Coronavirus, il Lazio accusa la Sardegna: “Ha lasciato partire i positivi con sintomi”

Un report riservato della Regione Lazio accusa la Sardegna: il rapporto, racconta oggi Il Messaggero in un articolo a firma di Lorenzo De Cicco, è stato elaborato dal Seresmi, il Servizio regionale per la sorveglianza delle malattie infettive, e dall’ospedlae Spallanzani. E sostiene che dei 764 casi di Coronavirus Sars-CoV-2 con link epidemiologico alla regione Sardegna, 449 ovvero il 59% sono sintomatici. Di qui l’accusa: la Regione ha lasciato partire dall’isola persone a cui doveva essere impedito il viaggio. 

L’accusa del Lazio alla Sardegna: partiti positivi con sintomi del Coronavirus

Secondo quanto spiega l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato quando queste persone sono state sottoposte a tampone avevano già tosse, febbre o bruciore agli occhi, ovvero i primi sintomi della malattia. L’altro dato che spicca è che il 43% dei positivi è stato trovato tramite il contact tracing dei medici della Asl: questo significa che un contagiato su due era sfuggito ai controlli in entrata.  Per la Sardegna, a differenza di quanto disposto dal Ministero per Grecia, Spagna, Malta e Croazia, non c’è l’obbligo di effettuare il tampone al rientro. Il test è volontario. La Regione si è attrezzata subito dopo Ferragosto, quando sono stati intercettati i primi positivi di ritorno e la curva dei contagi dalla Costa Smeralda ha iniziato a salire, fino a diventare una della voci predominanti nel bollettino Covid regionale.

Il paese dove un abitante ogni 70 è positivo

Ma chi è tornato dalla Sardegna si è trovato a disposizione i 19 drive-in sanitari allestiti per chi rientrava dai paesi a rischio: questo sistema di screening ha permesso di trovare il 45% dei positivi; il resto è stato merito del lavoro dei medici e del tracciamento delle aziende sanitarie locali. Ma se l’età media dei contagiati è bassa (25 anni) e quasi tutti i positivi sono curati a casa, 26 persone, anche ragazzi sono ricoverati in ospedale.

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Il quotidiano spiega che la gran parte dei contagiati è rientrata con il traghetto: il 70% viaggiava via nave. Il 28% è tornato in aereo, il 2% conmezzi privati. Il piano per sottoporre ai tamponi tutti i passeggeri all’imbarco, sia a Roma che in Sardegna, proposto con insistenza dalla Regione Lazio, non è mai stato messo in atto. Il protocollo con la giunta sarda è rimasto in bozza. «Lo dico senza polemica – conclude con il Messaggero D’Amato – ma sarebbe stato utile, era la via consigliata dai tecnici. Ora speriamo che queste analisi e le altre che realizzeremo nei prossimi giorni aiutino a capire ciò che è successo”. 

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Fonte : Today