È stata scoperta l’estinzione di massa che ha generato il mondo in cui viviamo

È databile a circa 233 milioni di anni fa ed è stata studiata da un team di ricercatori italiani. Alla scomparsa di molte specie, in quel periodo remoto si affiancò l’apparizione di vari animali, inclusi i dinosauri e i primi mammiferi

(foto: via Pixabay)

Tutto è cambiato 233 milioni di anni fa, quando una nuova violenta estinzione di massa ha portato alla scomparsa di varie specie animali e all’apparizione e alla rapida espansione di numerose altre categorie di esseri viventi, compresi i dinosauri. A scoprirla è un gruppo coordinato da Jacopo Dal Corso della China University of Geosciences, di cui fanno parte anche altri ricercatori italiani delle università di Padova e Ferrara, del Cnr, del Muse – Museo delle scienze di Trento e del Museo di scienze naturali dell’Alto Adige. Chiamata dagli scienziati Episodio pluviale carnico, questa estinzione di massa sarebbe alla base non solo di una grande estinzione, ma anche della diffusione di numerose  famiglie, generi e specie di animali che sono arrivate anche ai giorni nostri. Finora, negli ultimi 500 milioni di anni le grandi estinzioni – le principali e di maggiore impatto – sono cinque, a cui si aggiunge questa nuova. I risultati sono stati pubblicati su Science Advances.

Cosa dice lo studio

Gli scienziati hanno analizzato i dati di numerosi campioni fossili, prelevati da rocce sedimentarie (principalmente arenarie), nel Regno Unito e nelle Dolomiti, e hanno esaminato rocce vulcaniche rintracciate nel Canada occidentale e negli Stati Uniti. Dalle indagini dei resti e degli studi già disponibili in materia si sono accorti di una rilevante perdita della biodiversità negli oceani e sulle terre emerse – circa il 40-50% delle specie – e ancora più sorprendentemente di una comparsa e una rapida diversificazione di vari animali e vegetali fino ad allora poco diffusi. In altre parole, hanno individuato una nuova grande estinzione di massa, databile a circa 233 milioni di anni fa.

La prima grande estinzione risale a ben circa 450 milioni di anni fa, la più recente a circa 65 milioni di anni fa. Il nuovo evento si collocherebbe in mezzo, in un periodo del tardo Triassico, in particolare nel Carnico (che va da circa 237 a 227 milioni di anni fa) ed è stata datata in un periodo che va da 234 a 232 milioni di anni fa. “Questo importante evento ha avuto un effetto determinante sull’evoluzione della Terra e sulla vita”, ha spiegato a Wired Andrea Marzoli, coautore del lavoro e ricercatore all’università di Padova, “con animali e piante che sono arrivati fino ai giorni nostri”.

Gli animali scomparsi e quelli apparsi

Rettili molto primitivi e vari vertebrati sono stati sopraffatti e si sono estinti. A differenza di altre grandi estinzioni, sottolinea Marzoli, “all’ampia estinzione di numerose specie si è affiancata una rapida radiazione (diversificazione) di nuove specie prima inesistenti, dato che molti animali e piante hanno al contrario tratto vantaggio dalle mutate condizioni climatiche alla base dell’evento”. Questa crescita sarebbe iniziata appunto 233 milioni di anni fa e continuata fino alla successiva grande estinzione di massa, alla fine del Triassico, circa 201 milioni di anni fa. Insomma, tanti animali sono apparsi e si sono rapidamente diffusi. “Fra questi i dinosauri, di cui alcuni esemplari – pochi – esistevano c’erano già da 20 milioni di anni ma erano molto poco diffusi e diversificati”, specifica Marzoli. “Ma anche i primi mammiferi come piccoli roditori, le prime tartarughe, coccodrilli, lucertole, coralli e piante fra cui conifere”. Insomma, un mondo nuovo. Qui un’immagine del cambiamento.

estinzione di massa(foto: D. Bonadonna/ Muse, Trento

Fra le cause, le eruzioni vulcaniche nella Wrangellia

Ma perché alcuni animali hanno dovuto soccombere e altri si sono rafforzati? Secondo gli autori cause della grande estinzione di massa sarebbero da rintracciare in massicce eruzioni vulcaniche nella provincia di Wrangellia, che includeva una parte dell’Alaska e del Canada occidentale. “Si tratta ancora di un’ipotesi da confermare”, sottolinea l’esperto, “ma è possibile che nel Carnico vi fu un’enorme eruzione vulcanica che produsse circa un milione di chilometri cubi di magma”. Le eruzioni, prosegue, iniettarono in atmosfera enormi quantità di gas serra come l’anidride carbonica, che portarono ad un riscaldamento globale. Se l’eruzione fu l’interruttore di questo grande cambiamento, i gas rilasciati in atmosfera, il forte aumento delle temperature e l’assenza di ossigeno negli oceani causò la scomparsa di molte specie.

Nella fase subito successiva, il riscaldamento globale che accompagnò questo evento comportò anche un forte aumento delle precipitazioni: di qui il riferimento ad un periodo “pluviale”, che durò circa 1 milione di anni, e il nome Episodio Pluviale Carnico della nuova estinzione di massa. “Proprio queste precipitazioni favorirono numerosi animali e piante”, spiega Marzoli, “a differenza di altre grandi estinzioni di massa caratterizzate soltanto dall’estinzione delle specie”.

Ora i ricercatori studieranno meglio le rocce vulcaniche in Canada per avere nuovi indizi. Nelle conclusioni si legge scrivono che saranno utili altre indagini stratigrafiche delle rocce per fornire dei limiti ancora più precisi del periodo dell’estinzione e il collegamento con l’Evento Pluviale Carnico. Analisi fisiche e geochimiche, inoltre, serviranno a ricostruire alcune caratteristiche degli oceani e dell’atmosfera e a comprendere meglio cosa è realmente avvenuto. Queste informazioni sono utili anche per studiare gli attuali cambiamenti climatici, dato che potremmo essere a un passo da una nuova estinzione di massa.

Fonte : Wired