Campidoglio, il capro espiatorio è sempre negli uffici: ecco i dirigenti cacciati o attaccati per rimediare alle figuracce

Quando l’errore è tale da generare una bufera di attacchi ingestibile, un dirigente viene allontanato, o si avvia subito un’indagine interna. Per lo sgombero di via Cardinal Capranica, e la pessima offerta di alternative abitative da parte del Comune, ha pagato il dipendente del dipartimento Politiche Abitative Aldo Barletta. Una “cacciata” lampo per aver indicato come disponibile, secondo il Campidoglio, un immobile che in realtà non lo era. Non è però un caso isolato. “Chi ha sbagliato deve pagare” è uno dei leit motiv tirati fuori dall’amministrazione M5s ogni qualvolta serve salvarsi dalla bomba mediatica di turno. 

Un episodio simile lo scorso aprile ha travolto l’Ufficio speciale rom Sinti e camminanti. La città ricorda bene il trambusto generato dal trasferimento di 70 rom nell’ex clinica di Torre Maura. Un quartiere in rivolta, alimentato dalle violente proteste delle forze di estrema destra e finito su giornali e tv nazionali per giorni. Nel mirino della sindaca Virginia Raggi l’operato degli uffici, appunto. E un presunta mancata comunicazione dei tecnici sull’arrivo delle famiglie alla parte politica, in tempo utile a dialogare con la cittadinanza. I tecnici avrebbero dovuto parlare meglio e in maniera puntuale. In quei giorni lasciò il posto la direttrice dell’ufficio Michela Micheli. A domande della stampa negò che la ragione fosse da ricercare nei fatti di Torre Maura, ma sul suo operato venne subito annunciato a gran voce l’avvio di un’indagine per valutare eventuali provvedimenti disciplinari. 

Anche quando l’intero comparto del terzo settore denunciò mancati pagamenti da parte del Comune per 9 milioni di euro, e i nidi convenzionati si ritrovarono in ginocchio con il serio rischio di non riuscire a erogare i servizi, il dito venne subito puntato contro un dirigente della Ragioneria generale, addetto al rilascio delle autorizzazioni propedeutiche al passaggio delle fatture alla Tesoreria. Il Campidoglio annunciò l’avvio di un’altra inchiesta interna con accertamenti a tutto campo sul suo operato. 

E ancora, i bandi sul verde pubblico sono bloccati? La voce grossa della sindaca contro il suo braccio amministrativo arriva puntuale. Idem per i lavori pubblici. Era aprile 2018 quando Raggi annunciò di voler avviare l’ennesima indagine interna per far luce anche qui sullo stallo delle gare d’appalto. Le commissioni aggiudicatrici non si riuniscono? “Chi ha sbagliato deve pagare”. Già, non fa una piega. Ma nella continua caccia al colpevole del disastro, che mai sembra essere dalla parte politica, c’è una certezza: a pagare i disservizi, sempre e comunque, rimangono i romani.

 

Fonte : Roma Today