Da Hubble la curiosa immagine della galassia NGC 2835.

Si tratta di una particolare galassia a spirale fotografa dal telescopio spaziale Hubble, al cui interno si annida un buco nero supermassiccio con una massa pari a milioni di volte quella del nostro Sole

“NGC 2835 è una galassia a spirale, fotografata in questa immagine dal telescopio Hubble. Sebbene non possa essere visto in questa foto, esiste un buco nero supermassiccio con una massa pari a milioni di volte quella del nostro Sole, noto per annidarsi al centro di questa galassia”. Così gli esperti dell’European Space Agency, che insieme a quelli della Nasa coordinano le attività spaziali di Hubble, hanno annunciato il suggestivo scatto pubblicato sul web che riguarda la galassia NGC 2835, i cui bracci a spirale multipli danno l’illusione che quella immortalata sia quasi l’immagine “di un occhio”.

La formazione stellare

Hubble, la suggestiva immagine dell’ammasso globulare NGC 1805. FOTO

In realtà si tratta di una galassia che si trova vicino alla testa della costellazione meridionale dell’Idra, dalle dimensioni piuttosto significative se si pensa che la sua larghezza è pari a poco più della metà di quella della Via Lattea. Questa galassia a spirale è stata immortalata da Hubble nell’ambito del programma PHANGS-HST, un ampio progetto galattico che mira a studiare le connessioni tra gas freddo e stelle giovani in una varietà di galassie presenti all’interno dell’Universo locale. Proprio nel cuore di NGC 2835, una certa quantità di gas freddo e denso produce un gran numero di giovani stelle all’interno di grandi regioni di formazione stellare. Le aree blu brillante che si identificano nella foto, comunemente osservate nei bracci a spirale esterni di molte galassie, mostrano dove la luce quasi ultravioletta viene emessa più intensamente, indicando la formazione stellare recente o attualmente in corso.

La morfologia complessiva delle galassie

Come spiegano gli astrofisici, questo programma prevede di studiare e scandagliare oltre 100.000 nubi di gas e regioni di formazione stellare al di fuori della nostra Via Lattea e di chiarire molti dei collegamenti tra le nubi di gas freddo, la formazione stellare e la forma e la morfologia complessiva delle galassie stesse. Si tratta di un progetto nato in collaborazione internazionale tra gli esperti che coordinano i lavori dell’Atacama Large Millimeter Array (ALMA), un radiointerferometro situato a 5000 metri d’altitudine nel deserto di Atacama in Cile, e quelli che coordinano le attività del Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (ESO).

Fonte : Sky Tg24