Pini di Roma, è allarme cocciniglia: “Già colpiti l’80% degli alberi”

Il pino comune, uno dei simboli della Capitale, è sotto attacco. Un piccolo insetto, arrivato da lontano, sta mettendo a dura prova la resistenza degli iconici alberi romani.

La cocciniglia a Roma

“Siamo preoccupati perchè abbiamo notato che molti pini sulla Cristoforo Colombo sono malati – ha segnalato Tommaso D’Alessio, presidente del Circolo Legambiente di Garbatella – Ci hanno spiegato che sono stati colpiti da una cocciniglia ma che, al momento, non si stanno predisponendo interventi per salvarli”. Il problema è diffuso, ben oltre la Cristoforo Colombo. La presenza di “cocciniglia tartaruga”, detta anche “cocciniglia dei Caraibi”, sulle chiome dei pini romani era stata indicata già nel 2018. All’epoca, a farne le spese, erano stati esclusivamente degli esemplari presenti nel quadrante sud di Roma, tra Mostacciano e la Laurentina.

Una specie aliena

“E’ una cocciniglia alloctona, originaria del nord america. E’ passata per i Caraibi, dove ha prodotto numerosi danni, e dal 2014-2015 è approdata in Campania. Per quanto riguarda la Capitale, la prima ondata – ha spiegato l’agronomo Enrico Lazzari – si era limitata a pochi pini. La scorsa primavera invece è arrivata in maniera massiccia”. E ne sono rimasti colpiti i pini di tutta la città. In alcune zone, i cittadini, hanno provato a mettere in campo dei rimedi naturali. A villa Leopardi, nel Municipio II, un comitato ha acquistato 250 coccinelle adalia. I coleotteri sono predatori dei pericolosi insetti e la loro presenza potrebbe contribuire ad eliminarli.

I tempi di reazione della natura

“In realtà, trattandosi di una cocciniglia alloctona, non incontra antagonisti naturali. Non ci sono predatori e potrebbero volerci anche 5 o 10 anni prima che l’ambiente riesca a reagirvi efficacemente” ha spiegato l’agronomo. In sostanza i coleotteri non li riconoscono come prede e se ne nutrono solo se vengono posizionati a ridosso delle cocciniglie. Operazione abbastanza complicata.

Emergenza pini

“Siamo già in una condizione emergenziale perchè a Roma l’80% circa dei pini comuni è stato attaccato da questa cocciniglia. Il Servizio Fitosanitario regionale non ha emanato le linee guida ed in mancanza di una regolamentazione fitoterapica anche il privato che volesse fare un trattamento si trova in grande difficoltà”. 

Possibili rimedi

Le misure che si possono mettere in campo sono essenzialmente di due tipi. “Si può procedere con il lavaggio della chioma da combinare con l’utilizzo di particolari insetticidi che però rischiano seriamente di disperdersi nell’ambiente circostante”. In alternativa, ha spiegato l’agronomo, è possibile procedere con “trattamenti endoterapici: vengono iniettati nel fusto soluzioni d’insetticidi che la pianta è in grado di trasportare dentro la linfa e che possono essere efficaci per anni”. L’insetto, che si nutre proprio della linfa dell’albero, succhiando questo prodotto muore. E l’albero è salvo. 

Un patrimonio a rischio

La situazione, soprattutto in prospettiva, è critica. E non c’è tempo da perdere. “Gli alberi che non sono già soggetti a precedenti criticità, riescono a sopravvivere.  Ma le piante sane che hanno reagito, emettendo nuovi getti, hanno dovuto dare fondo alle proprie riserve energetiche. E questo significa che l’anno prossimo potrebbero trovarsi in difficoltà, di fronte ad un nuovo attacco”. Il futuro dei pini romani, quindi, è legato alla capacità d’intervento dell’uomo. La cui azione deve essere tempestiva. In ballo c’è la sopravvivenza d’uno dei simboli di questa città.

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Fonte : Roma Today