Law & Order, 5 cose da sapere sul franchise crime più imponente di sempre

La mente dietro all’universo di Law & Order è sicuramente Dick Wolf, suo creatore e divenuto oggi uno dei produttori più affermati della tv statunitense. Dopo un inizio di carriera come copywriter pubblicitario, Wolf iniziò a scrivere sceneggiature alla fine degli anni Ottanta, lavorando in film come Masquerade e poi in serie tv come Hill Street Blues e Miami Vice. Nel 1988 gli venne l’idea di dare una rappresentazione realistica ma anche ottimistica del sistema giudiziario americano, mettendo insieme le due facce della lotta al crimine (la polizia e gli avvocati, in particolare i pubblici ministeri): nonostante ci fosse stata una sfortunata serie del 1963 dal simile concetto, Arrest and Trial, e il network Fox avesse inizialmente ordinato gli episodi per poi cambiare idea, Law & Order divenne finalmente realtà (e subito un successo) sulla Cbs nel 1990. Oltre a moltiplicare questo franchise, Wolf creò poi numerose altre serie, come New York Undercover, il reality Crime and Punishment, Fbi e più di recente un altro fortunato franchise, quella che racchiude Chicago Med, Chicago Pd e Chicago Fire Law & Order iniziò appunto nel 1990 e durò per dodici stagioni, concludendosi nel maggio 2010. Numerosi protagonisti si sono succeduti nel cast (i più memorabili sono stati interpretati da Jerry Orbach e Chris Noth) ma certi elementi sono rimasti sempre gli stessi, come l’alternanza fra indagini e aula e soprattutto il profondo radicamento al colore locale di New York. Nel frattempo sono stati creati numerosi spin-off che si sono succeduti nel tempo: Criminal Intent (con un magnifico Vincent D’Onofrio fra i protagonisti) si occupava di crimini di alto profilo e durò per dieci stagioni dal 2001 al 2011; Trial by Jury era focalizzato sulla preparazione legale dei casi e andò in onda per una stagione nel 2005; Law & Order: LA spostò l’azione a Los Angeles, ma anch’essa fu cancellata dopo una stagione nel 2011; nel 2016 è invece iniziata Law & Order: True Crime, serie antologica su fatti di cronaca reali e particolarmente clamorosi (il primo ciclo, The Menendez Murders aveva come protagonista Edie Falco). In arrivo, secondo i piani annunciati da Cbs, anche Law & Order: Hate Crimes, dedicata ai crimini d’odio e che sarà con tutta probabilità destinata allo streaming Peacock. Il franchise ha anche originato un film, Exiled del 1998, cinque videogiochi e diversi crossover con serie sia interne che esterne alla saga stessa, senza considerare gli adattamenti esteri in Francia, Russia e Regno Unito Il primo spin-off della saga, però, in realtà è stato Law & Order: Special Victims Unit, l’unica derivazione ancora attualmente in onda e rivelatosi, arrivando quest’anno alla 22esima stagione, il titolo più longevo di tutto il franchise (nonché la serie drama più longeva di tutto il primetime americano). La serie, che ha fatto il suo debutto nel 1999, segue le vicende dell’unità speciale della polizia di Manhattan, specializzata in crimini a sfondo sessuale, in particolare quelli rivolti a bambini, anziani e giovani. Nonostante le trame spesso davvero molto crude, la serie ha avuto un immediato e duraturo successo, anche grazie alla chimica fra i due protagonisti, gli investigatori della polizia di New York Olivia Benson (Mariska Hargitay) e Elliot Stabler (Christopher Meloni). Dopo la dodicesima stagione, Meloni lasciò il cast per dedicarsi altri progetti, favorendo così la promozione nella storia di Benson a capitano e dando centralità maggiore al personaggi di Hargitay. Nel marzo 2020, però, è stato annunciato che Meloni riprenderà il ruolo di Stabler in uno spin-off di SVU, intitolato Law & Order: Organized Crimes, nel quale lo si seguirà proprio nel suo nuovo ruolo di capo di una task force contro il crimine organizzato Una delle caratteristiche che unisce tutto il franchise di Law & Order è un elemento davvero distintivo e riconoscibile, qualcosa che rende immediatamente chiaro agli spettatori in che tipo di serie si trovano. È un suono di pochi secondi, una specie di dun dun o chung chung rielaborato digitalmente e sovrapposto a altri suoni per ottenere qualcosa di metallico e altamente simbolico: basta questo suono, utilizzato come raccordo nei cambi di scena dei vari episodi, per evocare un’atmosfera ben precisa. L’effetto sonoro, divenuto letteralmente iconico, è opera di Mike Post, celeberrimo compositore delle colonne sonore di numerose serie tv (The A Team, Magnum PI, Renegade ecc.) e che per il suo lavoro ha vinto svariati Grammy ed Emmy. Alcuni ci sentono il martelletto di un giudice, altri delle catene che sbattono; a risolvere il mistero è lo stesso Post in un’intervista a Entertainment Weekly: “Lo penso come il suono stilizzato delle serrature di una cella che scattano. Volevo qualcosa che fosse distintivo ma non troppo letterale, ovvio”, ha dichiarato aggiungendo di aver sovrapposto sei o sette suoni diversi per ottenere il risultato che tutti ricordiamo Una delle caratteristiche salienti che contraddistinguono queste serie, e in particolare l’originale Law & Order e lo spin-off Special Victims Unit, è quello di basare diversi episodi su veri casi di cronaca di cui magari si è parlato molto sui giornali. Sono i cosiddetti episodi “ripped from the headlines”, ovvero strappati ai titoli dei quotidiani. Sebbene un disclaimer all’inizio delle puntate sottolinei come d’abitudine che tutti i fatti e i personaggi narrati siano oggetto di fantasia, sono innegabili i riferimenti alla cronaca reale. Fra i casi più eclatanti un episodio che ricorda il caso di Bernhard Goetz, che aveva sparato nel 1984 a dei ragazzi che avevano tentato di rapinarlo, oppure quello di Tawana Brawley, una quindicenne afroamericana che nel 1987 aveva inscenato una violenza sessuale. Una delle vittime che ha visto la propria storia riprodotta nella serie, Ravi Batra, ha anche fatto causa nel 2004 alla produzione. Uno dei casi più recenti è un episodio di SVU della 21esima stagione in cui Benson indaga su un megaproduttore che ha approfittato della sua posizione per violentare diverse aspiranti attrici, un chiaro riferimento allo scandalo di Harvey Weinstein

Fonte : Wired