Queste 8 eruzioni cutanee possono indicare un’infezione da coronavirus

in foto: Orticaria. Credit: James Heilman

Col passare dei mesi i medici stanno imparando a conoscere sempre meglio le conseguenze della COVID-19, l’infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, grazie alla raccolta dei dati per catalogare nel dettaglio sintomi e complicanze della patologia. Tra quelli considerati “chiave”, oltre a tosse, febbre, perdita dell’olfatto, difficoltà respiratorie e altri ancora, figurano anche le eruzioni cutanee, che sono di vario genere – gli scienziati hanno identificato otto categorie – e sempre più diagnosticate fra i pazienti, come mostrano i risultati di diverse ricerche scientifiche. In alcuni casi esse rappresentano addirittura l’unico sintomo evidente dell’infezione, che per il resto appare dunque “asintomatica”.

Proprio perché le eruzioni cutanee sono considerate così rilevanti, gli scienziati che hanno sviluppato l’applicazione “COVID Symptom Study” e la British Association of Dermatologists (l’Associazione Britannica dei Dermatologi) hanno deciso di lanciare un sito web chiamato covidskinsigns.com che include oltre 400 immagini di questo peculiare sintomo legato alla COVID-19. L’obiettivo principale è aiutare medici e pazienti di tutto il mondo a capire se un’eruzione cutanea possa essere un sintomo dell’infezione da coronavirus. Le immagini sono state selezionate da un team di dermatologi esperti fra un totale di circa 4mila caricate sull’App, messa a punto dalla società britannica ZOE per aiutare gli scienziati del King’s College di Londra a raccogliere dati sui sintomi della COVID-19. In parole semplici, chi la installa può caricare anonimamente ciò che sperimenta durante l’infezione, andando a rimpinguare il database con preziose informazioni. Ad oggi l’hanno scaricata sul proprio smartphone circa 4 milioni di britannici.

Ma cosa hanno scoperto gli esperti dell’Associazione Britannica dei Dermatologi? Come indicato, nel sito sono riportate 400 immagini delle eruzioni cutanee, che sono state suddivise in otto categorie distinte. Le più diffuse sono l’eruzione cutanea di tipo alveare, con chiazze rossastre simili a quelle dell’orticaria che possono comparire in qualsiasi distretto del corpo; l’eruzione cutanea simile alla varicella (papulare e vescicolare) che interessa soprattutto gomiti, ginocchia, dorso delle mani e dorso dei piedi; e l’eruzione cutanea “COVID” che interessa le dita delle mani e dei piedi, molto simile ai geloni. Le altre categorie sono l’eczema del collo e del torace, di colore rosato, diffuso e molto pruriginoso; la purpurica caratterizzata da macchie violacee-rossastre simili a lividi; la pitiriasi rosea, con chiazze meno dense rispetto all’orticaria che in molti hanno affermato di aver sperimentato durante la pandemia; le labbra infiammate, secche e squamose; e l’esantemica virale, caratterizzata da estese chiazze che possono coprire buona parte del corpo. Le immagini di esempio, come indicato, possono essere consultate cliccando sul seguente link.

“L’associazione tra alcune eruzioni cutanee e COVID-19 è diventata sempre più chiara, ed essere in grado di riconoscerle è fondamentale per ridurre la diffusione della malattia”, ha dichiarato la professoressa Tanya Bleiker, presidente della British Association of Dermatologists. “Siamo lieti di annunciare il lancio della galleria di immagini dei segni della pelle COVID-19, con il team COVID Symptom Study. L’ampia libreria sarà una risorsa inestimabile sia per gli operatori sanitari che per il pubblico nell’aiutare a identificare le eruzioni cutanee che potrebbero indicare un’infezione da COVID-19, in particolare in coloro che sono altrimenti asintomatici”, ha aggiunto la studiosa in un comunicato stampa.

In base alle statistiche determinate dai dati raccolti attraverso l’applicazione, è emerso che il 9 percento dei pazienti positivi ha sperimentato eruzioni cutanee; c’è il doppio delle probabilità che esse si manifestino nei bambini, piuttosto che negli adulti. Le eruzioni possono manifestarsi sia prima, che durante, che dopo l’insorgenza di altri sintomi. In alcuni casi, addirittura settimane dopo. Uno dei dati più significativi risiede nel fatto che il 21 percento di chi le ha manifestate, non ha avuto alcun altro sintomo dell’infezione. Ecco perché un database come quello messo a punto dalla British Association of Dermatologists e dai ricercatori del COVID Symptom Study può essere una risorsa estremamente preziosa. Basti pensare che secondo un recente studio pubblicato su JAMA Dermatology, le eruzioni cutanee su mani e piedi potrebbero suggerire l’insorgenza di coaguli di sangue, una delle complicazioni più pericolose della COVID-19.

Fonte : Fanpage