Apple cresce ancora: vola verso i duemila miliardi di dollari

In aumento del 5% il prezzo delle azioni di Cupertino, il cui valore non è stato mai così alto. E il Ceo, Tim Cook, entra nel club dei miliardari

Apple si avvia verso una capitalizzazione di mercato di duemila miliardi di dollari e Tim Cook entra nel club dei paperoni con un patrimonio che tocca il miliardo. Lo riporta il Bloomberg Billionaires Index, che annovera l’amministratore delegato di Cupertino tra quelli che hanno raccolto più fortuna pur senza aver fondato l’azienda per cui lavorano. Con questi ultimi invece, ad esempio Jeff Bezos o Bill Gates, il divario è ancora molto ampio.

L’eredità di Steve Jobs

A nove anni dalla scomparsa di Steve Jobs, Apple è più preziosa che mai. Sotto la spinta di Tim Cook, che ha preso in mano le redini del gigante di Cupertino quando il suo valore era di 350 miliardi di dollari – riporta Bloomberg –, l’ha portato a tagliare il traguardo dei duemila miliardi. Il prezzo delle azioni di Apple è cresciuto quasi del 5% la scorsa settimana, aumentando il valore dell’azienda che aveva chiuso il terzo trimestre del 2020 tornando la più ricca al mondo. Un balzo del 10,47% le aveva permesso di spodestare il colosso petrolifero Saudi Aramco, facendo registrare un valore di mercato di 1.840 miliardi di dollari, contro i 1.760 dei sauditi. Di questo ha chiaramente beneficiato anche il Ceo, Tim Cook, entrato nella cerchia dei miliardari.

La causa a una app di ricette

Per difendere il proprio logo, nei giorni scorsi Apple ha fatto causa a una piccola app di ricette. Si chiama Prepear, fa capo alla società Super Healthy Kids e si rappresenta con una pera verde stilizzata, contro cui il colosso di Cupertino ha presentato un atto di opposizione sostenendo che quel logo “provocherebbe l’indebolimento del carattere distintivo” della sua mela. “Il marchio del richiedente consiste in un design minimalista di un frutto con una foglia ad angolo retto, che richiama prontamente il famoso logo Apple e crea un’impressione commerciale simile”, si legge nell’atto in cui si sostiene che il logo “rivale”, “indurrebbe il consumatore a credere che il richiedente sia correlato, affiliato o sostenuto da Apple”. A dare risalto alla vicenda è stato nel weekend un post sui canali social di Super Healthy Kids, la casa madre di Prepear che conta su un team di cinque membri e ha lanciato una petizione su Change.org alla quale, al momento, hanno risposto in 40mila al grido-hashtag di #savethepearfromapple, “salva la pera da Apple”.

Fonte : Sky Tg24