Referendum 2020, gli exit poll: il sì oltre il 60% dei voti

Urne chiuse alle 15:00, poi al via le operazioni di spoglio delle schede per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Si tratta di un referendum confermativo, quindi non è previsto il raggiungimento di un quorum per essere valido. 

In base ai dati del Viminale sono chiamati alle urne per il referendum confermativo della riforma sul taglio dei parlamentari 46.415.806 elettori, in un totale di 61.622 sezioni. Gli elettori residenti all’estero, che votano per corrispondenza, sono 4.537.308. Alle 23 di ieri l’affluenza era vicina al 40%, precisamente il 39,40%, ed è possibile che alla chiusura dei seggi oggi si arrivi al 50% dei votati.

Referendum, risultati e exit poll

Secondo l’exit poll delle 15 di Consorzio Opinio per Rai, il sì è in netto vantaggio sul no. Queste le proporzioni: sì 60-64%, no 36-40%.

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Referendum, sì o no

Questo il quesito del referendum: ” Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”. Se dovesse vincere il sì, il numero dei parlamentari eletti passerebbe da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato. Se dovesse vincere il no invece i parlamentari resterebbero 945.

Gli elettori sono infatti chiamati a confermare o bocciare quindi la riforma degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione italiana, modifica approvata dal Parlamento l’anno scorso che prevede il taglio dei parlamentari, riducendo l’attuale numero da 945 a 600, per un totale di 400 deputati (ad oggi sono 630) e di 200 senatori (al momento sono 315), mantenendo i senatori a vita (ma riducendone il numero, al massimo 5 in totale).

Prevista anche una diminuzione dei parlamentari all’estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4. Se dovesse vincere il sì, il taglio dei parlamentari entrerà in vigore dopo le prossime elezioni politiche. I senatori a vita, nominati dal Presidente della Repubblica per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario rimarranno ma non potranno essere più di cinque: finora cinque senatori erano quelli che ciascun Capo dello Stato poteva nominare in base all’articolo 59 della Costituzione. Si tratta del quarto referendum confermativo della Storia della Repubblica italiana.

Il referendum taglia parlamentari e rappresentanza ma quanto si risparmia davvero? 

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Fonte : Today