Allenamento propriocettivo: cos’è e come funziona

La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, senza il supporto della vista. Descritta da Charles Scott Sherrington è considerata un sesto senso in quanto è regolata da una parte specifica del cervello. La propriocezione assume un’importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento tramite i neuroni di feedback sensoriale, proprio per questo motivo è una pratica che viene utilizzata efficacemente anche in fisioterapia di recupero ed in allenamenti sportivi.

La propriocezione è resa possibile grazie alla presenza di specifici recettori, detti recettori propriocettivi o cinestetici, sensibili alle variazioni delle posture del corpo e dei segmenti corporei, che inviano i propri segnali ad alcune particolari aree encefaliche. I recettori propriocettivi sono costituiti dalle terminazioni nervose che danno inizio al processo neurofisiologico della propriocezione. Tali recettori inviano impulsi che, attraverso il midollo spinale, giungono alle aree cerebrali deputate all’elaborazione delle informazioni sulla posizione e sul movimento, necessarie per l’esecuzione corretta del movimento stesso. Potremmo definirla come un senso di auto-movimento e posizione mediata dai propriocettori, i neuroni meccanosensoriali situati all’interno di muscoli, tendini e articolazioni che ci aiutano a percepire i movimenti in rapporto allo spazio che ci circonda. Esiste una particolare tipologia di allenamento basato su questo tipo di sensibilità, stiamo parlando dell’allenamento propriocettivo.

L’allenamento propriocettivo

A caratterizzare principamente questa tipologia di allenamento sono una serie di movimenti instabili, volti a migliorare la nostra capacità di gestire i segnali propriocettivi provenienti dai recettori del nostro sistema neuro-muscolare. Utili a proteggerci da traumi e infortuni, ma anche per controllare il nostro corpo in modo efficace, gli esercizi propriocettivi ci aiutano ad avere una maggiore consapevolezza della percezione che abbiamo di forza, velocità e accelerazione e di altre informazioni meccaniche sul funzionamento di muscoli, tendini e articolazioni, oltre ad usarli meglio; infatti, l’obiettivo è quello di migliorare la comprensione e il controllo degli stimoli derivanti da tali recettori.

Esercizi propriocettivi

Esistono tre tipologie fondamentali di esercizi propriocettivi:

  • esercizi a carico naturale: basati esclusivamente sull’utilizzo del nostro corpo;

  • esercizi in scarico con tavolette: che utilizzano attrezzi come tavolette/pedane e cuscini, svolgendo l’esercizio da seduti;

  • esercizi in piedi con tavolette, o altri strumenti.

Come eseguirli

Almeno inizialmente, è meglio praticare questo tipo di allenamento sotto la supervisione di un fisioterapista, dopodiché gli esercizi possono anche essere svolti in autonomia. Esistono, inoltre, esercizi propriocettivi personalizzati in base alle nostre esigenze, questi possono aiutarci a recuperare la percezione e la riproduzione dei movimenti articolari e muscolari corretti.

Benefici e vantaggi

Gli esercizi propriocettivi sono una pratica legata alla riabilitazione o al miglioramento di articolazioni, muscoli e tendini. Risultano particolarmente utili nel caso di traumi; fratture e distorsioni; interventi chirurgici e così via. Si tratta di movimenti che mirano a creare instabilità nel corpo, utili a migliorare le nostre capacità di controllo del movimento, che potrebbero essere diminuite, ad esempio, dopo un incidente. Stimolare il sistema neuro-motorio in questo modo, infatti, ha diversi vantaggi, quali migliorare i riflessi; migliorare la postura; migliorare la capacità di equilibrio; migliorare la coordinazione.

Fonte : Today