Flea, dal disagio in famiglia alla dipendenza dalle droghe: la storia della tragica adolescenza del bassista dei Red Hot Chili Peppers

Oggi è un musicista famoso ma la vita per Flea, al secolo Michael Balzaray, non è stata sempre facile: durante l’infanzia, infatti, il bassista dei Red Hot Chili Peppers ha dovuto affrontare e superare molti traumi, un fattore che lo accomuna a molti altri artisti.

La situazione della sua famiglia era molto complicata: in un’intervista al Guardian, Flea ha raccontato di essere cresciuto in un ambiente familiare violento dovuto principalmente al fatto che i suoi genitori erano due alcolisti. Il padre se ne andò di casa quando il bassista aveva solo sei anni: in seguito i genitori divorziarono e suo padre andò a vivere in Florida, così negli anni successivi non Flea non lo vide molto spesso, sebbene lo andasse a trovare di tanto in tanto.

Tempo dopo sua madre si risposò ma con il patrigno la situazione in casa non migliorò: anche quest’uomo, infatti, era un tipo aggressivo e con il suo comportamento ha contribuito a creare un disagio nel giovane Michael, un disagio con il quale ha convissuto a lungo. In casa c’era un’atmosfera pesante, così Flea cercava di stare fuori dalle mura domestiche il più possibile. Poteva farlo facilmente, dato che i genitori non lo controllavano e lo lasciavano praticamente allo sbando. Il musicista ha raccontato che sin dall’età di 11 anni la sera usciva a fare baldoria e restava fuori spesso anche fino alle quattro del mattino. Ben presto, il giovane iniziò a fare uso di sostanze stupefacenti, prima la marijuana e poi droghe più pesanti. Come ha raccontato al Time, diventò dipendente dalle droghe da ragazzino anche perché dove viveva giravano molto facilmente e lui ha ammesso di averle provate praticamente tutte.

Per colpa della droga, in seguito Flea ha perso tre amici: morirono di overdose prima di aver compiuto 26 anni e questi eventi lo colpirono e lo cambiarono profondamente. Di fatto, lui era un sopravvissuto. Per fortuna, alla fine, il musicista è riuscito a vincere la sua battaglia: all’età di 30 anni ha deciso di dire basta alle droghe e ha concluso quella terribile esperienza durata anni. In questo processo di certo la musica lo ha aiutato molto: di recente, il bassista ha raccontato la sua difficile vita nella sua autobiografia intitolata Acid For The Children, nella quale ha preferito parlare solo di quanto ha vissuto prima di raggiungere la fama con i Red Hot Chili Peppers, focalizzandosi dunque solo sulla sua esperienza umana e tralasciando, almeno per il momento, quella musicale.

Fonte : Virgin Radio