Facebook smantella reti di troll filo-Trump

Si fingevano sostenitori afroamericani del presidente degli Stati Uniti. A darne notizia è lo stesso Facebook, che non viene meno all’impegno di combattere fake news e teorie del complotto (in questo specifico caso su Covid-19 e QAnon)

(Foto: Rick Loomis/Getty Images)

Menlo Park ha rimosso 35 account e tre pagine Facebook, oltre a 88 profili Instagram, che facevano parte di una troll farm e si spacciavano per sostenitori afroamericani di Donald Trump diffondendo fake news legate alla teoria complottistica conosciuta come QAnon. A dare la notizia è lo stesso Facebook nel rapporto sulle attività di contrasto di luglio 2020. Le motivazioni che hanno spinto il colosso social ad agire in questa direzione sono legate alle politiche contro le interferenze straniere. Infatti, la troll farm in questione avrebbe origini rumene e avrebbe assunto un comportamento non autentico violando le regole.

L’attività di questa rete pro-Trump nata in Romania abbracciava un pubblico che su Facebook superava i 1.600 follower mentre su Instagram copriva oltre 7.200 utenti. Secondo quanto si legge nel rapporto: “Le persone dietro a questa rete hanno utilizzato account falsi, alcuni dei quali erano già stati rilevati e disabilitati dai nostri [di Facebook, ndr] sistemi automatizzati, per fingere di essere americani, amplificare e commentare i propri contenuti e gestire le pagine, incluse alcune che si definivano fanpage del presidente”. Usando hashtag come #BlackPeopleVoteForTrump, pubblicavano dunque notizie ed eventi interni agli Stati Uniti. Tra questi, alcuni legati alle elezioni di novembre, alla campagna elettorale di Trump e al suo sostegno da parte degli afroamericani. Le tematiche trattate: l’ideologia conservatrice, le credenze cristiane e la teoria cospiratrice QAnon.

Come parte dell’impegno assunto di proteggere le elezioni e gli elettori da influenze esterne, Facebook è quindi intervenuto rimuovendo anche centinaia di account falsi collegati all’organizzazione conservatrice Epoch Media Group, che, secondo il report, si è impegnata a diffondere una teoria del complotto alla base della pandemia. Questa rete comprendeva 303 account Facebook, 181 pagine, 44 gruppi e 31 profili Instagram, per un totale di due milioni di follower. La vicenda conferma come la politica sia uno dei principali veicoli sfruttati per diffondere fake news in maniera efficace.

Fonte : Wired