The Last Scout – L’ultima Missione, recensione dello sci-fi su Prime Video

Nel 2065 sul pianeta Terra ha avuto luogo una disastrosa guerra nucleare. Sette anni prima dell’attuale presente filmico il mondo come lo conosciamo è stato completamente distrutto nell’arco di appena 67 minuti: le bombe vennero sganciate così rapidamente che nessuno ebbe il tempo di salutarsi, di pregare o di dire addio ai propri cari. I pochi esseri umani sopravvissuti nel mondo post-apocalittico fuggirono con delle astronavi da esplorazione alla volta di tutti gli angoli conosciuti dell’universo, in cerca di un nuovo pianeta da poter chiamare casa.
Il background qui introdotto viene esposto in un lungo voice-over che apre i cento minuti di visione di The Last Scout – L’ultima missione, film di fantascienza frutto di una co-produzione europea tra Regno Unito e Germania e distribuito pressoché ovunque direttamente nel mercato on demand.

Un viaggio per sopravvivere

La forzata e scontata sinossi, accompagnata da immagini paesaggistiche, è già il primo sintomo del basso budget a disposizione con cui deve fare i conti la messa in scena. Messa in scena che, seguendo la canonica tradizione di genere, ci trasporta all’interno di un’astronave, una delle tante alla ricerca di un nuovo globo potenzialmente abitabile, e introduce alle ovvie dinamiche tra i passeggeri di questo viaggio intergalattico dal quale potrebbe dipendere il destino dell’umanità intera.
Un equipaggio ridotto nel quale ognuno dei componenti ha una specifica mansione: dall’ingegnere al medico di bordo, dal pilota allo scienziato fino al tormentato capitano e a una bambina salvata prima dell’apocalisse terrestre.
Quando si scopre che il carburante non potrà garantire un viaggio di ritorno, la comparsa di un’astronave abbandonata potrebbe rivelarsi un’ancora di salvezza ma nascondere altrettante insidie.

Mancanza di mezzi e di idee

L’approccio tentato vorrebbe ricordare opere del calibro di Interstellar (2014) e Sunshine (2007) nella missione intrapresa dai protagonisti, esploratori di un universo insidioso e ricco di pericoli.
Le basse finanze a disposizione castrano purtroppo qualsiasi ambizione sul nascere fin dai primi minuti, dove gli effetti speciali in CG si manifestano in tutta la loro carenza e la poca ispirazione del design di tute e astronavi fa il resto.
Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, The Last Scout – L’ultima missione cerca di prendere qua e là da vari titoli a tema, con passaggi che citano atmosfere più orrorifiche o visionarie e gesta eroiche e sacrificali compiute da alcune delle figure coinvolte, alla ricerca di una tensione drammatica che non riesce però mai a coinvolgere lo spettatore.
Demerito da imputare sia alla mal oculata gestione dei dialoghi – a tratti imbarazzanti – che alla scarsa caratterizzazione dei personaggi, tutti ricalcati su facili stereotipi e interpretati da un cast oggettivamente non all’altezza, almeno in quest’occasione.

Il paio di colpi di scena nelle fasi finali smuove parzialmente la staticità narrativa ma è ormai troppo tardi e gran parte del pubblico avrà già facilmente perso interesse per quanto accade su schermo.
Il regista Simon Phillips, attore che si è riciclato da qualche tempo anche dall’altro lato della macchina da presa e si è ritagliato anche qui un ruolo secondario, paga sicuramente la concezione low-budget dell’insieme ma qualche idea in più non sarebbe guastata per rendere il tutto almeno gradevole.

Fonte : Everyeye