I debiti di Miss Italia con l’ex produzione tv: “Ci deve oltre 1 milione e 300 mila euro” | ESCLUSIVA

Luci e ombre su Miss Italia nell’anno del suo ottantesimo anniversario. Lo storico concorso, messo alla porta dalla Rai nel 2012 e adottato da La7, torna a fare le valigie. Urbano Cairo ha annunciato qualche giorno fa, alla presentazione dei palinsesti, di non aver rinnovato il contratto alla kermesse di bellezza firmata Patrizia Mirigliani, ora a caccia di una nuova rete per andare in onda.

Mentre si vocifera di un ritorno in Rai – smentito di fatto dall’assenza della trasmissione nel palinsesto della prossima stagione – o di un approdo a Fox, Vincenzo Russolillo, presidente di Consorzio Gruppo Eventi, produttore esecutivo del programma nel 2016 e 2017, accende i riflettori su un conto in sospeso con la Miren, società di Patrizia Mirigliani che gestisce il concorso e il marchio Miss Italia. E che conto! “Oltre un milione e trecento mila euro” spiega su Today, oltre a fare luce su tutta la vicenda ora in mano al Tribunale di Roma.

La7 ha chiuso le porte a Miss Italia. Il divorzio tra la Miren, società di Patrizia Mirigliani, e Consorzio Gruppo Eventi che lei rappresenta e che ha prodotto la trasmissione, invece, risale a un anno fa…
“Consorzio Gruppo Eventi ha prodotto dal punto di vista esecutivo la trasmissione nel 2016 e 2017. Il divorzio definitivo c’è stato un anno fa ed è stato unilaterale da parte della Miren che ha deciso di farsi guidare da un’altra azienda (Infront, ndr) per cui nutriamo rispetto e stima. Parliamo di un leader nel settore della produzione di eventi, soprattutto nel mondo sportivo. Noi siamo stati sostituiti e questo è lecito in un mercato libero, ma dovevamo essere sostituiti a fronte di un saldo. E’ giusto che una persona possa scegliere di essere fornita da terzi, ma prima del cambiamento bisogna saldare il vecchio”.

La Miren non ha pagato i costi di produzione?
“No. Noi come Consorzio nel 2016 e 2017 abbiamo realizzato la trasmissione per nome e per conto di Miren, portando a casa, su La7, un ottimo risultato sia in termini di ascolti che di qualità dello spettacolo. Non lo dico io, lo dicono i numeri. Per due anni infatti la trasmissione raggiunse quasi il record di rete in due prime time che La7 mise a disposizione”.

E poi?
“Dopo quell’esperienza, che è stata molto bella e gratificante, con un gruppo di lavoro che ero riuscito a mettere in piedi e che ha portato un’immagine alta per il concorso, mi sono trovato nella scomoda posizione di dover sgomitare per ricevere i pagamenti di quella produzione”.

A quanto ammonta il debito?
“Oltre un milione e trecento mila euro. La Miren non ha finito di pagare l’edizione 2016 e non ha pagato nulla dell’edizione 2017”.

E siete passati alle vie legali…
“La Miren di Mirigliani, guidata da un altro amministratore ma che gestisce in toto il concorso e il marchio Miss Italia, ha disatteso tutti gli anni di pagamento che avevamo in corso dal 2016 fino al 2018. Quando ci siamo trovati davanti a una scelta non condivisa, tantomeno digerita, di vederci sostituire da Infront senza nemmeno essere stati saldati del lavoro pregresso, abbiamo chiesto in modo chiaro di essere pagati prima di avviare un contratto con una nuova azienda. Questo non è accaduto, ogni tipo di pagamento veniva ritardato di giorno in giorno e quindi ci siamo trovati nella condizione di dover tutelare quello che era l’anticipo economico, non piccolo, che la nostra azienda aveva fatto per tenere in piedi Miss Italia e abbiamo chiesto al giudice che venissero sequestrati i beni in capo alla società per tutelare il nostro debito. Abbiamo fatto un’azione civile che dopo un anno è sfociata in un’udienza, l’8 luglio a Roma, e per cui aspettiamo l’esito da parte della Magistratura, perché ci sia una tutela del nostro debito. Miren deve saldare il debito. Naturalmente il sequestro che stiamo chiedendo è un sequestro a 360 gradi che va in tutte le direzioni, riguarda tutto quello che è di proprietà della società Miren”.

Patrizia Mirigliani l’ha incontrata o sentita?
“No. Ha risposto solo attraverso il suo legale a un articolo di TvBlog in cui si parlava di questo contenzioso, ma che riporta inesattezze. Da quello che dice è come se la Miren avesse agito nei nostri confronti per avere la restituzione dei titoli di pagamento che erano stati dati a noi per saldarci. Su questo mi viene da sorridere, è come se io lasciassi alla persona dove vado a comprare l’autovettura degli assegni e poi lo querelo perché gli assegni siccome non li posso pagare deve restituirli. E’ un paradosso. Diciamo che è stata una mossa di comunicazione per mettere un po’ di movimento intorno a questa cosa, che confondesse le idee e che potesse ancora una volta cercare di tutelare il marchio Miss Italia”.

Che ora rischia di non tornare in tv…
“A essere sincero mi dispiacerebbe se Miss Italia non andasse in onda da nessuna parte, perché significherebbe veder allontanato il saldo del debito che hanno nei miei confronti. E mi dispiacerebbe anche che il concorso, soprattutto in un anno così importante, non avesse un momento di gloria e di festeggiamento adatto. Parliamo comunque del concorso più longevo della storia del nostro Paese e ritengo che sia giusto che qualcuno lo prenda in carico. Naturalmente arrivare agli 80 anni senza macchie e senza debiti sarebbe più bello”.

La sentenza per quando è prevista?
“Entro l’estate, ma non dipende da noi. Dipende dai tempi del tribunale di Roma, che confidiamo siano brevi. Speriamo di arrivare ad agosto con una sentenza definitiva che ci mette nelle condizioni di rientrare degli esborsi fatti”.

Fonte : Today