Vince il sì al referendum per il taglio dei parlamentari

Al referendum per il taglio dei parlamentari ha vinto il sì con il 69,6 per cento dei voti, mentre il no si è fermato al 30,4 per cento, secondo i dati definitivi diffusi dal Viminale e relativi a 54.461 sezioni su 61.622. Il referendum, di tipo confermativo, è servito a “confermare” una legge costituzionale approvata per due volte dalle due camere del parlamento. Per i referendum confermativi non è necessario che sia raggiunto il quorum del 50 per cento dei votanti. L’affluenza per il referendum è stata del 53,72 per cento.

Nel caso della riforma del numero dei parlamentari, è stato possibile chiedere che fosse convocato un referendum confermativo perché la legge in ultima lettura al senato non aveva ottenuto la maggioranza dei due terzi dei voti. A chiederlo sono stati 71 senatori – appartenenti a quasi tutti i gruppi parlamentari – che hanno depositato lo scorso 10 gennaio la richiesta in corte di cassazione che ha dato il via libera al referendum il 23 gennaio.

Con la pubblicazione dei primi risultati, i leader dei partiti al governo hanno commentato la vittoria del sì. Il ministro degli esteri Luigi Di Maio, in una diretta su Facebook, ha detto: “Qualcuno ha tentato di trasformare il referendum costituzionale in un referendum contro il governo e ha ricevuto un boomerang visto il risultato. Molti cittadini che hanno votato no credo sentissero il bisogno di sciogliere il nodo della legge elettorale, che sarà un altro passo fondamentale dopo il referendum”. Anche il segretario del Partito democratico ha preso la parola dicendo: “Si conferma che il Pd è forza del cambiamento, garante anche in questa legislatura di un percorso di innovazione e modernizzazione delle istituzioni di cui da sempre sentiamo il bisogno”.

Cosa cambia
Dopo la vittoria del sì al referendum saranno modificate diverse norme costituzionali. La riforma è composta da quattro articoli:

Fonte : Internazionale