Hai ricevuto una mail da Google sulle registrazioni audio? Ecco perché

Cambia radicalmente il modo in cui il gigante del web salva i file aprendo a un maggiore e più consapevole controllo da parte dell’utente

(immagine: Google)

Milioni di persone in tutto il mondo hanno ricevuto una mail da Google dal titolo “Abbiamo aggiornato la tua impostazione per le registrazioni vocali e audio” che ufficializzava un cambio radicale da parte del gigante del web a proposito della politica di archiviazione dei file audio, aprendo a un maggiore e più oculato controllo dei permessi da parte dei propri utenti. Che cosa significa tutto questo e cosa cambia nel concreto?

Molti utenti sono all’oscuro del fatto che Google salvi in un’apposita pagina tutte le ricerche effettuate con la voce. Non solo quelle sul motore di ricerca attraverso lo smartphone, ma anche per destinazioni su Google Maps, per video su YouTube e ogni singola conversazione con l’assistente Google. Fino a oggi il salvataggio era automatico, ora diventa opzionale.

Nella mail viene evidenziato il link alla pagina delle proprie attività dove gestire i file (volendo, anche riascoltarli), cancellarli e decidere se attivare il salvataggio. Questo perché Google ha necessità di poter accedere a una parte dei file per effettivamente migliorare il servizio, ma solo se l’utente è d’accordo.

In questo caso i passaggi da seguire sono:

– Cliccare sul pulsante Controlla Impostazioni nella mail;
– Cliccare su Registrazioni audio;
– Cliccare Accetta (se vuoi acconsentire) dopo aver letto i termini.

registrazione audio google(immagine: Google)

La strada intrapresa da Google è quella della trasparenza e di un accesso semplice ai file generati, in contrapposizione a quanto accaduto in passato quando valeva il silenzio-assenso ed era spesso complesso gestire l’impressionante mole di file condivisi per via di menu non così facili da ritrovare e comandi ostici ai più. L’anno scorso era esploso lo scandalo, che ha coinvolto anche Amazon con Alexa e Facebook, con addetti che ascoltavano a campione alcuni file per migliorare la qualità del servizio.

Così come molti altri colossi del web, negli ultimi tempi Google si sta muovendo dopo essersi trovata spesso nell’occhio del ciclone per via della massiccia raccolta di informazioni generate dagli utenti. La scorsa settimana ha modificato le impostazioni sulla privacy e poco più di un mese fa ha ufficializzato la cancellazione automatica dopo 18 mesi dei dati, comprese le ricerche su YouTube e le posizioni su Google Maps.

Fonte : Wired