La Next Generation protagonista del quinto appuntamento del Wired Next Fest

Nella giornata dedicata ai talenti del domani sono saliti sul palco scienziati, musicisti, artisti, attivisti, scrittori ed esperti di tecnologia e digitale. Dal contrasto all’odio online all’omofobia, dalle malattie neurodegenerative al diritto alla privacy, ecco di cosa si è parlato

Si è aperto e chiuso nel segno della musica il quinto appuntamento del Wired Next Fest 2020, lungo tutto il pomeriggio di giovedì 17 settembre. I primi a calcare il palco sono stati i ragazzi de Lo Stato sociale, che in occasione dell’uscita del loro primo docufilm, La piazza della mia città, hanno raccontato il territorio e la realtà urbana da cui arrivano: Bologna. “Tutto prende le mosse dal concerto del 2018 in piazza Maggiore, che è stato l’input per raccontare una serie di valori e di ideali che rendono la realtà bolognese così ricca e così unica nel suo genere”, hanno spiegato. “Un lungometraggio in controtendenza con i tempi ipertecnologici che viviamo oggi, in cui le persone vengono a mancare nella loro fisicità in piazza, e si digitalizzano fino a diventare di fatto degli elettrodomestici estesi.

wired_next_fest_1Lo Stato sociale al Wired Next Fest 2020

“Cosa faremo da grandi?” è invece stata la domanda da cui si è sviluppato l’ultimo evento e performance musicale della giornata, in compagnia del cantautore Lucio Corsi. “Lo strumento principale di qualunque lavoro artistico è la fantasia, ha detto, paragonandola a una lente di ingrandimento, a un binocolo o a un cannocchiale, che può ingrandire o rimpicciolire le cose. “Nell’arte non ci si deve limitare a descrivere il mondo come appare”, ha aggiunto, “ma bisogna cercare di cambiarlo con le parole, smontarlo e ricostruirlo, evitando di cadere nella banalità.

Filo conduttore della giornata sono stati i giovani, e in particolare la Next Generation come Wired ha deciso di chiamarla in un suo nuovo spazio editoriale. Largo ai giovani, dunque, a partire da Giulio Deangeli, giovanissimo e prodigioso plurilaureato che ha deciso di dedicare la sua vita alla ricerca nell’ambito delle malattie neurodegenerative. “Per studiare questi temi serve avere un bagaglio ampio di conoscenze”, ha chiarito, citando dalla medicina alla matematica, dall’ingegneria alla microbiologia. “Se si conosce solo una disciplina si diventa meri esecutori di quella materia, mentre avere un armamentario vasto permette di esprimersi anche artisticamente nel fare ricerca”. Di sfide e di intelligenza si è discusso anche con il presidente di Mensa Italia Manuel Cuni, in arte Immanuel Casto, secondo cui “oggi l’umanità non è diventata più stupida, ma il progresso tecnologico è più veloce di quello culturale, quindi ci ha resi come società più vulnerabili alla manipolazione. Quando vengono a mancare anche le forme embrionali di alfabetizzazione digitale, in altri termini, qualcuno può sfruttare questa ignoranza delle persone per finalità che vanno dal marketing alla distorsione del pensiero.

wired_next_fest_2Manuel Cuni al Wired Next Fest 2020

Senza soluzione di continuità, sulle criticità legate al digitale ci si è confrontati anche con Antonio Casilli della School for Advanced studies in the social science, che si è concentrato su concetti come il digital labour, gli operai digitali e i cosiddetti schiavi del click. “Quella che oggi chiamiamo intelligenza artificiale è in realtà un esercito di burattini”, ha detto dal palco virtuale del festival. “Il lavoro si sta facendo parcellizzato e soprattutto dataficato, ossia l’unica cosa che conta è il numero di click e di informazioni digitali che si creano, anche in mestieri come il fattorino, dove la consegna del cibo non è di fatto il valore principale fornito dal lavoratore.

Un elemento, quello del dato, che è tornato potente anche nella chiacchierata con l’attivista Max Schrems, celebre per aver vinto contro Facebook una causa sul trasferimento dei dati tra Unione Europea e Stati Uniti. “Il regolamento Gdpr non è sufficiente”, ha chiarito, “perché, nonostante la norma sia molto puntuale, il 99% dei casi di violazione resta in sospeso e non porta a reali conseguenze”.  Quello alla privacy è un diritto fondamentale, e come tale non può essere mercificato: “Proprio come il diritto al voto, ma a differenza di quest’ultimo al momento funziona solo sulla carta”.

wired_next_fest_4Max Schrems al Wired Next Fest 2020

Tema centrale e trasversale del pomeriggio è stato anche la progettazione del futuro. Anzitutto attraverso l’esempio del distretto milanese Mind, una città invisibile che è in fase di sviluppo e ideazione. “Di un quartiere abbiamo spesso in mente la parte materiale fatta di edifici e infrasfrutture, hanno spiegato l’art director Edoardo Nardella e la digital strategist Gaia Bregalanti, “ma c’è poi tutta la parte immateriale fatta di relazioni, di scambi tra centro e periferia, di persone con una propria mentalità e sensibilità”. Se Mind avrà successo, infatti, sarà sia per il costruito sia per l’ecosistema dell’innovazione che riuscirà a mettere in piedi, coinvolgendo le nuove generazioni, facilitando contaminazioni e contrastando le forme di discriminazione e bullismo.

Progettualità che in senso più ampio oggi tocca anche la didattica: “C’era l’idea che la didattica a distanza fosse un po’ di serie B”, ha spiegato la managing director di Metid Susanna Sancassani, “ma oggi gli studenti universitari chiedono apparentemente di restare online, tanto hanno apprezzato la nuova dimensione tecnologica dell’insegnamento”. Senza dimenticare però la necessità di rimettere in piedi un’intera economia: “Tra febbraio e aprile si è perso tutto quello che si era guadagnato in 10 anni di ripresa dopo la crisi finanziaria”, ha aggiunto Stefano Scarpetta dell’Ocse, sottolineando come il dato reale sulla disoccupazione possa essere anche peggiore di quello che emerge dalle cifre ufficiali.

Altra protagonista indiscussa di questo appuntamento del Wired Next Fest è stata l’arte. Ancora di musica, con un occhio al futuro, si è parlato con Samuel, che ha tentato di interpretare l’impatto della Covid-19 sulla produzione artistica. “Il periodo pandemico ha determinato un distacco dal tempo, ha detto, “dalle scadenze e da quell’ansia che è generata dalla vita che gira intorno. Per due mesi la vita si è fermata, in termini di lavoro ma anche di emotività e di orari, accendendo però la creatività.

wired_next_fest_3Samuel al Wired Next Fest 2020

E se da un lato Mika ha annunciato il suo prossimo show (il 19 settembre) per tenere accesi i riflettori e dare una mano alla sua Beirut, città dove e nato e che ora è devastata dalla doppia esplosione del 4 agosto scorso, dall’altro sull’arte di raccontare se stessi attraverso la parola scritta e il fumetto si sono confrontati Jonathan Bazzi e Fumettibrutti (Josephine Yole Signorelli).

“Stiamo vivendo un momento di rivoluzione, grazie ai social che immettono nella testa delle persone più idee e punti di vista che in passato”, ha sostenuto Bazzi. “Ma i fatti di cronaca dimostrano come questo non sia affatto sufficiente“. Signorelli ha invece aggiunto che “molte persone giovani sentono il bisogno di confrontarsi apertamente su aspetti come la sessualità, ma gli adulti spesso ignorano che ci siano questi temi e che i più giovani ne discutano tra loro”.

Di omofobia, sessualità e odio in rete ha parlato anche lo stand-up comedian Daniele Gattano, che ha affrontato il tema anche in prospettiva storica. “Non possiamo sapere se Giacomo Leopardi abbia avuto una storia con Antonio Ranieri. Il punto però è che Leopardi scrisse a Ranieri dicendo che stava ricevendo omofobia per il loro rapporto molto stretto”. Insomma, al di là delle ricostruzioni storiche della vita di Leopardi, vediamo che dal punto di vista delle discriminazioni non molto è cambiato da allora. Eccezion fatta, forse, per i social abitati dai più giovani. “Su TikTok gli utenti si sentono più liberi e sono più interattivi, mentre Facebook viene usato più per commenti negativi che per apprezzamenti o approfondimenti”, hanno spiegato Momo e Raissa, aggiungendo che è fondamentale non stare a soffermarsi sui pregiudizi di antico retaggio da parte delle famiglie o di una parte della popolazione.

Infine, arte come cinematografia, con Spaccapietre dei fratelli De Serio, presentato al Festival del cinema a Venezia. “Oggi c’è non soltanto un interesse nelle storie insolite”, ha raccontato Massimiliano De Serio, “ma anche una voglia di non accomodarsi troppo, di scoprire, di essere turbati e sconvolti con le immagini, non solo di essere riappacificati con se stessi e sentirsi a posto con la propria coscienza”. Ed ecco perché parlare di caporalato e della drammatica morte dei lavoratori sfruttati rappresenta anche una possibilità di riscatto e di rinascita.

“Il segreto per avere successo online”, o semplicemente per starci bene, “è condividere una quotidianità e un divertimento che gli altri possano percepire anche attraverso uno schermo”, ha spiegato l giovanissima attrice Mariasole Pollio. Se l’ambizione è quella di fare l’influencer, si può restare sul web, ha aggiunto Niccolò Vecchiotti di Newco Management, “ma per altri mestieri c’è bisogno di andare altrove, di trovare difficoltà e sfide diverse. Oggi chi vuole fare una carriera da presentatore, per esempio, la vuole fare a Sanremo o a X Factor, non online sui social”.

wired_next_fest_5Mariasole Pollio e Niccolò Vecchiotti al Wired Next Fest 2020

Protagoniste del primo appuntamento settembrino con il Wired Next Fest non potevano che essere anche la scienza e la tecnologia. “All’estero ci sono molti giovani italiani che fanno scienza: è giusto che la scienza abbia un respiro internazionale, e lo scienziato italiano che ha studiato all’estero può dare una marcia in più alla ricerca italiana, anche se c’è molta competizione perché siamo in tanti”, ha raccontato la ricercatrice Airc Francesca Citron. Nello stesso panel, anche l’ambasciatore Airc e giocatore di Serie A Lorenzo De Silvestri, che ha spiegato come lo sport oggi sia diventato internazionale e globale, proprio come la ricerca scientifica. “I social media spesso vengono usati in modo negativo”, ha aggiunto “mentre li si può usare in modo positivo anche per avvicinare le persone alla ricerca scientifica”.

Sul fronte hi-tech, Isabella Lazzini di Huawei ha invece raccontato del programma Seeds for the future, che coinvolge oltre 6mila giovani ogni anno in tutto il mondo per avvicinarli alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione per condividere pensieri e favorire l’innovazione. “Dal lockdown in avanti abbiamo capito che la tecnologia aiuta a rimanere connessi, ha spiegato. “Si è virato molto sull’online, anche per servizi come il centro assistenza, l’ecommerce e l’assistenza alla vendita”.

Il Wired Next Fest 2020 è un festival on-line e on-site lungo da giugno a settembre. Il palinsesto, infatti, proseguirà con l’appuntamento del 30 settembre, dedicato alla nuova normalità, e poi si concluderà con il gran finale del 9 e 10 ottobre a Milano, dagli Ibm Studios in piazza Gae Aulenti.

Realizzato in collaborazione con Audi, il Wired Next Fest è reso possibile anche grazie al supporto dei seguenti partner.

Mobile partner:
Huawei

Main partner:
E-DistribuzioneMastercardNexiUniCreditVodafone

Technical partner:
Sts Communication

Event supporter:
Mind Milano

Production:
Piano B

Content partner:
Fondazione Airc

Fonte : Wired