiega il sindaco . L’ordinanza sarà accompagnata da un elenco dettagliato delle vie interessate, non ha scadenza. “In base all’aggiornamento sull’andamento dei casi che avremo nei prossimi due giorni decideremo se estendere ulteriormente le misure”, aggiunge Bucci, che avverte: “La movida sarà possibile – dice – ma bisognerà farla utilizzando la mascherina, ci saranno controlli, anche severi nei locali, saranno possibili chiusure per chi dovesse sgarrare, ma dobbiamo applicare misure più restrittive per evitare di castigare ulteriormente l’economia”. Interessati, in sostanza, tutti i vicoli del centro storico e il porto antico.

Cosa succede in Francia

Intanto all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria dice la sua su cosa sta succedendo in Francia: “Quello che per i francesi chiamano zona scarlatta o zona rossa non è altro che quello che noi stiamo facendo da maggio. Ci stanno copiando, anche se noi abbiamo un’epidemia controllata con meno casi. Diciamolo, noi abbiamo fatto le cose meglio”. 

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E ancora:  “Bisogna fare attenzione, qui da noi sui media sembra che in Francia ci sia un lockdown, ma non è così. Si tratta solo delle misure di contenimento che stiamo applicando, bene, noi italiani da mesi – prosegue – Forse l’unica misura in più è quella del divieto di feste con più di 10 persone. Ma ci stanno copiando, anche se noi abbiamo una epidemia controllata con meno casi. Insomma, abbiamo fatto le cose meglio”. “Siamo il Paese in Europa che usa di più le mascherine, solo il 3% non le usa. In Italia abbiamo lavorato bene ed è ora di finirla di criticare gli italiani – avverte Bassetti – cerchiamo anche qualche volta di riconoscere i loro meriti. Occorre, in Italia, maggiore tranquillità nella comunicazione, uno sforzo per il bene comune nello stimolare una nuova educazione civica e un nuovo rispetto per gli altri. Non la politica della sanzione – conclude – ma il convincimento che le misure in vigore servono per proteggere noi e la comunità”.

Fonte : Today