La Calabria tra l’incanto del mare e una cucina sorprendente

Ma la Calabria stupisce anche per il suo ricchissimo patrimonio storico artistico, per i suoi monti dell’interno e gli amplissimi spazi incontaminati della Sila e del Pollino, per la ricchezza e la varietà dei suoi sapori, unici e inconfondibili. Ecco un itinerario lungo la sua costa tirrenica, seguendo il fil rouge del gusto.

La Riviera dei Cedri – Inizia a Tortora, il più settentrionale dei Comuni della Calabria, affacciato sul Golfo di Policastro. Con il bergamotto e le clementine, il cedro è l’agrume più tipico della Calabria, e la sua coltivazione è concentrata sulla costa tirrenica e nel suo entroterra, soprattutto nelle zone di Santa Maria del Cedro, Diamante, Cetraro. La loro caratteristica è di essere di grandi dimensioni (fino a pesare anche alcuni kg), da cui il nome di “cedroni”. Utilizzati per produrre sciroppi e liquori, le loro scorze vengono candide e profumano cassate e panettoni. Le foglie, pure profumate, aromatizzano fichi e i tradizionali “panicilli”, panetti di uvetta avvolta nelle foglie e appassiti in forno. Per gli ebrei il cedro è frutto sacro: perciò in estate i rabbini, da tutto il mondo, si danno appuntamento a Santa Maria del Cedro per selezionare direttamente dagli alberi i migliori per la Festa delle Capanne (Sukkoth).  

Diamante capitale del peperoncino  – Nota anche come il “Giardino dei cedri “, per le coltivazioni di questo profumato agrume, è un incantevole borgo marinaro, ora frequentato centro balneare.  Otto km di spiaggia, mare cristallino, i vicoli allegramente colorati da oltre 150 murales di pittori e artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo, è sede dal 1994 dell’Accademia del peperoncino, che ogni anno organizza in settembre il Festival del peperoncino che quest’anno si terrà dal 9 al 12: cinema, arte, musica, spettacoli di strada e tanta gastronomia, in cui l’oro rosso la fa da padrone. Da non perdere una passeggiata sul lungomare, gustando gli aromatici gelati al cedro della Gelateria Mimì, insegna storica. A Maierà, una decina di km a nord est di Diamante, il palazzo ducale ospita il Museo del peperoncino

Belvedere Marittimo – Altra località nota per la lavorazione dei cedri, Belvedere Marittimo – dominato dalla mole del castello normanno, rifatto nel 1490 dagli Aragona –  conserva un’atmosfera antica e raccolta. Ai suoi piedi, sulla costa del Tirreno, si trova Marina di Belvedere, nota località di vacanze estive, con una lunga spiaggia, l’elegante lungomare, il mare cristallino.

Altomonte Città del pane – Da Belvedere Marittimo va fatta assolutamente una deviazione verso l’entroterra, meta Altomonte, un luogo assolutamente da visitare, dove si mantenute intatte architetture, tradizioni, gastronomia.  Borgo più Bello d’Italia, Città del Pane e Città Slow, Altomonte – che Plinio citava per la produzione di vini pregiati – è arroccato su un’altura, da cui si gode una splendida vista. Una tappa del gusto imperdibile.

Pizzo Calabro città del dolce tartufo – Tornati sulla costa, il nostro viaggio gourmand prosegue verso sud e la prima tappa è Pizzo Calabro, con 9 km di apertura alare sulla spiaggia sabbiosa (più a sud diventa anche rocciosa con calette, scogli e una bellissima Grotta Azzurra), è rinomata in tutto il mondo per il suo delizioso tartufo gelato, una semisfera alla nocciola con cuore di cioccolato fondente. Altro esclusivo vanto del luogo è la Chiesa di Piedigrotta, scavata nel ‘600 nella roccia arenaria da sopravvissuti naufraghi napoletani. Gli scultori locali Angelo e Alfonso Barone, padre e figlio, alla fine dell’800 realizzarono nel tufo della chiesa gruppi di statue incredibilmente evocative, abbellendo la volta della navata centrale e dell’altare maggiore con affreschi, bassorilievi e capitelli.

Tropea e la sua rossa cipolla – La costa che va da Pizzo a Nicotera è fra le più suggestive della Calabria. Costa degli Dei, la chiamano. Qui spicca, una vera perla, Tropea, con le sue trecce di cipolle rosse, l’acqua cristallina e i turisti da tutto il mondo. Le sue origini affondano nella notte dei tempi, tra i vari miti si narra che sia stata fondata da Scipione l’Africano. Oggi come allora, la superficie delle sue acque riflette, da tutti gli affacci, dei tramonti indimenticabili. Magnifici i palazzi del centro storico, così come il duomo normanno dedicato alla Vergine di Romania, risalente al 1230. Ci si può piacevolmente perdere, tra i vicoli affollati di botteghe e ristoranti di cucina marinara.

Per maggiori informazioni: www.turismo.regione.calabria.it 

 

Fonte : TgCom