La Nasa è pronta a testare Splice, innovativo sistema d’atterraggio automatico

La nuova tecnologia di precisione utilizza i laser e sarà utile per le future missioni umane su Luna e Marte

La Nasa sta sviluppando una tecnologia basata sul laser che incrementerà la precisione dell’atterraggio dei veicoli spaziali su Luna e Marte nelle future missioni umane. Tutto ciò rientra nell’ambito del progetto “Safe and Precise Landing – Integrated Capabilities Evolution”, abbreviato con Splice. La tecnologia sarà sottoposta a test sui prossimi lanci del razzo suborbitale New Shepard di Blue Origin, durante il ritorno sulla terra. Sul nostro pianeta, queste scoperte potrebbero essere utili nel settore automobilistico nello sviluppo di sistemi guida automatica più capaci sia nella navigazione e che nell’evitare gli ostacoli.

Il sistema di atterraggio Splice

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Con la messa a punto del “Safe and Precise Landing – Integrated Capabilities Evolution” i futuri lander potranno utilizzare una suite completa di tecnologia con sensori di nuova generazione, telecamere, algoritmi specializzati e un computer ad alte prestazioni per voli spaziali che funzionano tutti di concerto. Gli ingegneri della Nasa stanno progettando questo approccio con l’obiettivo di gestire in sicurezza nuove missioni sulla Luna e su Marte, che potrebbero includere la fornitura di tonnellate di attrezzature scientifiche. Gli astronauti avranno quindi la necessità di sbarcare entro poche centinaia di metri l’uno dall’altro e solo un sistema di atterraggio di precisione e di prevenzione dei rischi può renderlo possibile. Il rover Curiosity, ad esempio, ha un’area di atterraggio di 12 miglia di lunghezza e 4 miglia di larghezza. 

Luna

Dati più precisi ed efficienti

Splice utilizza una funzione chiamata navigazione Doppler Lidar, o Ndl, che rileva il movimento e la velocità degli oggetti distanti, così come il moto proprio della navicella rispetto al suolo (come velocità, altezza, rotolamento e altitudine). Il suo co-inventore Farzin Amzajerdian ha spiegato che la frequenza del laser del sistema è di almeno tre ordini di grandezza superiore ai radar. “La frequenza più elevata si traduce in dati di maggiore precisione e sensori potenzialmente più efficienti e compatti” ha detto, e “la velocità o la velocità è ottenuta utilizzando l’effetto Doppler”. Cioè, la frequenza di ritorno della luce laser varierà a ogni rimbalzo a terra durante l’avvicinamento alla superficie della navicella. Quindi un veicolo spaziale avrà a disposizione dati precisi per verificare esattamente quanto velocemente si sta muovendo verso il suolo e in quale angolo.

Fonte : Sky Tg24