Tracollo M5s alle regionali, Di Battista ammette: “Abbiamo perso ovunque”

La vittoria del Sì al referendum sarà pure un “risultato storico” (Di Maio dixit), ma la giornata di ieri ci ha consegnato anche un altro risultato a suo modo storico: la sconfitta, o meglio il tracollo, del M5s alle elezioni regionali. I risultati arrivati dalle urne sono impietosi, le percentuali ben al di sotto delle più infauste previsioni.

Se al Nord il M5s si è (da tempo) semplicemente vaporizzato, a preoccupare – a questo punto – è soprattutto Sud dove il M5s ha il suo zoccolo duro di elettori. In Campania, il M5s scende dal 17% del 2015 al 10% di oggi. In Puglia cinque anni fa la candidata del MoVimento ottenne il 18% che sembra oro rispetto all’11% di ieri (per giunta ottenuto anche con il sostegno di un’altra lista).

Nelle Marche, poi, la Caporetto è stata totale: il 7% contro il 19 di cinque anni fa. Del Veneto meglio non parlare: nel fortino della Lega il M5S è passato dal 10,4 al 2,7. Anche in Toscana, dove Irene Galletti si è fermata al 6,40%, il MoVimento è ormai marginale. A livello comunicativo i dirigenti pentastellati hanno provato a sviare l’attenzione dalla debacle sottolineando la “vittoria storica” ottenuta con il taglio dei Parlamentari, ma con il passare delle ore la realtà ha preso il sopravvento.  

Di Battista: “Abbiamo perso ovunque”

Ed è vero che il M5s alle elezioni locali non ha mai brillato, ma l’impressione è che questa volta non ci siano attenuanti. La sconfitta ha contribuito ad alimentare le tensioni nel partito. Alessandro Battista non usa mezze parole: “Io credo che sia stata la più grande sconfitta della storia del Movimento 5 Stelle”. “Abbiamo perso ovunque – dice Di Battista in una diretta facebook -, sia che andassimo da soli o in coalizione”, afferma. “Se c’è una cosa sgradevole del giorno dopo le elezioni è che sembra sempre abbiano vinto tutti. Così non è, occorre affrontare la realtà con onestà intellettuale e lucidità”. Un attacco a Di Maio? Al reggente Crimi? Certo è che nel M5s si respira un’aria pesante. 

“Partiamo dal referendum” dice Di Battista. “Io ero molto scettico sulla possibilità di portare a casa queste riforme. Il 70% dei voti del referendum non possono essere considerati solo un successo del MoVimento 5 Stelle. Occhio, ci andrei molto cauto: rischiamo di commettere un errore. Se il 70% ha votato sì, vuol dire che il quesito era giusto, comprensibile. Gli italiani hanno apprezzato che si intervenisse in maniera precisa e puntuale sul calderone. Ma è altrettanto vero che tante persone che hanno votato sì non apprezzano il Movimento, magari lo detestano. Un eccesso di esultanza è fuorviante, non credo sia giusto”, afferma.

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La sconfitta del M5s alle regionali, Di Battista: “La crisi è identitaria”

“Passiamo ai risultati: io credo che sia stata la più grande sconfitta della storia del MoVimento 5 Stelle” taglia corto Di Battista analizzando minuziosamente la debacle. “In questo momento – sottolinea -, parlare di alleanze è profondamente sbagliato”, dice allargando il discorso. “Non è questo il tema del momento, il tema principale è la crisi identitaria del Movimento: è innegabile, non si tratta di essere disfattisti. Il sogno al quale hanno creduto tante persone oggi è in crisi, tantissime persone non ci credono più. Molti non sanno perché votare il Movimento, che si indebolisce sempre più: questo mi preoccupa”. Parole che in vista degli Stati Generali del M5s pesano come un macigno. 
 

Fonte : Today