Largo San Giuseppe Artigiano a quattro anni dalla morte di Tiziana. La sorella: “Il solito scempio”

“Sono stata sul luogo in cui è morta mia sorella Tiziana, è uno scempio, come lo era quattro anni fa e quella grata è ancora solo appoggiata”. A parlare è Ombretta Laudani, sorella della giovane donna morta il 9 agosto del 2016 precipitando da una grata in largo San Giuseppe Artigiano, a Portonaccio a ridosso della via Tiburtina.

Mancavano pochi minuti alle 23, il 9 agosto di quattro anni fa, quando Tiziana, una giovane mamma di 37 anni, è precipitata nei garage sotterranei di largo San Giuseppe Artigiano dopo un volo di otto metri. La famiglia di Tiziana ha iniziato da quel giorno una lunga ed estenuante battaglia: già perché la sicurezza e il decoro di largo San Giuseppe Artigiano era l’obiettivo di tanti residenti della zona che però fino ad allora erano rimasti inascoltati.

Dopo l’incidente mortale, nell’area sono stati installati alcuni lampioni (prima il largo era completamente al buio) ed è stato realizzato un marciapiede. Eppure c’è ancora tanto da fare: l’immondizia resta, così come il degrado e l’abbandono. Non solo: “Qualcuno ha anche staccato la foto di mia sorella – ha spiegato Ombretta – Rubando i portafiori. Nei giorni scorsi ho ripulito tutto per dare dignità alla sua morte”.

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In attesa della ripresa del processo prevista per il prossimo 3 novembre, Ombretta insieme agli attivisti del comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio ha organizzato una giornata per ricordare Tiziana: “Chi vuole può portare un fiore in largo San Giuseppe Artigiano il 9 agosto per ricordare mia sorella – ha concluso – Continueremo con tutte le nostre forze a cercare giustizia”. 

Fonte : Roma Today