Reddito di cittadinanza e champagne: la dolce vita dei fratelli Bianchi (alle spalle dell’Inps)

Le vacanze, i vestiti firmati, le foto in posa con lo champagne: sui social i fratelli Marco e Gabriele Bianchi ostentavano un tenore di vita invidiabile per la maggior parte dei comuni mortali. Per l’Inps (e lo Stato) erano invece indigenti da aiutare. I due, così come gli altri accusati dell’omicidio di Willy, percepivano da circa un anno il reddito di cittadinanza. A rivelarlo sono diversi quotidiani (tra cui “Il Tempo” e “La Stampa”) che citano come fonte un’inchiesta patrimoniale della Guardia di Finanza.

Certo è che dopo i fatti di Colleferro, il tenore di vita dei due fratelli era stato già attenzionato dalle Fiamme Gialle: troppo il lusso ostentato sui social vista e considerata la loro situazione ufficiale di nullatenenti. Gabriele aveva da poco aperto un negozio di frutta a Cori. Era stato intervistato anche dal TgR come esempio di imprenditore coraggio per aver deciso di avviare un’attività subito dopo il lockdown. 

Reddito di cittadinanza, la bella vita dei fratelli Bianchi

Ma un banco di frutta aperto da poco non basta forse a spiegare un tenore di vita così agiato. Le foto sulle pagine facebook e Instagram di Gabriele Bianchi non lasciano spazio a molte interpretazioni: barche, resort, vestiti griffati e vacanze di lusso. 

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Perché nessuno ha controllato?

Come è possibile che nessuno si sia accorto di nulla? I fratelli Bianchi avevano alle spalle già diverse denunce, ma in questo senso la legge è chiara: per avere diritto al reddito di cittadinanza, il richiedente non deve essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, nonché esser stato condannato in via definitiva per alcuni specifici reati. Una semplice denuncia dunque non basta a far scattare la sospensione del sussidio. Fino a prova contraria dunque i fratelli Bianchi (così come gli altri indagati) avevano diritto ad incassare il rdc. La perplessità nasce dal fatto che le indagini patrimoniali sul loro conto (a prescindere dall’esito) sono scattate solo dopo l’omicidio di Willy. Perché? E quanti sono ancora i furbetti che intascano il sussidio in virtù di false dichiarazioni rilasciate all’Inps? Il caso è (ovviamente) cavalcato dalle opposizioni.  

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Reddito di cittadinanza ai fratelli Bianchi: opposizione all’attacco

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, ha annunciato di aver presentato una “interrogazione parlamentare urgente” perché, spiega, “sarebbe bastato aprire le loro pagine social, come hanno fatto in questi giorni molti italiani, per comprendere che non si trattava di persone in difficoltà”.

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Sul reddito di cittadinanza ai fratelli Bianchi va all’attacco anche Giorgia Meloni: “Apprendo dalla stampa – scrive su facebook – che i quattro arrestati per l’omicidio di Willy Monteiro venivano mantenuti con i soldi degli italiani. Prendevano tutti e quattro il Reddito di Cittadinanza. I 4 delinquenti giravano in SUV e con abiti costosi e prendevano il Reddito di Cittadinanza. Willy, ragazzo di una famiglia umile, lavorava fino a tardi nella cucina di un ristorante. Va bene così?”. Per Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia, “questo è il Paese pensato e voluto dai 5stelle” che con il reddito di cittadinanza dovevano “abolire la povertà” e invece “l’unica cosa che hanno abolito è la dignità”. 

Sono in carcere per mafia, tentato omicidio o rapina (ma prendono il reddito di cittadinanza)

Fonte : Today