Rimborsi alle cliniche private e spese della Soresa: si allarga l’inchiesta della Corte dei Conti

Rimborsi fino al 95% delle prestazioni dati alle cliniche private indipendentemente dall’effettiva consumazione delle stesse, è questo l’oggetto dell’inchiesta della Corte dei Conti sulla gestione dell’emergenza Covid da parte della Regione Campania guidata da Vincenzo De Luca. Grazie ad un accordo, diverso da quello adottato dalle altre regioni, l’amministrazione De Luca avrebbe elargito ai centri della sanità privata quasi 20 milioni di euro per prestazioni non accertate. Si tratterebbe del metodo che in gergo viene chiamato del “vuoto per pieno”, indicando il pagamento di una prestazione alla sanità privata senza che questa sia stata effettivamente erogata. All’attenzione degli inquirenti l’accordo tra Regione Campania e AIOP, l’associazione di categoria della sanità privata. Ma ora l’inchiesta si sta allargando i magistrati contabili, guidati dal sostituto procuratore Davide Vitale hanno iniziato ad acquisire documenti e testimonianze su tutte le spese fatte dalla SoReSa, la società pubblica di proprietà della Regione Campania che si occupa di acquisti e gare d’appalto nel settore della sanità

Le indagini si allargano: nel mirino le gare SoReSa e i Covid Hospital

La Corte dei conti vuole vederci chiaro sulle spese autorizzate dalla SoReSa durante il periodo di maggiore emergenza della pandemia da Coronavirus. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti gli appalti, gli affidi diretti e le autorizzazioni di spesa del periodo marzo – maggio 2020, quando la società pubblica della Regione ha autorizzato spese per oltre 200 milioni di euro. L’inchiesta della Corte dei Conti si somma a quella della Procura della Repubblica, che dopo l’inchiesta di Fanpage.it sugli appalti Covid ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di frode in pubbliche forniture e turbativa d’asta, il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, la dirigente dell’ufficio di gabinetto di De Luca, Roberta Santaniello, il presidente di SoReSa Corrado Cuccurullo, il consigliere regionale Luca Cascone e il direttore dell’Istituto Zooprofilattico Antonio Limone. Il nucleo di polizia economico finanziaria guidata dal colonnello Domenico Napolitano sta raccogliendo documenti e atti relativi agli appalti SoReSa. Fanpage.it aveva mostrato il ruolo di Luca Cascone, consigliere regionale legatissimo a De Luca che senza alcuni titolo interloquiva con le aziende interessate a vendere prodotti alla SoReSa. Ma gli inquirenti si stanno concentrando anche sul maxi appalto da 18 milioni di euro che riguarda gli ospedali prefabbricati di Napoli, Caserta e Salerno. I magistrati hanno acquisito gli atti e stanno iniziando ad ascoltare persone informate sui fatti. I due ospedali di Caserta e Salerno sono tutt’ora chiusi, senza collaudo e non sono mai potuti entrare in funzione, nonostante siano costati oltre 5 milioni di euro. Il nodo restano le varianti ordinate all’azienda costruttrice, la MED, da persone che hanno agito per conto dell’unità di crisi. Tra questi, come la stessa MED ha dichiarato in un documento svelato da Fanpage.it, anche Ciro Verdoliva, Luca Cascone e Roberta Santaniello. Modifiche che hanno cambiato il progetto iniziale e che successivamente la Regione si è rifiutata di riconoscere. La spesa complessiva, dalla base di circa 18 milioni di euro iniziali, è lievitata fino a 24,5 milioni di euro.

Taglialatela ascoltato dai magistrati

Tra le persone ascoltate dai magistrati della Corte dei Conti c’è Marcello Taglialatela, il presidente dell’associazione “Campo Sud” che ha presentato diversi esposti alla Procura della Repubblica di Napoli sulla gestione degli appalti per l’emergenza Covid. Taglialatela, ex assessore regionale con la giunta di centrodestra guidata da Stefano Caldoro, è stato ascoltato dal sostituto procuratore Davide Vitale per circa 3 ore. “Uno degli aspetti particolari della vicenda legata all’appalto per i Covid Hospital – spiega Taglialatela a Fanpage.it – è l’acquisto dei ventilatori polmonari, che la MED non è riuscita poi a fornire. Inoltre la Regione Campania aveva avviato un’indagine di mercato per 100 ventilatori di cui non si è più saputo nulla“. Alla base delle indagini della Corte dei Conti anche l’esposto di Valeria Ciarambino, candidata presidente della Regione Campania per il Movimento 5 Stelle, che in primavera aveva puntato il dito proprio sui rimborsi alla cliniche privati per prestazioni mai eseguite, frutto di un accordo anomalo tra la Regione Campania e l’AIOP. “Venti milioni di euro dei cittadini della Campania, piuttosto che essere investiti nel diritto alla salute, sarebbero stati letteralmente regalati ai privati, a chiusura di un ciclo di dieci anni in cui la sanità regionale, con Caldoro prima e De Luca poi, e’ stata usata come vero e proprio bancomat della politica” ha dichiarato l’attuale consigliera regionale dell’M5S.

Fonte : Fanpage