Lukashenko ha chiuso i confini della Bielorussia con l’Ue

Il presidente biellorusso Lukashenko durante il recente incontro a Sochi con Putin

La Bielorussia ha chiuso i confini occidentali con i Paesi della Ue, Lituania e Polonia. Lo ha annunciato Alexander Lukashenko che ha anche detto di aver rafforzato la difesa sul confine con l’Ucraina. Poi si è rivolto alle popolazioni dei tre Paesi confinanti: “fermate i vostri politici insensati, non permettetegli di scatenare una guerra”.

“Siamo costretti a ritirare le truppe dalle strade e mobilitare la metà dell’esercito e chiudere le frontiere occidentali, in primo luogo con Lituania e Polonia”, ha detto il presidente bielorusso secondo quanto riporta l’agenzia Interfax. “Siamo costretti a rafforzare le frontiere, purtroppo, con il Paese fraterno dell’Ucraina” ha detto ancora.

Il Lukashenko ha messo in allerta massima l’esercito

La decisione di Lukashenko riflette la sua posizione, più volte ripetuta, secondo cui le proteste contro la sua leadership autoritaria a seguito delle contestate elezioni del 9 agosto sarebbero organizzate dai Paesi occidentali. 

Oggi il presidente ucraino, Volodimir Zelensku, ha annunciato l’inizio manovre militari congiunte dell’esercito ucraino con le forze della Nato nei pressi della frontiera con la Bielorussia. L’esercitazione, che durerà fino al 25 settembre, interessa 4mila soldati, in maggioranza ucraini.

Le sanzioni europee alla Biellorussia senza il voto della Lega

Proprio oggi il Parlamento europeo ha adottato la linea dura delle sanzioni contro il presidente bielorusso condannandolo per le violente repressioni degli oppositori. Secondo la risoluzione votata dall’eurocamera “una volta scaduto, il 5 novembre, il mandato del leader autoritario uscente” Lukashenko non sarà più riconosciuto come Presidente del Paese.

Il testo è stato approvato a larga maggioranza ma senza i voti degli eurodeputati della Lega che si sono astenuti. Una posizione duramente criticata dal segretario dem Zingaretti e dal capodelegazione del Pd al Parlamento Europeo Benifei che ha definito la scelta del partito di Salvini un favore a Putin.

Intanto l’Unione europea, che non riconosce Lukashenko come presidente, si prepara a imporre sanzioni ai funzionari del regime. Misure che verranno discusse dai ministri degli esteri lunedì prossimo e poi sottoposte ai leader europei al vertice del 24 e 25 settembre. E sempre lunedì a Bruxelles alla riunione dei capi delle diplomazie dei 27 sarà presente anche Svetlana Tikhanovskaya, la principale candidata dell’opposizione alle contestatissime presidenziali, costretta a trasferirsi in Lituania subito dopo il voto.

Sanzioni alla Russia, la Lega vota no 

Nelle stesse ore l’Eurocamera ha adottato una dura presa di posizione anche sul dossier dell’avvelenamento dell’oppositore russo Alexei Navalny chiedendo l’avvio immediato di un’indagine internazionale sul caso e sulle presunte violazioni degli impegni internazionali in materia di armi chimiche della Russia, esortando Mosca a cooperare pienamente. Il Parlamento Ue ha anche invitato gli Stati membri ad adottare una posizione chiara, in particolare mettendo rapidamente in atto misure restrittive ambiziose contro la Russia e rafforzando quelle già esistenti. La Lega ha votato contro, il Pd ha dato il proprio assenso al testo insieme a Forza Italia, mentre gli eurodeputati pentastellati si sono astenuti come ha fatto anche Fratelli d’Italia. 

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Fonte : Today