Ponte Sisto, eventi e relax a bordo fiume: a settembre arriva “Piazza Tevere”

Non è una spiaggia. Somiglia più ad un giardino. Nel rendering che è stato presentato al Comune, il progetto “Piazza Tevere” è stato infatti associato ad un celebre dipinto di Georges Pierre Seurat. Sotto Ponte Sisto non ci saranno le dame con l’ombrellino e neppure la Senna. Cambiano i costumi e la cornice. Non l’idea di fondo.

Piazza Tevere

All’ufficio di scopo del Tevere, e quindi al Campidoglio, dalla seconda metà di luglio è approdato un progetto. Prevede di realizzare un allestimento “temporaneo”, tendono a precisare i proponenti, tra ponte Sisto e ponte Mazzini. Un vero giardino, cresciuto su zolle di terra che andranno appositamente irrorate. E tanti alberi in vaso. Non ci saranno gli ombrelloni, ma nelle intenzioni di Agenda Tevere, capofila del progetto, dovrebbero esserci spazi per piccoli eventi culturali, sedie, tavolini e punto ristoro.

Una sinergia collaudata

“Quella di Piazza Tevere é una proposta di collaborazione che abbiamo potuto fare al Comune grazie al fondamentale supporto di AIAP, (l’associazione degli architetti paesaggisti italiani), Assoverde, (associazione dei costruttori del verde) , Tevereterno e di sponsor privati importanti quali Italgas, Terna e Acea” ha spiegato Claudio Gatti, il presidente di Agenda Tevere. E’ la Onlus che, anche quest’anno, ha promosso l’allestimento di Tiberis, la spiaggia sotto ponte Marconi.

Un allestimento temporaneo

Per realizzare “piazza Tevere”, oltre al via libera del comune, è necessario seguire un iter amministrativo che prevede il coinvolgimento dell’ente regionale e della Sovrintendenza capitolina. Intanto, fa sapere Gatti “la Regione ha sostenuto il progetto, autorizzandone la concessione temporanea”. L’idea è di allestire lo spazio all’inizio di settembre, per poi rimuoverlo alla fine di ottobre. Meglio, l’ipotesi è quella di trasferirlo. Magari sulla riva Ostiense per riqualificare, dopo Tiberis, un terzo spazio sul fiume Tevere.

L’iter amministrativo

“Puntiamo a cambiare le dinamiche e le cose sul Tevere con uno spirito ed un metodo collaborativo, che io amo definire ecosistemico” ha spiegato Gatti. Quest’approccio prevede, come già accaduto per Tiberis, la collaborazione tra associazioni, aziende private ed enti pubblici. Perchè il progetto venga però realizzato, il Comune dovrà predisporre una manifestazione d’interessi. Poichè l’iniziativa non è destinata alla realizzazione di un parco permanente, c’è un fattore da non sottovalutare. Come sempre il tempo giocherà un ruolo fondamentale. 

Il tuo browser non può riprodurre il video.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.

Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.

Attendi solo un istante
Forse potrebbe interessarti

Devi attivare javascript per riprodurre il video.

Fonte : Roma Today