Le cose da sapere per vendere su Pinterest

La piattaforma di foto si dimostra un utile canale per avvicinare potenziali clienti del proprio marchio. Ecco come trasformarla in un ecommerce

Pinterest (immagine: Thomas Trutschel/Photothek via Getty Images)

Vi sarà capitato di sfogliare le board di Pinterest alla ricerca di ispirazioni fotografiche. Che sia per arredare casa, trovare una ricetta particolare o per organizzare un evento, Pinterest con le sue bacheche tematiche è una fonte quasi inesauribile di spunti interessanti. Ciò che però la maggior parte delle persone non sa è che Pinterest può essere anche un enorme canale di vendita per le aziende

Come funziona Pinterest

A differenza di Facebook o Instagram, Pinterest, che alla fine del 2019 ha dichiarato di avere 322 milioni di utenti attivi mensili in tutto il mondo, resta un social media più di nicchia. Progettato inizialmente per lo sharing e la scoperta di idee, permette agli utenti di condividere queste informazioni tramite i pin. Ognuno può appuntare le sue idee nelle proprie board ed esplorare quelle degli altri. Come per Facebook, Pinterest guadagna attraverso le pubblicità, grazie alla promozione dei pin. Seppur rimanendo distante dalle cifre dei social network di maggiori dimensioni, nell’ultimo trimestre la società ha aumentato le sue entrate del 35% anno su anno. Non solo, sono cresciute anche le visite per utente del 26%. Ma come è possibile sfruttare Pinterest per veicolare traffico utile alla vendita? 

Un social al femminile

Il 71% degli utenti di Pinterest globali sono donne secondo Statista. Negli Stati Uniti per esempio Pinterest raggiunge l’83% delle donne, in una fascia d’età compresa tra i 25 e i 54 anni. Si tratta di quel gruppo di persone che prende decisioni di acquisto per la sua famiglia, anche nel nostro Paese, sfruttando Pinterest come strumento per pianificare dei momenti della sua vita (85%). Per il 43% di loro, che prevede di cambiare casa nei prossimi 5 anni, è fonte di ispirazione per mobili e arredi. Per il 52% serve a scoprire cibi e bevande. Il 70% lo usa per trovare accessori, orologi e gioielli, e il 52% degli utenti dice di aver speso 500 dollari o più in prodotti di bellezza negli ultimi 6 mesi. Come mostrano questi dati dunque è evidente che Pinterest rappresenta un’enorme opportunità per i marchi che hanno un target femminile.

Ma c’è anche un 40% di papà americani lo utilizza per fare ricerche di progetti di fai da te: nel 2018 Pinterest ha visto un aumento del 450% di questo tipo di interrogazioni. Fronte generazionale, il 52% dei millenials (i nati dal 1983 al 1998) è disponibile a spendere il 17% in più rispetto ai coetanei che non usano Pinterest.  

Come vendere su Pinterest

Brand e aziende hanno dunque terreno fertile per veicolare un percorso di acquisto che nasce in maniera naturale, grazie all’ispirazione data da altri. Qui infatti i prodotti che piacciono si possono salvare con una puntina virtuale (pin) e mettere da parte, confrontare e consultare in momenti diversi. È dimostrato che il 47% dei “pinner” accede al sito appositamente per fare acquisti, rendendo Pinterest quasi quattro volte più efficace nel generare vendite rispetto ad altre piattaforme social. Fondamentale, è garantire l’acquisto direttamente all’interno della piattaforma: per questo motivo nel 2018 è stato introdotta la possibilità alle aziende di caricare interi cataloghi di prodotti con tutti i loro riferimenti, come prezzo, descrizione, disponibilità e link al sito ufficiale.

Non solo, sono stati implementati anche gli annunci Shop the look, attraverso i quali un inserzionista può taggare fino a 25 articoli nella stessa immagine e creare una scheda shop collegata ai profili per acquistare direttamente qui. Si tratta dunque per i marchi di sviluppare una strategia di visual marketing parallela a quella dell’ecommerce, che necessariamente richiede immagini di altissima qualità e funzionali per lo scopo della vendita e ben descritte. Lo stesso vale per le grafiche, che devono essere colorate e accattivanti.

Attenzione poi al Seo: Pinterest è un motore di ricerca con i suoi algoritmi, è dunque importante scegliere parole chiave e una strategia ad hoc sia nei titoli che nelle descrizioni, dei pin come quelle incorporate. È possibile anche utilizzare i Rich Pins, che estraggono dati e informazioni extra dal sito dell’azienda, visualizzate insieme a quelle normali del pin, e investire in campagne pubblicitarie. 

Fonte : Wired